Valentino Rossi: età e carriera

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Valentino Rossi è uno degli sportivi italiani più conosciuti e più amati al mondo: ne ripercorriamo in questo articolo vita, carriera e successi.

Vita di Valentino Rossi

 

Valentino Rossi, 38 anni, 9 titoli Mondiali di motociclismo. Basterebbe questo incipit per descrivere, in estrema sintesi, la straordinaria epopea del ‘Dottore‘, nato il 16 febbraio 1979 ad Urbino, nelle Marche, ma cresciuto, come noto, nel paese di Tavullia, nella provincia di Pesaro. Valentino nasce da mamma Stefania, che all’anagrafe fa Palma di cognome, e da papà Graziano, un tempo (anni Settanta-Ottanta) anch’egli pilota motociclistico. Proprio da lui il piccolo Valentino Rossi eredita la passione per le due ruote, vivendo a stretto contatto, tutti i giorni, con il mondo dei motori. Dopo il divorzio i suoi genitori hanno avuto altri due figli, entrambi venuti al mondo nel 1997: da parte di madre, Luca Marini, anch’egli divenuto un pilota di moto e nel Motomondiale dal 2016, impegnato con il Forward Racing team di Moto2; da parte di padre, Clara Rossi. Dal 2012 e fino al 2016, Valentino Rossi ha avuto una relazione con la modella Linda Morselli, poi terminata: attualmente, il pilota è sentimentalmente legato a Roberta Tirrito, uscita allo scoperto sulla loro storia al settimane ‘Oggi’ lo scorso mese di aprile.

La curiosità legata al numero 46

 

Come tutti sanno, Valentino Rossi porta, con orgoglio, il numero 46, anche quando, da Campione mondiale in carica, avrebbe potuto e dovuto portare il numero 1. Ma come mai il pilota ha sempre optato per mantenere un numero all’apparenza così ‘anonimo’ per tutta la sua carriera? Valentino Rossi veste il 46 sin da quando è bambino, da quando, ovvero, correva nelle minimoto. Lo ha rivelato lui stesso nella sua autobiografia, nella quale ha sottolineato come all’epoca si trovava in una squadra con Marco e Maurizio Pagano, due ragazzi di Gatteo a Mare, in provincia di Forlì-Cesena: tutti e tre portavano il numero 46, poiché concorrevano in categorie diverse, e tale scelta era derivata da un pilota giapponese, una ‘wild card’, che, nel Gran Premio del Giappone di scena a Suzuka, aveva compiuto dei numeri incredibili con la propria moto sebbene sotto una pioggia battente. Valentino Rossi ha quindi abbandonato il numero 46 nel Campionato Italiano ed in quello Europeo ma, una volta arrivato al Motomondiale, ha dovuto scegliere un numero fisso: fu allora che scoprì che il 46 era stato, ironia della sorte, anche il numero del papà Graziano all’epoca della vittoria del suo primo Gran Premio. Anno di grazia? 1979, l’anno di nascita di Valentino. Troppe coincidenze per non essere prese in considerazione: da lì la scelta del giovane pilota di utilizzarlo come simbolo della sua avventura nelle moto ‘dei grandi’.

Carriera e premi

 

Esordisce nel Motomondiale a 19 anni, nel 1996, nella Classe 125, guidando l’Aprilia: il suo primo successo arriva in Repubblica Ceca, nel Gran Premio di Brno, dove ha anche conquistato la sua prima pole position. A fine stagione, dopo un terzo posto in Austria, arriva nono in graduatoria con 111 punti. Nel 1997 viene promosso nel team ufficiale dell’Aprilia, sponsorizzato Nastro Azzurro, e, dopo aver vinto undici Gran Premi, si aggiudica il suo primo titolo Mondiale. Tanto basta per il salto nella Classe 250 nel 1998: all’interno del team Nastro Azzurro Aprilia, arriva al secondo posto con 201 punti, soltanto 23 lunghezze dietro Loris Capirossi. Poi, nel 1999, da pilota ufficiale ed unico dell’Aprilia Grand Prix Racing, si laurea Campione mondiale con nove vittorie e 309 punti.

Il 2000 è un anno importante per Valentino Rossi: cambia categoria, salendo nella Classe 500, e, soprattutto, cambia scuderia, poiché firma un contratto pluriennale con la Honda. Ottiene l’assistenza del capo tecnico Jeremy Burgess e si porta dietro anche lo sponsor ufficiale Nastro Azzurro: alla sua prima stagione in questa categoria, arriva secondo, con 209 punti, dietro a Kenny Roberts Junior. Successivamente, nel 2001, vince il suo terzo titolo mondiale con 11 vittorie nei singoli Gran Premi e 325 punti. Dal 2002 la Classe 500 viene sostituita con la nuova Classe MotoGP, dove si utilizzano motori a quattro tempi da 990 centimetri cubi. Valentino Rossi, in sella alla sua RC211V ottiene 11 vittorie e 355 punti che gli valgono, naturalmente, il suo quarto titolo Mondiale. Il quinto alloro iridato arriva l’anno seguente, 2003, con 357 punti, nove vittorie nei singoli Gran Premi in una stagione in cui conclude tutte le gare sul podio.

Nel 2004 Valentino Rossi lascia la Honda e firma un nuovo contratto con la Yamaha: un accordo da 12 milioni di euro l’anno più altri 3 derivanti da sponsor importanti, quali Telecom. Anche qui, il pilota di Tavullia si porta dietro gran parte della sua vecchia squadra, compreso il capo tecnico Burgess. Primo anno in Yamaha, primo Mondiale per Rossi, il sesto, con 304 punti: riporta così il titolo alla scuderia giapponese dopo 12 anni dalla precedente vittoria, quella dell’americano Wayne Rayney. Vince correndo in coppia con Carlos Checa, mentre, l’anno successivo, 2005, Valentino Rossi conquista il suo settimo titolo Mondiale, con 367 punti (e ben quattro gare d’anticipo), in coppia con lo statunitense Colin Edwards.

Inizia, a questo punto, una crisi di risultati per il ‘Dottore’, che nel 2006 arriva secondo e nel 2007 terzo. Nel 2008, con Jorge Lorenzo che sostituisce il compagno di scuderia Edwards, arriva finalmente l’ottavo titolo iridato con 373 punti nel torneo, nonostante una stagione tormentata dal rapporto con il pilota spagnolo. Nel 2009 Valentino Rossi festeggia, in Olanda, la sua 100esima vittoria in carriera ed il suo nono titolo mondiale. Nel 2010, durante le prove del Gran Premio d’Italia al Mugello, cade e si frattura tibia e perone: rientra un mese dopo, in tempo per concludere la stagione al terzo posto, ultimo atto della sua (prima) avventura in Yamaha.

Nel 2011 e nel 2012 è in sella alla Ducati ma in questo biennio non ottiene alcuna vittoria. Anzi, colleziona ben quattro ritiri e tre soli podi. La Desmosedici gli risulta difficile da guidare e, in più, l’esperienza viene ‘segnata’, il 23 ottobre 2011, dall’incidente di Sepang nel quale viene coinvolto, insieme a Colin Edwards, che porterà alla scomparsa dell’amico e collega Marco Simoncelli. Nel 2013 Rossi decide di tornare in Yamaha, e termina la sua prima stagione al quarto posto. Nel 2014, 2015 e 2016, Valentino Rossi sale nuovamente di tono, conquistando tre secondi posti consecutivi. Il resto è storia recente, con la ‘chicca’ dei 300 Gran Premi nella classe regina toccati a Silverstone e l’infortunio dello scorso 31 agosto, durante una gara di enduro, che gli ha provocato la frattura di tibia e perone.

Chiusura con una curiosità: nel 2002, nel 2006 e nel 2008 si è cimentato anche con le quattro ruote, correndo in tre rally.

Ultima modifica: 4 settembre 2017