Servizio di car sharing, cosa sapere sull’assicurazione auto

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In questo articolo si fornirà un’utile guida per avere un quadro sulle modalità di assicurazione auto in caso di car sharing.

Che cos’è il car sharing: differenze con il car pooling

Per “car sharing” si intende il noleggio di un’auto di proprietà di terze parti, normalmente di breve durata e in contesti urbani. Si chiama sharing, perché la stessa auto viene messa a disposizione di più conducenti che la utilizzano per un tempo limitato. Il concetto di “car pooling” invece, presuppone che la condivisione del viaggio non preveda un guadagno a favore di terzi, ma solo una condivisione dei costi, ovvero un’attività di trasporto di cortesia.

Sinistro con auto in car sharing 

Prima di vedere cosa fare in caso di sinistro alla guida di un’auto in car-sharing, vediamo quali sono i principali vantaggi dell’accordo.

I servizi di car-sharing si stanno diffondendo sempre di più anche in Italia. Secondo l’agenzia di stampa Ansa, solo nel 2019 si sono registrate 2 milioni e mezzo di iscrizioni ai servizi di car-sharing nelle nostre città (con un + 28,7% rispetto al 2018). La città metropolitana italiana che fa maggior uso di questa possibilità di trasporto è Milanoseguita da Roma.

Sono diversi i motivi del successo del car-sharing, fra i quali i seguenti:

  • Il car-sharing è una scelta ecologica: è provato che nelle città in cui il servizio è diffuso si registrano livelli di inquinamento più bassi;
  • Riduzione dei costi: non si pagano bollo, assicurazione, manutenzione, parcheggio;
  • Si hanno a disposizione automobili sempre in buone condizioni ed efficienti.

In Italia sono diverse le compagnie e società di concessione di questo servizio, basta informarsi o visitare il web.

Assicurazione car sharing: come funziona il risarcimento danni in caso di incidente

Il comportamento da seguire in caso di incidente con il car sharing è molto simile a quello che si deve tenere “normalmente”, salvo piccole differenze. La polizza assicurativa RCA è infatti intestata alla compagnia proprietaria del veicolo.

Per prima cosa, dopo l’incidente, bisognerà uscire dall’auto e controllare che le persone coinvolte non abbiano bisogno di assistenza. In caso contrario, bisognerà chiamare un’ambulanza.

Una volta appurato che non ci siano feriti, è necessario chiamare il servizio clienti della società, attivi tutti i giorni 24 ore su 24.

Bisognerà descrivere con precisione all’operatore che seguirà la pratica, il tipo di incidente in cui si è rimasti coinvolti, nonché fornire l’indirizzo preciso del luogo in cui ci si trova e descrivere i danni subiti dai veicoli.

A questo punto, bisognerà aspettare che un operatore del car sharing giunga sul posto indicato, evitando di spostare i mezzi. Se sarà necessario, valutata la dinamica dell’incidente, si potranno chiamare i vigili urbani.

Successivamente, si dovrà compilare il modulo della constatazione amichevole (CID) e riporlo nel vano portaoggetti dove si trovava, oppure consegnarlo all’operatore o restituirlo direttamente alla compagnia unitamente ai verbali dell’incidente.

Nel sinistro con auto in car-sharing, si applica la franchigia?

Facendo un incidente con un’auto in car-sharing, il lato positivo è che la posizione bonus malus non peggiorerà, in quanto l’assicurazione è intestata alla compagnia proprietaria del veicolo. Ma chi paga i danni? Tutto dipende dalla compagnia. Alcune società di car-sharing, in linea di massima, non richiederanno alcun pagamento all’utilizzatore, anche se tutto dipenderà dalle esatte dinamiche dell’incidente.

Alcune altre ditte invece chiederanno il pagamento di una franchigia di 500 euro per riparare i danni subiti dall’autoveicolo. Altre società ancora, inoltre, hanno una copertura assicurativa con un massimale non inferiore a dieci milioni di euro. In caso di incidente, però, la franchigia è di 250 euro per sinistro a carico dell’automobilista e di 500 euro in caso di danni e incendio. Ci sono infine compagnie che adottano polizza Kasko di 500 euro, che comprendono anche atti vandalici e atmosferici.

Stato di ebbrezza, multe, bonus malus, compensazione

Nel caso di incidente con l’auto in car-sharing mentre si è in stato di ebbrezza o peggio, le condizioni sopra descritte non verranno applicate. In questi casi, l’utilizzatore dovrà pagare di tasca propria!

In caso di incidente durante un car-pool, i danni materiali subiti dal veicolo verranno rimborsati in base alle responsabilità stabilite e alle garanzie del contratto, come accade in qualsiasi incidente. Tuttavia, se c’è responsabilità totale del conducente e in assenza di garanzie di danni al veicolo, l’assicuratore non coprirà i danni al veicolo.

Le lesioni personali dei passeggeri, a prescindere dal fatto che condividano o meno le spese di trasporto con il conducente, saranno interamente risarcite dall’assicuratore del veicolo, in rispetto della garanzia obbligatoria di responsabilità civile, a meno che non abbiano commesso un errore ingiustificabile che sia causa esclusiva dell’incidente.

D’altra parte, se il conducente responsabile dell’incidente è ferito, sarà risarcito a condizione che il contratto di assicurazione auto del veicolo utilizzato includa una garanzia opzionale che copra la lesione biologica subita da un conducente autorizzato.

Assicurazione car pooling: quali precauzioni prendere 

Durante il rapporto, l’automobilista deve dichiarare i rischi di sinistro al concedente. Quest’ultimo può quindi valutare pro e contro su determinati punti e far capire all’assicurato come deve comportarsi. Pertanto, l’utilizzatore dovrà senz’altro garantire che l’uso dichiarato nella polizza assicurativa auto tenga conto, ad esempio, del viaggio da casa al posto di lavoro e del tragitto da effettuare.

Inoltre, e prima di consegnare la vettura a uno dei passeggeri, il conducente dovrà verificare che il suo contratto non includa una clausola di condotta esclusiva. In effetti, quest’ultima potrebbe prevedere che determinate garanzie del contratto siano concesse solo se il veicolo è guidato esclusivamente dal conducente indicato. Bisogna inoltre sapere che anche quando il proprio contratto include il prestito al volante:

  • se il conducente occasionale causa un incidente, il sottoscrittore dell’assicurazione sarà sanzionato con una penalità;
  • se il conducente occasionale ha ottenuto l’autorizzazione per meno di tre anni o è in possesso di un’autorizzazione per tre o più anni ma non può dimostrare un’assicurazione effettiva negli ultimi tre anni precedenti la firma del contratto, il contratto di assicurazione auto può in particolare prevedere l’applicazione di una franchigia più elevata, che, in caso di incidente, sarebbe a carico dell’abbonato.

Ultima modifica: 24 maggio 2022