Segnaletica stradale: differenze e posizionamento fra segnaletica verticale e orizzontale

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Esaminiamo in questo articolo le differenze di posizionamento tra la segnaletica stradale verticale e la segnaletica stradale orizzontale.

Esaminiamo in modo accurato in questa nostro articolo cosa si intende per segnaletica stradale orizzontale e segnaletica stradale verticale, e le differenze tra i rispettivi posizionamenti sulla strada. La segnaletica orizzontale è composta da una serie di strisce e scritte che potremo incontrare sulla pavimentazione stradale. Esse hanno la funzione di prescrizione o di indicazione: questo al fine di regolamentare la circolazione di veicoli e delle persone sulla strada.

Le linee che vengono utilizzate più comunemente sono quelle al centro della carreggiata, come ad esempio le strisce di mezzeria. Esse sono tratteggiate nelle zone a più corsie dove è consentito il sorpasso; saranno continue nel caso il sorpasso sia vietato, come ovviamente in vicinanza di curve o incroci o altri punti particolarmente pericolosi. Quando occorrerà mettere in particolare evidenza la separazione tra i due sensi di marcia, per esempio nel caso di una carreggiata unica con due o più corsie per senso di marcia,  potrà essere utilizzata una striscia continua doppia. Essa stessa non potrà mai essere oltrepassata.

Qualora siano invece presenti due strisce longitudinali affiancate, delle quali una continua e l’altra tratteggiata, il conducente dovrà considerare solamente la striscia più vicina alla corsia che sta percorrendo. Il termine segnaletica orizzontale è stato utilizzato per la prima volta nel 1992, con il nuovo Codice della Strada. In precedenza si utilizzava l’espressione segni sulla carreggiata.

Per quanto riguarda la segnaletica verticale, si intende l’insieme dei cartelli che circondano le strade o che sono posti in maniera verticale. I segnali stradali verticali italiani sono regolati dal Nuovo Codice della Strada con il Decreto Lgs. nº 285 del 1992. Essi si dividono in 4 categorie principali: segnali di pericolo, segnali di prescrizione, segnali di indicazione, pannelli integrativi.

Nel 1907 la rivista The Car, rilevò che la categoria di persone più indifferente alle segnalazioni era quella degli agricoltori e dei contadini. Essi erano infatti abituati a percorrere le strade ormai familiari e non ne avevano certo bisogno. Inoltre, prima dell’avvento dei cartelli di indicazione, gli automobilisti che non conoscevano le strade locali erano costretti a domandare informazioni, che spesso pagavano in modo particolarmente salato. Dai dati storici risulta che fino al raggiungimento degli anni 40 del secolo scorso, erano stati installati in Italia all’incirca 335 000 cartelli stradali. Essi risultarono tuttavia in gran parte danneggiati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, vista anche l’abitudine dei belligeranti di rimuovere o mutilare ogni cartello in grado di dare indicazione o beneficio all’avversario.

 

Ultima modifica: 30 ottobre 2017