Sciopero autostrade: che cos’è e cosa succede quando viene proclamato

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Ogni tanto sulla rete autostradale italiana ci sono degli scioperi. Soprattutto d’estate, com’è naturale, perché è in quel periodo dell’anno che c’è più gente in giro per il Paese, diretta ai luoghi di vacanze (il cosiddetto “esodo”, una tradizione fin dagli anni Sessanta), e quindi è proprio in quel periodo dell’anno che uno sciopero dei casellanti può creare i maggiori disagi al pubblico degli utenti. Ma che cosa succede, in realtà, quando i sindacati proclamano uno sciopero autostrade?

Sciopero autostrade: cosa succede

Intanto va detto che spesso i sindacati suddetti fanno un gioco ancora più sottile: annunciano lo sciopero, ma lasciando la data un po’ nel vago. Oppure lo annunciano, ma poi non lo proclamano. Poco male, direte voi, ma capite bene che già l’annuncio di uno sciopero può indurre alcune persone a starsene a casa, non si sa mai.

Quando poi lo sciopero delle autostrade viene effettivamente proclamato, in genere non è facile prevedere quali ne possano essere le conseguenze. Un fattore da prendere in considerazione, a questo scopo, è ovviamente l’adesione, ovvero quanti casellanti decideranno in quella data occasione di manifestare il loro scontento non andando a lavorare.

Se l’adesione è poco significativa, di solito le conseguenze sono abbastanza limitate: se gli aderenti allo sciopero autostrade sono pochi, infatti, è possibile sopperire con una diversa programmazione dei turni di lavoro, in modo da coprire le mancanze. Se invece l’adesione è importante, o addirittura massiccia, può esserci il rischio che non sia possibile tenere aperte le stazioni di riscossione manuale dei pedaggi. Quando questo accade, di solito la fascia oraria più penalizzata rischia di essere la domenica mattina.

Sciopero autostrade: come comportarsi

Come comportarsi in questa ipotesi? Intanto c’è un mito da sfatare, e cioè che uno sciopero delle autostrade possa esentare gli automobilisti dal pagamento del pedaggio. No, il pedaggio si paga ugualmente, ma in un modo un po’ diverso da quello consueto, il che può cogliere di sorpresa qualche utente impreparato.

Va rammentato che almeno fino a qualche anno fa poteva succedere semplicemente che i casellanti in sciopero venissero sostituiti da altri dipendenti delle autostrade, quelli che di solito svolgono mansioni diverse, nel qual caso per l’utente non cambiava praticamente nulla, se non magari qualche occasionale rallentamento nelle operazioni di pagamento.

Dal 2009 non è più così, perché una sentenza della Cassazione ha detto che in pratica si trattava di crumiraggio. Ma non rallegratevi più di tanto, perché le Autostrade sono corse ai ripari in maniera molto semplice: chiudendo le stazioni “con l’omino” e lasciando aperte solo quelle automatiche, ovvero quelle con la voce registrata che funzionano tutte da sole. E a maggior ragione quelle col Telepass, dove non ci deve neanche fermare.

Insomma, levatevi dalla testa l’idea che basti fermarvi lungo l’autostrada (è vietato!) in attesa dell’inizio dello sciopero: se arrivati al casello sperate di non pagare, è quasi certo che rimarrete delusi.

Ultima modifica: 7 ottobre 2019