La storia di Lamborghini, un mito senza tempo

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Sono passati oltre cinquant’anni dalla nascita del mito Lamborghini. Il marchio automobilistico che racconta la storia di un industriale che iniziò dalla fabbricazione dei trattori e che decise di fare un salto di qualità con le automobili di lusso. Tutto sarebbe nato da una discussione con Enzo Ferrari.

Le origini

Ed invero, anche Ferruccio Lamborghini possedeva una Ferrari e fu così che “si permise” di suggerire al Commendatore di correggere alcuni difetti. Ma Enzo Ferrari risposte: “La macchina è perfetta, tu pensa a guidare e fabbricare i trattori…“.

Colpito nell’orgoglio, il sig. Ferruccio allestì subito un’autofficina moderna, che chiamò Automobili Ferruccio Lamborghini S.p.A., e nella quale impiegò i migliori ingegneri. Fu proprio nello stabilimento di Sant’Agata Bolognese che il costruttore fabbricò la sua prima berlina biposto: la Lamborghini 350GTV che il 30 ottobre 1963 espose per la prima volta al Salone di Torino.

Il simbolo scelto fu il Toro, segno zodiacale di Ferruccio Lamborghini, richiamato in tutti i principali modelli della casa bolognese: dalla “Diablo” degli anni Novanta alle “Murciélago” e “Gallardo” del nuovo millennio, fino alla più recente “Huracán” (presentata al salone di Ginevra nel 2014).

Storia del logo 

Il logoLamborghini è semplice e lineare ma con una identità chiara e precisa: un toro dorato, ripreso nell’atto di combattere, si staglia su uno sfondo nero ed è circoscritto all’interno di uno scudetto dai contorni color oro.

Ferruccio Lamborghini, nasce nell’aprile del 1916, proprio sotto il segno del Toro. Duplice, dunque, il riferimento: il legame fra l’azienda e il suo ideatore e la forza tipica del toro. Nel logo il colore dorato del toro è contrapposto al nero dello sfondo: due tonalità decise e in forte contrasto tra loro. L’oro dona lucentezza, il nero carattere.

Il logo reca la scritta “Lamborghini” che si presenta in stampatello maiuscolo, dorata e ben leggibile. La scritta è posizionata in alto e segue la curva dello scudetto. Per alcuni modelli cambiano i colori dello sfondo.

Gli anni ’70 e la crisi

Nel 1972 Ferruccio Lamborghini abbandonò improvvisamente la sua azienda, cedendo la maggioranza delle azioni all’imprenditore svizzero Georges-Henri Rossetti, per poi vendere il restante pacchetto a René Leimer nel 1973. 

Era necessario reperire fondi per la fabbrica di trattori in difficoltà. Il cambio di gestione corrispose alle prime serie difficoltà economiche, determinate da una somma di cause: l’uscita di scena della Miura quando la Countach non era pronta, la crisi petrolifera del 1973 bandì le automobili sportive e infine la proprietà svizzera era spesso assente e poco risoluta. Nell’agosto del 1978 il tribunale di Bologna pose l’azienda in amministrazione controllata per evitarne il fallimento.

I fratelli Mimran negli anni ‘80

Non trovandosi un acquirente, il 28 febbraio 1980 la Lamborghini venne messa in liquidazione. Per rilevarla pervenne anche una proposta ufficiosa di 3,5 miliardi di lire dal suo fondatore, Ferruccio Lamborghini, ma il tribunale di Bologna accettò l’offerta di 3,85 miliardi dei fratelli francesi Patrick e Jean-Claude Mimran, giovanissimi imprenditori dello zucchero.

Il 23 maggio 1981 fu formalizzata la cessione dell’attività che prese il nome di “Nuova Automobili Lamborghini”. Il rinnovamento fu importante. L’attività della fabbrica riprese a pieno ritmo con l’arrivo dei capitali necessari. Ricominciò il lavoro di sviluppo sulla sempre richiestissima Countach, e la scocca fu sostituita con la sua evoluzione, la Lamborghini Jalpa.

L’era di Chrysler negli anni ’90

Inaspettatamente, nell’aprile del 1987 i fratelli Mimranvendettero la Lamborghini al colosso americano Chrysler. Questo cambio di gestione improvviso, fu inizialmente accolto con entusiasmo e diede ulteriore impulso all’azienda, ma ben presto ci si rese conto che c’erano notevoli problemi a far andare d’accordo i due marchi. I dirigenti americani proseguirono con la produzione per dare un erede alla Countach che, benché ancora attuale, ormai era sul mercato da quasi quindici anni. Gli studi tecnici furono trasferiti oltreoceano, cosa che rallentò sensibilmente i lavori. La nuova auto avrebbe dovuto essere pronta per l’anniversario della fondazione e invece la ricorrenza fu festeggiata con un’altra variazione della Contact, battezzata appunto 25° Anniversary. La coupé ebbe ancora molto successo: 658 esemplari in soli due anni la fecero diventare la versione più quotata negli anni.

La produzione indonesiana

Il 21 gennaio 1994 la Chrysler annunciò inaspettatamente la cessione dell’azienda per 40 milioni di dollari e Lamborghini cambiò proprietario per la quarta volta. L’acquirente era la Megatech, una società con sede legale alle isole Bermuda che non si occupava di auto. La Megatech era a sua volta una divisione di Sedtco Ltd, gruppo indonesiano che si dimostrò parco negli investimenti e inesperto su come condurre una fabbrica di auto sportive. Questa nuova gestione si concentròprincipalmente sul risanamento finanziario della ex Lamborghini, a scapito dell’implementazione del prodotto. Lo sviluppo si concentrò sull’unico modello disponibile del quale vennero prodotte numerose versioni, la più importante delle quali fu la Diablo Roadster nel 1995.

Lamborghini con Audi

Nel 1998 la Lamborghini fu acquisita dall’Audi, costruttore abbastanza solido ed esperto da poter garantire alla casa bolognese un piano industriale adeguato. La nuova proposta Lamborghini avrebbe dovuto offrire qualcosa in più sotto il profilo della tecnica e delle prestazioni: quindi si individuò nel motore V10 l’elemento caratteristico principale del modello.

Il piano produzione prevedeva il completamento della fase di sviluppo dell’ammiraglia V12: che, ripartita da nuove basi all’arrivo della nuova proprietà, fu presentata al salone dell’auto di Francoforte nel 2001 con il nome Murciélago. Nel 2003 uscì la Gallardo, auto compatta con motore V10. Prodotta fino al 2013 in oltre 35 versioni (coupé e spyder, a due o quattro ruote motrici, con motori da 5 o 5,2 litri) e 14.022 esemplari, la Gallardo divenne la Lamborghini di maggior successo di sempre. Nel 2010 finì la produzione della Murciélago, rimpiazzata con la Aventador.

La Lamborghini Huracan al Salone di Ginevra 2014

Per festeggiare il cinquantenario della casa fu presentata la showcar monoposto Egoista. Nel 2013 infine uscì dalla catena di montaggio l’ultima Gallardo, sostituita con la Huracán. Dal 15 marzo 2016 nuovo presidente e amministratore delegato è Stefano Domenicali, già direttore sportivo della scuderia Ferrari che da gennaio 2021 ha lasciato l’incarico.

Ultima modifica: 24 marzo 2022