Smaltimento pneumatici: come farlo in maniera ecologica

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Lo smaltimento pneumatici è l’ultimo step della vita di una gomma. Essendo composti da un materiale molto inquinante e di difficile decomposizione, è importante eliminarli nel modo corretto per non inquinare l’ambiente.

Smaltimento pneumatici abusivo: il rischio 

Lo smaltimento pneumatici abusivo è un argomento molto serio. Esso, infatti, meriterebbe maggiore attenzione pubblica rispetto a quella riversata attualmente dalla società. Le tematiche correlate a questo problema interessano vari ambiti, tra cui: l’ambiente, le soluzioni politiche da adottare in conseguenza, il campo economico, il lavoro e la salute.

La protezione ambientale è una delle principali cause che, nel corso del tempo, hanno indotto i governi politici che si sono susseguiti a prendere delle precauzioni per limitare diversi tipi di rischi. Spesso la gomma che compone le ruote abbandonate o in stato di non funzionamento, viene bruciata per poter smaltire rapidamente l’intera materia. Le emissioni di fumo provocate dalla combustione, possono provocare dei danni inimmaginabili, soprattutto nel caso in cui questo fenomeno si verifichi per un grosso quantitativo di pneumatici.

I rischi ambientali sono strettamente legati a quelli della salute: le polveri che si alzano verso l’alto si propagano normalmente lungo i territori occupati dalla natura, dalla vegetazione intera, ma anche dalla popolazione. Pare scontato dire che gli esiti di queste condizioni trovano un riscontro più che negativo per le economie delle località interessate.

Azioni svolte dalle autorità per agevolare lo smaltimento

Dalla fine del 2011, per mezzo delle normative decretate dal Governo vigente al tempo, le leggi che riguardano il trattamento dei pneumatici al termine della loro funzione sono cambiate.

A partire da quell’anno, ed in particolare dal mese di novembre, il costo dell’operazione presa in oggetto non è più da addebitare alle officine di proprietà dei gommisti. I pneumatici, adesso, devono essere gestiti come qualunque rifiuto. Infatti, chi acquista un’auto deve pagare obbligatoriamente anche le commissioni necessarie alla casa produttrice delle ruote.

Dunque, tali aziende hanno il compito di versare le commissioni ai consorzi appositi. Questo pagamento ha la valenza di un contributo stabilito per legge. I consorzi, con i mezzi opportuni in loro possesso, prelevano i pneumatici dai centri di raccolta senza altri costi aggiuntivi. Tutte le operazioni sono regolate per mezzo del Decreto Ministeriale Nr.82 dell’11 aprile 2011.

Smaltimento pneumatici ecologico: il riciclo

Il modo più adatto per operare il trattamento delle gomme dopo il loro utilizzo ed evitando l’abbandono è senz’altro il riciclo. Esso è incentivato per via della normativa legislativa vigente: i consorzi di cui si è parlato precedentemente, infatti, possono il più delle volte completare le operazioni di trattamento trasportando il materiale in degli impianti per il riciclo.

Il meccanismo che investe tali impianti, consente di trasformare i pneumatici in delle granulometrie. Si tratta di un processo di triturazione meccanica eseguito dai trituratori (questo è il nome dei macchinari appositi utilizzati per svolgere questa operazione). Al termine, saranno stati creati dei pezzi di materia di piccolissime dimensioni, dell’ordine dei millimetri.

La granulazione’ è la fase successiva, che permette di ottenere delle parti ancora più piccole. È proprio ora che avviene la separazione vera e propria tra la gomma, la parte tessile e l’acciaio.

La successiva micronizzaziozione è utile, invece, a ripulire dalle impurità tutto ciò che è derivato dal processo. Altre soluzioni prediligono l’uso dell’azoto liquido per sciogliere il materiale, che poi viene ridotto nelle dimensioni In altri casi, invece, esistono dei forni elettromagnetici che carbonizzano le sostanze fino a renderla chimica.

Quello che verrà ottenuto al termine delle operazioni potrà essere reimpiegato per l’utilizzo in diversi campi: per la costruzione di pavimentazione sportiva, di erbetta artificiale, per varie tipologie di manufatti, materassi per allevamenti, ecc. Oltre a garantire un riutilizzo del pneumatico, gli impianti per il trattamento delle gomme che hanno terminato la loro attività su strada, risultano essere più sicuri nella salvaguardia dell’ambiente.

Essi, infatti, rispettano tutte le norme più elementari per impedire un numero consistente di emissioni al di fuori della struttura. Il personale che vi lavora al proprio interno, normalmente, risulta essere qualificato a svolgere i compiti richiesti. Del resto le motivazioni che spingono ad agire gli individui nel modo più ecologico possibile

La risposta della collettività sulla possibilità ecologica

Le normative vigenti che garantiscono un riscontro ecologico nello smaltimento pneumatici, spesso sono poco conosciute dalla collettività. I media e tutti i mezzi di informazione hanno provvisto poco (o perlomeno non tutti) a diffondere le tecniche e i processi che oramai da sette anni (periodo di pubblicazione del Decreto Ministeriale di riferimento) fanno parte della prassi.

Uno spiccato senso civico e solo una piccola dose in più di impegno sarebbero auspicabili per garantire un maggiore impatto ecologico sul tema. Spesso, un po’ per ignoranza o per mala volontà, diversi possessori di ruote in disuso preferiscono smaltire la gomma non più utilizzabile in modo poco appropriato. Bisogna considerare questi materiali come un rifiuto inquinante vero e proprio che, al contrario del significato della stessa parola, può essere riutilizzato in altri termini.

Inserire negli studi didattici un programma formativo di educazione ecologica potrebbe garantire in breve tempo il raggiungimento di risultati importanti, sia in termini di ambiente che in termini di risparmio. La questione, infatti, riguarda la crescita di una coscienza ecologica, da associare, in eventuale fase successiva, ad una ‘’cultura ecologica’’, tutt’oggi non del tutto presente.

Capire che tutta la collettività può beneficiare di determinate azioni non è complesso in fondo. Ma, nonostante tutto, pensando a cosa avviene in alcuni centri con i rifiuti del cibo è agghiacciante: la raccolta differenziata, pur essendo una procedura non difficile da eseguire, il più delle volte viene aggirata da chi getta i rifiuti per strada. A chi non è capitato di percorrere una qualsiasi strada di periferia, soprattutto nelle zone di campagna, è trovare dei materiali gettati con incuria ed in modo irrispettoso?

La Terra è il luogo che ogni singolo essere umano abita e come tale deve essere considerata al pari di una casa privata. Tutte le attenzioni riversate per la propria abitazione, in egual modo, sono bisognose di attuazione a cielo aperto. Questa è la coscienza ecologica.

Ultima modifica: 26 settembre 2018