Sequestro auto all’estero: come riaverla

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Una vacanza oppure una trasferta di lavoro all’estero può trasformarsi in un vero e proprio incubo ed essere veramente rovinata da un brutto inconveniente: la confisca del proprio veicolo. Capiamo meglio cosa fare in caso di sequestro auto all’estero.

Cosa fare in caso di sequestro auto all’estero

Senza entrare troppo nel merito delle motivazioni che possono spingere le forze dell’ordine a dar vita a questo severo provvedimento, ogni Paese ha le sue regole, con le quali sarebbe opportuno familiarizzare prima della partenza.

Capiamo che cosa fare per limitare i danni e rientrare in possesso in poco tempo del proprio mezzo. Prima di entrare nel merito, però, suggeriamo una regola aurea: diffidate dagli sconosciuti.

A volte basta davvero poco: una manovra vietata, un fermo in cui viene rilevato che i documenti di guida sono in disordine, per esempio manca l’estensione dell’assicurazione all’estero o i dati non sono aggiornati…Ed ecco che è possibile incorrere in un odioso imprevisto, ossia quello del sequestro della propria autovettura.

Sì, perché le regole di circolazione stradale non sono uguali ovunque e anche quello che in Italia è fattibile o che viene punito con piccole sanzioni, in altri Paesi (soprattutto extra europei), può essere causa di sequestro.

Ovviamente non è una situazione da augurare a nessuno, perché di sicuro le conseguenze saranno almeno due: si perderà del tempo e si spenderanno dei soldi.

Procedura da seguire per sequestro auto all’estero

Per prima cosa vi consigliamo di non perdere la calma. Solitamente le forze dell’ordine diventano ancora più severe in presenza di persone particolarmente agitate e adirate.

Quindi, meglio scusarsi e farsi spiegare bene quale sia la procedura da mettere in atto per riavere il proprio veicolo: vi diranno quali sono gli uffici preposti per pagare la sanzione, e vi diranno il numero di giorni per cui è valido il provvedimento e il luogo in cui il veicolo sequestrato verrà ricoverato.

A volte, purtroppo, può presentarsi il problema della lingua: in questi casi, se proprio non riuscite a comprendere ciò che gli agenti vi stanno dicendo, meglio farsi aiutare da un interprete. Deve essere un interprete fidato, meglio evitare traduzioni estemporanee affidandosi al primo passante.

Una buona idea, è anche quella di fare riferimento a qualcuno in Italia: per chi fosse iscritto all’Aci, una telefonata agli uffici preposti può valere la pena. Oppure, si può tentare un’intermediazione tramite la propria assicurazione oppure con un consolato.

È, invece, caldamente sconsigliato fare ricorso a persone o organizzazioni che, sul posto, vi propongono soluzioni immediate (e costose): potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione.

Ultima modifica: 13 novembre 2018