3 tipi di musica che aiutano la concentrazione al volante

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Il titolo si presta a molteplici interpretazioni: la musica auto, un po’ come l’arte, il cinema, i libri i programmi televisivi è qualcosa di estremamente selettivo e personale. Anzi, forse si può addirittura dire che nulla come la musica ci definisce per quasi tutta la vita. Ci sono persone che dall’adolescenza in poi ascolteranno sempre lo stesso genere musicale, magari integrandolo di tanto in tanto con nuove scoperte.

Nessuno porterebbe in macchina per un lungo viaggio una persona antipatica. Lo stesso vale per la musica: l’avvento degli smartphone e dei lettori ci consente oggi di personalizzare qualsiasi playlist quando siamo fuori di casa. La macchina, in fondo, è il nostro teatro. E lì ci piace esclusivamente ascoltare quello che ci definisce.

La radio, tante scelte di musica auto per qualsiasi gusto a una qualità sempre più digitale

La prima scelta cade sulla radio: per essere informati sulle novità che riguardano il traffico o il meteo ma anche per ascoltare quel chiacchiericcio che ha fatto diventare popolari, diremmo quasi familiari, centinaia di disk jockey nel corso degli anni. In Italia operano una quarantina di network, quindici dei quali di importanti dimensioni e almeno quattrocento radio locali ben strutturate sul loro territorio.

Aspettando che breve la vecchia radio FM vada in pensione, dal 2020 tutte le emittenti passeranno da analogico a digitale e anche le auto dovranno adeguarsi con ricevitori adeguati e antenne appropriati, c’è da aspettarsi un salto di qualità davvero notevole perché aumenteranno le offerte di programmi, di canali, di podcast e nella nostra auto si potrà davvero ascoltare di tutto. C’è chi sceglie la radio tematica, solo musica, solo musica italiana, solo dance, solo rock, talk show only, dipende dall’umore e da quanto si ha voglia di sentire chiacchierare qualcuno mentre si guida. Se si è soli e la compagnia è interessante può essere piacevole.

Musica auto: se proprio non ci piace quella che abbiamo con noi, scegliamo il silenzio

Chi ha studiato la mente umana sostiene che la musica che appartiene di più è quella che ha lo stesso ritmo del nostro cuore quando eravamo ancora nella pancia di mamma, e dunque tra 100 e 120 bpm. Che sia disco, rock, jazz, funky, rap o prodotto d’autore italiano il consiglio è sempre quello di concentrarsi sulla strada e lasciare che la musica non sia una distrazione e nemmeno una valvola di sfogo. La musica deve essere una buona compagna di viaggio che non ci irrita, non ci culla e nemmeno ci stressa: se no tanto vale spegnere. Perché, come detto, chi ha voglia di guidare per centinaia di chilometri con un compagno di viaggio antipatico?

Ultima modifica: 10 luglio 2019