Smaltimento batterie auto elettriche: cosa sapere

3018 0
3018 0

Vediamo i comportamenti da adottare riguardo al problema dello smaltimento batterie auto elettriche, poiché, se non eseguito correttamente, può risultare molto dannoso.

Accumulatori delle auto a propulsione elettrica

Il loro ciclo di vita si è sensibilmente allungato, ma resta ancora aperta la questione di che cosa farne quando sono esauriti. La questione presa in esame, va detto, non è tanto un problema di tecnologia (perché quella c’è già ed è ben consolidata: tra l’altro noi italiani siamo tra i protagonisti in questo campo) quanto piuttosto di costi. Il vantaggio più ovvio delle vetture elettriche è che non producono emissioni nocive. Per il fatto elementare che non montano un propulsore a combustione interna. L’energia che serve loro per marciare viene infatti stoccata nelle batterie.

Nei primi modelli un problema non indifferente era quello delle dimensioni dell’accumulatore, che era grande e pesante. Oggi le batterie per auto non a combustione hanno raggiunto pesi e dimensioni più che accettabili. Se però questo problema è stato più o meno risolto, rimane abbastanza aperto quello dello smaltimento batterie auto. Che, come s’è detto, è soprattutto un problema di costi e di organizzazione.

Qual è la durata di un accumulatore?

Non c’è una risposta univoca a questa domanda, perché la durata della batteria dipende molto dalla tecnologia impiegata. Basti considerare, però, che oggi in genere le case costruttrici applicano sui loro accumulatori una garanzia di dieci anni. Trascorsi 10 anni, si stima che la batteria perda all’incirca il venti per cento di efficienza, il che in linea di massima la rende ancora utilizzabile.

In termini di autonomia, cioè di percorrenza chilometrica tra una ricarica e l’altra, la durata media delle batterie attualmente in commercio si attesta sui quattrocento chilometri. È peraltro assai probabile che la durata delle batterie, intesa come autonomia, non potrà che aumentare: già oggi c’è un Suv della Mercedes la cui batteria vanta un’autonomia dichiarata di 500 chilometri, che non è male.

Lo smaltimento

Uno smaltimento efficiente, e quindi relativamente poco costoso, è soprattutto un problema di buona organizzazione, che ovviamente ha a che fare anche con la politica, ovvero con le leggi e i regolamenti che questa riesce (o non riesce) a mettere in campo.

Le batterie esauste si possono anche rigenerare, va detto, ma è bene ricordare che una batteria rigenerata non può avere la stessa efficienza di una batteria nuova. Di solito una rigenerata raggiunge al massimo l’ottanta per cento della carica di una batteria nuova. Dunque non appare come la soluzione al problema dello smaltimento batterie auto elettriche. Anche perché le rigenerazioni non possono essere infinite. Una soluzione migliore è offerta dalle riciclabili, che però attendono ancora la produzione su larga scala. Che fare con le batterie già in commercio?

Il riciclo

Per lo più gli accumulatori delle auto elettriche vengono riciclati attraverso un procedimento che mira al recupero delle terre rare, che per l’industria moderna sono come un “santo graal” tecnologico. Una procedura di recupero molto efficiente è quella che viene impiegata per il riciclo degli accumulatori al Nichel-Metallo Idruro (NiMH). Da questi accumulatori si possono recuperare le terre rare con una tecnologia che ne garantisce una purezza al 99%.

 

Ultima modifica: 28 febbraio 2019