Sensori di presenza, quali auto li hanno

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Il sensore di presenza è quell’accessorio che incorpora al suo interno un rilevatore di movimento, il quale collegato ai nostri apparecchi e dispositivi elettronici, consente la segnalazione di presenze o movimenti all’interno dell’abitacolo dell’automobile. I segnali vengono rilevati all’interno di un raggio di azione dell’apparecchio.

Il sensore di presenza, in altri termini possiede le stesse funzioni di un sensore di movimento, ma è molto più sensibile, essendo in grado di rilevare anche movimenti quasi impercettibili (micromovimenti). 

Vediamo quali sono i diversi tipi di rilevatori di presenza e su quali auto possono essere installati.

Le differenze nel range di rilevamento

Il rilevamento di presenza avviene tramite l’irradiazione di calore nell’ambiente all’interno di “range” di rilevamento.
Un segnale elettrico misurabile traduce questa diffusione di calore, comandando l’accensione o lo spegnimento della illuminazione dei dispositivi o dell’allarme collegato.
Ogni rilevatore di movimento/presenza ha un suo “range”, per cui, nel momento in cui se ne installa uno, è necessario chiedersi quale estensione presenti l’area che si intende monitorare.

Si precisa subito che esistono diversi tipi di rilevatori di presenza, a seconda della tecnologia utilizzata e a seconda della lunghezza d’onda di lavoro.

Tipi di rilevatori di presenza

  1. Esistono rilevatori a raggi infrarossi (IR): il loro funzionamento è regolato sul concetto che tutti i corpi emettono calore (radiazione termica) avendo una loro temperatura. Grazie a questo principio, i rivelatori a raggi infrarossi riescono a riconoscere la presenza di persone all’interno di un’auto.
  2. Rilevatori a frequenza radio (RF): si fondano sull’emissione e ricezione di onde radio. Si tratta di un tipo di rivelatori molto sensibile, quindi si deve fare attenzione al tipo di ambiente in cui si utilizzano, perché i segnali radio sono molto invasivi, capaci addirittura di attraversare pareti.
  3. Rilevazione del crepuscolo con strumenti che misurano l’intensità luminosa dell’ambiente e inviano un segnale quando il valore di illuminazione è inferiore al parametro stabilito e impostato in via preventiva.

Quali auto hanno i sensori di presenza

In genere, i sensori di presenza, nelle tipologie sopra elencate e descritte, possono essere installati negli abitacoli di qualsiasi automobile, purché dotate delle caratteristiche tecniche e meccaniche necessarie. Saranno sicuramente più indicate le auto di ultima generazione, spesso corredate da un kit super accessoriato.

Seggiolini anti abbandono: sono entrati in vigore dal 6 marzo 2020 e sono obbligatori per i passeggeri in auto con età inferiore ai 4 anni. Si può scegliere di acquistare un dispositivo anti abbandono (che non è altro che un sensore che rileva la presenza del bambino in auto collegato al cellulare del genitore) da aggiungere al seggiolino che già si possiede. Meglio scegliere un dispositivo dotato anche di un allarme incorporato preciso ed efficiente, in modo da rispettare la finalità di sicurezza per la quale questo sensore è stato studiato.

Bisogna fare attenzione a montare correttamente il sensore e ad allacciare bene le cinturine, in modo che non interferiscano con il dispositivo. Alcuni produttori di seggiolini hanno commercializzato dispositivi appositi da abbinare ai loro prodotti già venduti e nella disponibilità di molte famiglie.

In alternativa, si può acquistare un seggiolino con dispositivo anti abbandono integrato di fabbrica, scelta però piuttosto costosa.

Un tipo di sensore particolare: il riconoscimento del guidatore

Il marchio Volvo, inoltre, sta studiando un modello di auto che riconosce il guidatore e il suo stato di attenzione. Questo sistema di sicurezza, prevede una particolare tecnologia che è persino in grado di verificare se il guidatore ha gli occhi chiusi e se guarda, che cosa sta guardando.

Per Landfors, ingegnere di Volvo Cars e responsabile del progetto per l’implementazione delle funzioni di supporto al conducente precisa che il nuovo sistema di rilevamento, consentirà all’automobilista di sentirsi più sicuro, sapendo che la propria automobile lo aiuterà al bisogno.

Posizionando e collocando sul cruscotto un sensore in grado di monitorare parametri come la direzione in cui il conducente volge lo sguardo, quanto sono aperti i suoi occhi e in che posizione e angolatura tiene la testa, è possibile sviluppare funzioni di sicurezza molto precise ed efficienti per rilevare lo stato di attenzione del guidatore e regolare di conseguenza i sistemi dell’automobile. Piccoli LED illuminano con luce a infrarossi il viso del conducente, che viene monitorato dal sensore. La luce a infrarossi non rientra nelle lunghezze d’onda percepibili dall’occhio umano, il che significa che la persona al volante non la nota affatto.

La vettura inoltre, grazie a questo tipo di controllo elettronico, garantirà il mantenimento della corsia di marcia (Lane Keeping Aid) e la distanza di sicurezza dal veicolo che la precede in caso di distrazione del conducente (Collision Warning con frenata automatica). Quest’ultimo potrà essere anche svegliato, qualora si sia addormentato al volante.

Con questo sistema, l’automobile riesce a capire se il guidatore non è attento e i dispositivi di allarme e di sicurezza possono essere regolati a seconda delle esigenze e delle circostanze: possono essere attivati in un secondo momento se il guidatore è concentrato e con anticipo se invece è distratto.

Tale metodo di controllo sul guidatore apre altre possibilità. Monitorando il movimento degli occhi, l’automobile potrebbe regolare le luci interne ed esterne seguendo la direzione dello sguardo del conducente.

In un futuro prossimo, sarà poi possibile riconoscere il guidatore e questa innovazione sarebbe realizzabile attraverso un sensore che riuscirebbe a misurare la distanza fra i diversi punti del viso per identificare il conducente. Il meccanismo di riconoscimento facciale è già stato installato in alcuni veicoli come test.

Il marchio Volvo sta studiando, in collaborazione la Chalmers University of Technology e Volvo AB, altri metodi efficaci per rilevare la stanchezza e le distrazioni del guidatore. Questo tipo di ricerca, interessa un’area che potrebbe essere fondamentale per le automobili del futuro dotate di una guida autonoma.

I veicoli di nuova generazione, dovranno essere in grado di determinare se il conducente è nelle condizioni di guidare e controllare l’auto, altrimenti un sensore rileverà la stanchezza e l’auto attiverà la guida automatica.

Volvo Cars si avvicina al suo obiettivo verso il programma 2020 con l’approccio a questa nuova tecnologia che consentirà di aumentare la sicurezza sulle strade, limitando il numero di incidenti mortali.

Ultima modifica: 24 giugno 2020