Uber: cos’è e come funziona

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Nuova frontiera dei trasporti dal carattere miratamente tecnologico, Uber ha sollevato molte polemiche per via della sua natura. Vediamo di cosa si tratta.

A detta dei fondatori (il progetto risale al 2009), Uber rivoluzionerà il modo di concepire gli spostamenti. Per farlo utilizza la moderna tecnologia, quella delle ‘App’ che ogni giorno utilizziamo per qualsiasi cosa. Ed allora la trovata dei fondatori: perché non utilizzare questa tecnologia alla portata di tutti per permettere spostamenti facili e veloci verso le proprie destinazioni? Ed ecco che nasce Uber.

Il concetto di base è abbastanza semplice: tramite un’app per smartphone è possibile trovare, in tempo reale, un passaggio per spostarsi da un punto A ad un punto B, in maniera semplice, veloce ed economica.

Basta, innanzitutto, scaricare l’app gratuita, disponibile sui principali store e collegare una carta su cui addebitare il costo delle corse. Inserendo, poi, molto semplicemente il punto di partenza e quello di arrivo, in pochi secondi verrà identificato il ‘conducente’ più vicino che effettuerà la corsa, addebitando il costo sulla carta, quindi senza necessità di utilizzo di contanti.

Il servizio è attivo e presente nella maggiori città italiane e sin da subito ha riscosso un enorme successo, dato soprattutto dalla praticità di utilizzo e dalla economicità del costo delle corse, nettamente inferiori a quelle di un classico taxi.

Il conducente non deve possedere né licenza né altro, praticamente chiunque abbia a disposizione un’auto, abbia compiuto 21 anni di età e sia in possesso di una patente non soggetta a sospensione negli ultimi 10 anni, può diventare conducente Uber, semplicemente sottoscrivendo il servizio. Ciò ha generato non poche polemiche tra gli addetti ai lavori del settore.

I tassisti tradizionali sono entrati in rivolta sin da subito; le tesi da loro esposte sono principalmente indirizzate alla concorrenza sleale che Uber crea. A questo proposito è intervenuta anche una sentenza del tribunale di Milano nel 2015 che ha bloccato l’app di Uber a scopo cautelativo.

La tecnologia, in ogni caso, sembra essere uno dei punti di svolta della nuova economia e, sempre più servizi, virano ad essa per diventare più alla portata di tutti. Un esempio lampante è  il costante aggiornamento dei siti delle pubbliche amministrazioni, sempre più ricchi di servizi che guardano da lontano le interminabili code agli sportelli, magari iniziate la mattina presto, molte ore prima dell’apertura.

Uber non è che l’ennesimo esempio di un mondo che guarda la tecnologia moderna come punto di svolta verso un nuovo modo di intendere la società ed i servizi che questa vengono offerti.

Ultima modifica: 1 settembre 2017