Termini di garanzia auto, cosa comprende?

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La garanzia è una delle principali formule di tutela per chi acquista, un vero e proprio vincolo che lega il venditore e chiarisce tutti i diritti di chi compra. E questo riguarda qualsiasi acquisto, di qualunque ordine e grado: un maglione, un paio di scarpe, un pc, un telefonino. Ma anche un’auto o una moto. La garanzia impone al venditore di offrire una riparazione gratuita di fronte a un malfunzionamento non imputabile alla condotta di guida dell’acquirente per un certo numero di mesi.

Garanzia, cosa dice la legge

Le tutele per il consumatore sono qualcosa che ormai è entrato nella vita di tutti i giorni e basta una rapida consultazione in rete per capire esattamente a che cosa si ha diritto e quali sono i limiti. Per altro sono numerose le associazioni che garantiscono anche una tutela legale nei confronti dei propri iscritti: una di queste l’Associazione Consumatori ha uno sportello on line sempre a disposizione gratuitamente per qualsiasi informazione con esperti sempre pronti a rispondere alle domande di chi ha dubbi.

Il cosiddetto Codice del Consumo è diventato legge nel 2005 con il decreto 206. Da allora questa norma è stata progressivamente aggiornata perché il mondo del commercio al dettaglio è cambiato con sempre nuove formule commerciali e prodotti. La prima cosa da sottolineare è che il codice definisce la garanzia una formula di tutela obbligatoria per chi vende e un diritto insindacabile da parte di chi compra.

Le varie disposizioni

Per quanto riguarda le auto il codice presenta alcune specifiche che sono importanti e che non possono essere ignorate: le auto nuove, e dunque di prima immatricolazione acquistate direttamente dal concessionario sono quelle che per legge sono tutelate da una garanzia più ampia che diventa eccezione quando l’auto è usata, o usata a chilometri 0. Il che significa che di fatto l’auto ha già avuto una prima immatricolazione e che qualcuno ha già pagato l’IVA per quel bene.

Un discorso ancora diverso riguarda le auto usate vendute da un concessionario che potrebbero non essere più coperte da una garanzia di fabbrica e limiti ancora ulteriori riguardano le transazioni tra privati per le quali non vale la garanzia legale prevista dal Codice del Consumo.

La durata della garanzia auto

Una delle politiche commerciali delle grandi case automobilistiche è quella di tutelare quanto più possibile il proprio cliente: e dunque oggi esistono garanzie estremamente lunghe, anche di cinque anni. O che scadono dopo un certo numero di chilometri: si arriva anche a 100mila chilometri percorsi.

La cosa importante da chiarire è che la legge impone, sempre e comunque, una garanzia minima di almeno due anni. Il codice del consumo stabilisce che tutte le auto di nuova immatricolazione siano tutelate da almeno due anni. Tutto quello che arriva in più fa parte di una politica commerciale e riguarda il rapporto d’acquisto tra chi compra e il concessionario.

Garanzie sulle auto usate

Per quanto concerne invece le auto usate il discorso cambia. Qui la norma prevede che la sua durata possa essere ridotta ma secondo il codice deve essere comunque di almeno 12 mesi. Acquistare da un concessionario ufficiale comporta anche questa agevolazione: e cioè sapere che per quanto l’auto sia vecchia e per quanti chilometri abbia già percorso, qualsiasi riparazione per problemi di natura meccanica non dovuti a incidenti o a un uso non cauto da parte dell’acquirente, sarà a carico del venditore.

In questo senso però, anche perché il mercato delle auto usate nel corso degli ultimi anni ha assunto un rilievo sempre più significativo, capita sempre più spesso che su auto relativamente nuove o di un certo valore concessionarie e case automobilistiche concedano estensioni specifiche che riguardano la manutenzione ordinaria e straordinaria.

Qualche consiglio

Quando si acquista un’auto usata è sempre opportuno verificare attentamente tutte le informazioni che riguardano il veicolo. Non è un mistero che negli anni si siano riscontrate truffe evidenti con auto il cui chilometraggio era stato tagliato o che erano state rimesse sulla strada dopo incidenti molto pesanti che ne avevano compromesso la sicurezza. Inutile sottolineare che per episodi come questo i concessionari senza scrupoli rischiano delle condanne penali.

Ma è bene anche dire che con le nuove norme che hanno introdotto il libretto unico determinate scaltrezze saranno sempre più difficili: il libretto abbinato a una macchina immatricolata dovrà essere aggiornato sempre costantemente con il numero di chilometri effettivamente percorsi e tutti gli interventi di manutenzione effettuati.

Verificare, magari con la consulenza di un meccanico di fiducia, che cosa si sta acquistando è sempre consigliabile. E se si hanno dei dubbi meglio pretendere una garanzia ampia: le norme che regolamentano l’acquisto di auto usate prevede una garanzia minima di dodici mesi.

Il concetto di usura

Il libretto di manutenzione di ogni singola auto contempla tutto quello che deve essere effettuato su un’auto in termini di manutenzione. Dal cambio dei fluidi o pastiglie dei freni, alla sostituzione di parti meccaniche più complesse come cinghia di distribuzione piuttosto che frizione. Molto dipenderà sempre da chi ha avuto l’auto prima di noi e da come l’ha usata: alcune cose non si possono prevedere.

Ma se la casa costruttrice prevede che la cinghia di distribuzione deve essere sostituita dopo 120mila chilometri, e noi ci troviamo dal meccanico con questo stresso problema su un’auto acquistata da due mesi e che di chilometri ne ha solo 100mila, è giusto far valere i propri diritti e pretendere la sostituzione del pezzo in regime di garanzia.

Se si acquista da in privato

La garanzia può essere ovviamente fornita da un concessionario: ma se acquistiamo un’auto da un privato a gestire le vertenze non è il codice del consumo ma il Codice Civile. E tutto si fa più confuso e con ampie zone d’ombra. Il codice prevede che l’auto debba essere in perfetto stato e che non possono essere nascoste caratteristiche del veicolo (incidenti subiti, numero di chilometri effettivi) che potrebbero farci riconsiderare l’acquisto.

Se acquistiamo un’auto di un certo valore meglio essere in possesso di tutta la documentazione del veicolo: dalla sua fattura d’acquisto a quelle di ogni singolo intervento di manutenzione effettuato.

Ultima modifica: 20 novembre 2020