Tergicristalli automatici, come funzionano?

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L’era dei sensori ha completamente rivoluzionato l’utilizzo di alcuni accessori indispensabili: luci che si accendono al calare della sera, anche se in realtà in Italia il codice della strada prevede che restino sempre accese anche di giorno, illuminazione posteriore che si inserisce quando si innesta la retromarcia, luci di servizio che si accedono nel portabagagli quando si apre il portellone. I tergicristalli automatici sono una realtà, ormai, da almeno una ventina d’anni.

Tergicristalli automatici, come funzionano

Se fino a una decina di anni fa i tergicristalli che si inserivano alla prima goccia di pioggia erano un optional esclusivo delle auto più lussuose ora possiamo dire che si tratta di qualcosa di sperimentato e di applicabile su qualsiasi modello, anche quello più popolare. Può essere comodo, soprattutto se si hanno i vetri puliti e i pattini del tergicristallo non finiscono per sporcare il parabrezza ancora di più dopo poche gocce di pioggia. Sicuramente è interessante capire come funziona.

Nel corso degli anni sono state sviluppate diverse tecnologie, sostanzialmente tutte abbastanza simili e basate su un identico principio, che è quello della rilevazione dell’acqua sul parabrezza. I primi sensori vennero montati direttamente sul tergicristallo, un piccolo minuscolo sensore che reagiva all’umidità liquida: in un secondo momento sono stati sperimentati con successi altri sensori ottici montati quasi a contatto con il parabrezza e all’interno della vettura: la loro funzione era quella di rilevare una errata rifrazione di un minuscolo raggio. La presenza dell’acqua cambiava la percezione del sensore che attivava immediatamente l’uso dei tergicristalli. Una funzionalità molto comoda soprattutto per il lunotto, a volte un po’ trascurato da chi guida. Non solo, i sensori di nuova generazione sono anche in grado di avvertire l’utente se il vetro è troppo sporco o se il tergicristallo non è più sufficientemente in grado di tenere pulito e asciutto il parabrezza perché vecchio o deteriorato.

Curiosità sui tergicristalli automatici

La tecnica del sensore che reagisce all’eccessivo accumulo di acqua sul parabrezza è a tutt’oggi la più indicata e la più utilizzata. Sulla base dell’acqua che si appoggia sul cristallo il sensore reagisce e invia impulsi alla centralina per accelerare o rallentare – e nel caso fermare – il passaggio delle spazzole. Al conducente tocca solo correggere la funzione sulla base delle sue sensazioni e preferenze ma la logica con cui i tergicristalli vengono attivati è inattaccabile e si riferisce esclusivamente alla miglior visibilità possibile. Si può decidere se intensificare o limitare la quantità d’acqua necessaria all’attivazione dei tergicristalli, ma di solito gli standard decisi dalla casa sono i migliori per qualsiasi condizione e stile di guida. Oggi in commercio esistono anche diversi sensori che possono essere applicati abbastanza facilmente a qualunque auto con una spesa relativamente bassa

Ultima modifica: 18 novembre 2019