Targhe estere in Italia, informazioni utili sul decreto

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Era divenuta ormai una scappatoia facile e sicura, persino poco dispendiosa per evitare multe, tasse e addirittura l’assicurazione. Ma circolare con targhe estere in Italia non è più così semplice.

Targhe estere, la fine dell’ “invasione”

A veder circolare d’improvviso tante targhe bulgare, romene, ma anche polacche, tedesche o francesi, il sospetto che l’Italia fosse divenuta quel che si definisce terra di conquista è durato solo poco tempo.

Giusto il necessario per riflettere, codice della strada alla mano, su cosa comportasse, in termini di vantaggi, circolare con le targhe estere. A voler credere alla buona fede di tanti, si può pensare al classico risparmio sul premio assicurativo per la polizza RcAuto.

Si sa: in molte regioni d’Italia, soprattutto nel centro sud i premi assicurativi hanno dei costi davvero proibitivi, se si sommano magari auto nuova, fresco patentato al di sotto dei 25 anni e quattordicesima classe.

Si corre il rischio che in caso di auto usata, il valore della polizza possa addirittura superare quello dell’auto. Con le targhe estere, fino a poco tempo fa, il premio assicurativo poteva aggirarsi attorno ai 200 euro all’anno.

Per non parlare del bollo auto. In alcuni Paesi, soprattutto dell’Est europeo, è forfettario e anche molto inferiore a quello che viene pagato in Italia.

Ma poi, in caso di mancato pagamento del bollo auto a un paese diverso, a quali sanzioni si poteva andare incontro in Italia? nessuna, o meglio difficile incontrare qualcuno che avesse giurisdizione per imporre il pagamento.

E in caso di multa, l’efficacia della riscossione era pari a zero.

Targhe estere, arriva il decreto sicurezza

Di fronte a questa situazione, durata anche piuttosto a lungo, si è cominciato a restringere il campo di azione per chi circolava con targhe estere.

Fino ad arrivare al cosiddetto “decreto sicurezza”, che prevede norme specifiche per quanti finora possiedono un’auto con targhe estere.

E’ stato necessario introdurre sanzioni che non soltanto colpissero le tasche dei cosiddetti “furbetti delle targhe”, ma che di fatto impedissero la circolazione delle auto fino a regolarizzazione avvenuta.

Il provvedimento infatti prevede disposizioni precise per quanti, cittadini stranieri, risiedano in Italia da almeno sessanta giorni e per chi ha in uso una vettura non ancora iscritta nei registri italiani.

Il primo elemento è la sanzione pecuniaria, che ammonta a 712 euro. A questa si associa l’obbligo di regolarizzare la vettura entro 180 giorni, durante i quali l’auto viene trattenuta in deposito.

Trascorsi questi sei mesi senza che il proprietario regolarizzi la situazione, il veicolo viene confiscato.

Ultima modifica: 3 aprile 2019