Segnali stradali complementari: cosa sono

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Se ne parla solo marginalmente, eppure sono un elemento importantissimo della segnaletica stradale, perché contribuiscono ad accrescere la sicurezza del tracciato. Ecco che cosa sono i segnali stradali complementari e che cosa dice, a proposito, il Codice della Strada.

Segnali complementari: cosa sapere

Andiamo con ordine e partiamo con una premessa. Non è che i segnali complementari non siano noti alla maggior parte degli automobilisti, ma siamo abbastanza certi di poter asserire che siano in parecchi a non sapere che determinati segnali vanno raggruppati sotto il nome di segnaletica complementare. In tale raggruppamento rientra infatti tutta quella segnaletica che evidenzia a distanza il tracciato stradale: in altre parole, sono quei segnali che avvisano gli automobilisti che, a breve, troveranno una curva, oppure un ostacolo.

In ogni caso qualche cosa di critico, a cui è bene prestare la massima attenzione. A normare i segnali complementari è naturalmente il Codice della Strada il quale, all’articolo 42, oltre a definire quali siano i segnali che rientrano in questa categoria, detta anche norma circa le forme, le dimensioni, i simboli, i colori. Non solo. Naturalmente ne stabilisce anche le modalità di impiego.

I delineatori

Come si diceva, rientrano nella categoria dei segnali stradali complementari tutti quei segnali che evidenziano e rendono edotto l’automobilista circa le caratteristiche del tracciato stradale. In particolare, segnalano la presenza di ostacoli lungo la carreggiata oppure segnalano l’imminenza di una curva. Non solo. Anche i dispositivi che impediscono la sosta delle automobili lungo la carreggiata vanno sotto l’egida della segnaletica complementare, così come i dispositivi destinati a far rallentare la velocità dei mezzi.

Per chiarire con alcuni esempi pratici, si prendano in considerazione i cosiddetti delineatori di curva stretta e i delineatori di margine. I primi sono caratterizzati da una freccia nera su fondo bianco. 06Inutile dire che la direzione della freccia va nella direzione della curva. Se, però, segnalano delle situazioni provvisorie, allora il fondo non è più bianco, ma rosso. I secondi, invece, sono normalmente collocati sui margini delle strade extraurbane e hanno il compito di evidenziarne l’andamento. Per essere visibili, presentano dei rifrangenti gialli quando il senso di marcia è unico. Mentre sono rossi a destra e bianchi a sinistra quando il senso di marcia è in ambo le direzioni.

Ultima modifica: 11 gennaio 2019