Superbollo: di cosa si tratta, applicazione e norme in vigore

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Vero e proprio timore di coloro che posseggono auto dalle alte cilindrate e ritenute esclusive o di lusso, il superbollo non è altro che una tassa. In pratica, la filosofia sottesa è la seguente: chi si può permettere auto di un certo tenore, deve pagare un bollo decisamente più alto rispetto agli altri.

Detto questo, il superbollo è spesso oggetto di grande confusione, soprattutto in tempi in cui, al quadro, si sono aggiunti l’ecotassa e l’ecobonus. Facciamo dunque un po’ di chiarezza e cerchiamo di capire che cos’è il superbollo, quando si applica e se oggi è in vigore.

Superbollo: di cosa si tratta

Come anticipato, il superbollo va a gravare sulle tasche di coloro che si ritiene siano più ricchi e pertanto si possono permettere auto dalle grosse cilindrate e comunque ritenute di lusso.

Una tassa che, quindi, risponde al principio della tassazione in base alla ricchezza, al reddito, al tenore di vita. In realtà, per molti versi è stata una tassa fallimentare, perché non ha fatto altro che spostare l’attenzione di molti automobilisti “diversamente ricchi” su cilindrate più basse e modelli che potremmo ritenere più sobri. Il che ha naturalmente rallentato gli acquisti di auto nei segmenti premium.

In altri casi, invece, chi ha voluto continuare ad acquistare auto di un certo livello, lo ha fatto immatricolandole all’estero. In questi casi, quindi, il sistema Italia non ha incassato neanche il bollo normale.

Ecotassa, confusione in materia

Sul superbollo, come si diceva, si è detto tanto, non sempre informazioni corrette. In ogni caso, va precisato che attualmente questo non è in vigore, anche se ci sono alcune precisazioni da fare, per esempio in merito alla cosiddetta Ecotassa.

Con questa tassa voluta da quel che fu il governo giallo-verde, di fatto sono state tassate – al momento dell’acquisto, dunque non in termini di bollo – le auto ritenute più inquinanti. Ma sotto questa definizione vanno di fatto auto nuove dalle alte cilindrate, dunque auto che hanno già adottato motori che rientrano nella classe di Emissioni Euro 6. Il che, naturalmente, è senza dubbio discutibile.

Ultima modifica: 14 ottobre 2019