Sensore della temperatura del liquido di raffreddamento

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Anche dalle componenti meno conosciute di un veicolo, come il sensore della temperatura del liquido di raffreddamento, dipende l’efficienza dell’automobile. Avere un’automobile efficiente, infatti, è fondamentale per la sicurezza alla guida e per la durata del veicolo.

Cos’è il sensore della temperatura del liquido di raffreddamento

Sono tante le componenti dell’auto a cui bisogna fare attenzione per rendere il proprio veicolo efficiente. Molti di noi tendono a trascurare aspetti che solo superficialmente possono apparire marginali.

In un’auto che funziona bene ci si deve preoccupare anche del sensore della temperatura del liquido di raffreddamento, fondamentale per non correre il rischio di vedere il nostro motore andare in surriscaldamento, fino alla rottura.

Il liquido di raffreddamento del motore infatti svolge la funzione di tenere basse le temperature del propulsore anche quando le condizioni climatiche o lo sforzo prolungato le fanno impennare. È costituito da una miscela di acqua e glicole che permette di far abbassare la temperatura di congelamento (all’incirca a -40 gradi centigradi) del liquido refrigerante ottenuto dalla miscelazione di cui sopra, sia di far aumentare la temperatura di ebollizione (intorno ai 135 gradi centigradi).

Sensore della temperatura del liquido di raffreddamento: come funziona

Il sensore del liquido di raffreddamento supporta il sistema di preparazione della miscela nel rilevamento della temperatura del motore. Il sensore è un rilevatore termico con coefficiente di temperatura negativo. L’aumento della temperatura comporta la riduzione della resistenza interna.

La resistenza del sensore varia in funzione della temperatura del liquido di raffreddamento, diminuendo all’aumentare della temperatura. La centralina valuta i valori di tensione poiché sono direttamente collegati alla temperatura del liquido di raffreddamento.

Un sensore della temperatura del liquido di raffreddamento difettoso è rilevabile con il riconoscimento dei guasti della centralina. In genere, il guasto fornisce segnali ben evidenti. I più frequenti secondo la casistica di settore sono l’accelerazione del minimo, l’aumento del consumo di carburante, le difficoltà di avviamento del motore.

A questi possono aggiungersi problemi nel ciclo di prova AU dovuti all’aumento dei valori di ossido di carbonio o all’interruzione della regolazione della sonda Lambda. Nella memoria guasti della centralina possono essere registrate le voci “Cortocircuito verso massa nel cablaggio”, “Cortocircuito verso positivo o interruzione del cavo”, “Variazioni del segnale non plausibili”, “Il motore non raggiunge la temperatura minima del liquido di raffreddamento”.

Per quanto riguarda la ricerca dei guasti, è possibile procedere attraverso la lettura della memoria guasti e il controllo della corretta connessione, l’eventuale rottura e corrosione dei collegamenti elettrici dei cavi del sensore, del connettore e del sensore. Il controllo viene eseguito con il multimetro.

Ultima modifica: 18 dicembre 2021