Segnaletica stradale: distingui tra verticale e orizzontale

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Esaminiamo in modo accurato in questa guida cosa si intende per segnaletica stradale orizzontale e segnaletica stradale verticale.

La segnaletica orizzontale è composta da tutte le strisce e scritte che possono essere incontrate sulla pavimentazione stradale. Esse hanno la funzione di prescrizione o di indicazione, al fine di regolamentare la circolazione di veicoli e di persone.

Vennero effettuati degli studi all’inizio dei XIX secolo in materia di segnaletica stradale. Gli stessi suggerirono di utilizzare le strisce colorate quale mezzo principale di avviso agli utenti stradali. Il principio era quello che il guidatore di un autoveicolo, intento a valutare il percorso e gli eventuali pericoli sul proprio cammino, li avrebbe notati maggiormente di un cartello sul lato della carreggiata.

L’esempio più evidente di segnaletica orizzontale è l’attraversamento pedonale. Essa viene solitamente inserita in una banda trasversale rossa o blu, per rendere la stessa ancora più visibile. Il colore in contrasto più evidente è tuttavia con il bianco, il colore nero. Il colore che viene tendenzialmente utilizzato per questo tipo di segnaletica è variabile a seconda della nazione nella quale ci si trova. Nella maggior parte dei casi tuttavia viene utilizzato il colore bianco oppure il colore giallo. Questi due colori sono infatti particolarmente visibili. Gli altri colori vengono utilizzati tendenzialmente per delimitare gli spazi secondari, come ad esempio il blu, utilizzato per delimitare le aree di parcheggio a pagamento.

La segnaletica verticale è invece l’insieme dei cartelli che circondano le strade e che sono posti appunto in maniera verticale. Dopo pochi anni dall’apparizione dei primi veicoli a motore lungo le strade, sono apparsi ai lati della carreggiata anche i primi segnali stradali.

Inizialmente le forme e i colori dei cartelli stradali, erano lasciati alla discrezione delle autorità locali. In Italia si deve soprattutto al Touring Club Italiano, la messa in opera e il censimento dei cartelli stradali verticali. Nel primo dopoguerra fu stabilita una distinzione dei cartelli, in tre categorie, con ovviamente forme specifiche.

La forma triangolare iniziò ad essere usata per i segnali di pericolo. La freccia iniziò ad essere utilizzata per indicare la direzione. La forma circolare iniziò ad essere utilizzata per norme di prescrizioni o disciplina. Venne conservata la forma rettangolare per i cartelli di località, abitati, preavvisi di bivio, prudenza, corsi d’acqua, monumenti e pochi altri casi.

La differenza delle forme dei cartelli stradali, che il Touring Club Italiano, fu il primo ente a proporre, vennero riconosciute alla Conferenza di Ginevra del 1931.

Ultima modifica: 24 ottobre 2017