Tram o metropolitana: quale scegliere e perché

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Per diverso tempo non è stato facile convincere il pubblico a utilizzare i mezzi pubblici tanto che spesso si era assillati dall’amletico dilemma tram o metropolitana?

Milano dispone delle linee più estese d’Italia, con i suoi oltre cento chilometri di linee, è tutto sommato piuttosto recente. La “rossa” milanese, la linea A, festeggia proprio quest’anno i suoi 55 anni ed è arrivata molti, molti anni dopo che le linee di Parigi, Berlino, Mosca, Budapest e soprattutto Londra, viaggiassero a pieno regime. C’è stata per anni la convinzione che non sarebbe stato facile convincere gli italiani a scendere sottoterra per spostarsi. A Milano si è fatta relativamente poca fatica e la solita pragmatica laboriosità dei milanesi ha fatto il resto.

Tram scompaiono dalle città

Nel frattempo, mentre le metropolitane, in alcune città un po’ a fatica e in altre a singhiozzo, vedevano la luce, la mobilità di superficie subiva clamorosi stravolgimenti. Con la scelta di puntare tutto sull’evoluzione dei motori a scoppio sono state molte le città che hanno tralasciato, se non del tutto abbandonato, la viabilità elettrica di superficie, tram e filobus. Genova aveva un’ottima linea filoviaria e rotaie di vecchia data che erano state utilizzate per anni anche per il spostare le merci dal Porto Antico: ma in quattro e quattr’otto smantellò tutto salvo poi pentirsene. Per i tram era tardi, per i filobus no: tant’è che l’alimentazione elettrica sospesa tornò con un’ulteriore rivoluzione.

A Milano il tram è rimasto anche se diverse linee sono state sospese, altre sono state variate e accorciate: ma oggi lo sferragliare dei mezzi elettrici – sia quelli antichi che hanno almeno settant’anni di vita che quelli modernissimi è una necessità irrinunciabile.

Metropolitana o tram?

Quale sia il mezzo migliore è difficile dirlo: la soluzione migliore, quasi sempre, è una combinazione di diversi fattori. A Milano, che è la città che offre il maggior numero di soluzioni sotterranee e di superfice, la regola degli esperti è quella di privilegiare la metropolitana fino alla fermata più vicina che consenta di “scalare” verso il mezzo successivo.

Insomma, tratto più lungo con la metropolitana, tratto più breve con il mezzo di superfice: una regola semplice che negli ultimi anni è stata avvalorata anche dalla creazione delle linee del cosiddetto passante ferroviario che hanno stretto la tangenziale intorno alla città, aggiunto altre stazioni alla cerchia urbana e arricchito l’offerta. Nelle grandi città, come Milano, dove il servizio pubblico arriva ormai un po’ dappertutto, la grande scommessa è adesso fare in modo che si estendano le ore di servizio con maggiore attenzione e copertura anche nelle ore notturne.

Ultima modifica: 21 agosto 2019