Schwimmwagen, il rivoluzionario modello auto militare tedesca

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Quando la videro in azione i gerarchi nazisti sentenziarono “Ora possiamo davvero vincere la guerra”. In realtà come la storia ci ha insegnato la Germania la seconda guerra mondiale l’ha persa, con tutte le drammatiche conseguenze industriali e civili che tutto questo riversò sulla popolazione. Ma fu proprio grazie a brillanti intuizioni come quella della Schwimmwagen, letteralmente la “macchina nuotatrice” che il paese seppe risollevarsi e tornare a essere una colonna portante dell’economia mondiale.

Primo progetto della Schwimmwagen 

Secondo quanto ricostruito dagli annali e dagli archivi delle SS e del partito nazionalsocialista tedesco, in gran parte andato distrutto dopo il crollo della dittatura di Hitler e dei suoi gerarchi, sarebbe stato Hermann Göring in persona a richiedere la produzione di una macchina con la quale creare teste di ponte in grado di valicare agilmente fiumi e corsi d’acqua.

Secondo Göring, il più irriducibile e intransigente tra i più stretti collaboratori di Hitler, uno dei motivi per cui le pesanti panzerdivisionen non riuscivano ad avanzare più di tanto era che mancava chi aprisse la strada, magari di notte, nei territori nemici. Veicoli in grado di penetrare agilmente sul campo e di appoggiare l’avanzata dei mezzi corazzati. Se Göring era convinto che la guerra si potesse ancora vincere, il suo grande avversario tra i consiglieri del Fuhrer, Göbbels, avrebbe invece preferito tessere una relazione di pace. Vinse Göring che era forte dei successi della Luftwaffe e spingeva per avere sempre più potere militare. Hitler gli chiese di occuparsi di questo progetto.

Realizzazione del prototipo

È lo stesso Göring a recarsi alla fabbrica della Volkswagen, a Wolfsburg: la fabbrica aveva del tutto sospeso qualsiasi attività civile ed era totalmente coinvolta nel progetto bellico con la creazione non solo di mezzi, ma anche di armi e munizioni.

Göring incontra subito Erwin Komenda, l’uomo che da tempo aveva già iniziato a lavorare al Maggiolino e Ferdinand Porsche, destinato dopo la guerra a rilanciare la prestigiosa casa automobilistica che portava il suo nome e che era stata tralasciata per seguire i progetti militari. Il gerarca chiede un mezzo semplice, che chiunque sia in grado di guidare, un mezzo non troppo veloce ma solido, che possa ospitare due persone e una mitragliatrice e che soprattutto sia in grado di attraversare autonomamente un corso d’acqua. Komenda e Porsche prendono appunti, abbozzano uno schizzo, quindi danno la loro disponibilità ipotizzando circa otto mesi per la realizzazione del prototipo. Göring gliene dà tre.

Un’intera squadra di meccanici per la Schwimmwagen

Komenda e Porsche sanno benissimo che un uomo come Göring non si può né deludere né contrariare, soprattutto in una fase del conflitto che è tutt’altro che certa. Komenda stava lavorando a un motore boxer quattro tempi per un mezzo militare quattro ruote motrici: è il Type 86, lo stesso che qualche anno dopo diventerà il maggiolino che rivoluzionerà tutta la storia della produzione della Volkswagen.

Inizialmente il motore doveva essere destinato alla Kübelwagen, il mezzo destinato alle truppe per muoversi su qualsiasi terreno: ma Komenda è convinto che possa essere il motore perfetto per la Schwimmwagen e lo modifica con un impianto elettrico di supporto. Porsche, dal canto suo, lavora con i migliori carrozzieri su quella che la scocca della macchina e chiede l’allestimento di una carena solida e imperforabile che isoli il motore e il vano guida.

La Schwimmwagen vede la luce all’inizio del 1941: il primo test si svolge davanti agli occhi di Göring, che ne è immediatamente entusiasta, e di Göbbels. Il primo test si svolge sulle acque dell’Aller, il fiume sul quale si appoggia Wolfsburg, il secondo sul molto più ampio Elba. La macchina li supera brillantemente entrambi.

Schwimmwagen: caratteristiche

Le caratteristiche della Schwimmwagen erano davvero straordinarie: la prima produzione, ancora figlia dell’iniziale prototipo, è motorizzata con il vecchio propulsore 128; la seconda – realizzata in vasta scala – è invece spinta da un Type 166.

La scocca della Kübelwagen, che si era dimostrata inadatta ai presupposti di spedizioni su terreni scoscesi e accidentati, si rivela perfetta per il mezzo anfibio: Komenda allestisce un’auto semplicissima, a quattro marce, che procede a quattro ruote motrici solo in prima e in retro. Ruote alte e antitaglio, molto scolpite; mentre dietro, azionabile in pochi secondi, spunta una piccola elica in grado di lavorare nell’acqua indipendentemente dalle ruote.

Il volante in acqua diventa timone. In tre anni, nel pieno del conflitto, Volkswagen e Porsche riescono a realizzare oltre 16mila Schwimmwagen che fanno diventare questo veicolo il più grande successo industriale nella produzione di mezzi anfibi.

Un mezzo versatile

La Schwimmwagen veniva allestita in due versioni: color sabbia o con il cafouflage militare: sulla fiancata i morsetti per appendere remi e badili. Dietro una tanica per 25 litri supplementari di benzina. Quando Komenda e Porsche la progettarono la loro idea era che potesse servire in Europa, quanto sul fronte russo o in quello africano.

Come detto non era un mezzo veloce – velocità di punta 80 km/h, circa 10 km/h in acqua – ma era in grado di andare davvero ovunque: alcune erano state equipaggiate con mitragliatrice leggera, altre con arpioni (in appoggio al genio per la realizzazione di ponti), altre ancora venivano sfruttate come pattugliamento con un conducente e tre persone armate a bordo.

Il registro dei mezzi storici ci dice che a oggi esistono solo una dozzina di Schwimmwagen ancora funzionanti senza che siano state intaccate le sue caratteristiche originali. Alcune di queste vetture sono splendidamente conservate in musei automobilistici e bellici, in Europa ma anche in Germania e Canada: i collezionisti sono riusciti grazie a Internet a creare un database delle auto e dei loro pezzi originali e a restare in contatto. Alcuni le hanno trasformate con ruote da neve in mezzi invernali, altri le continuano a utilizzare come veicolo anfibio. Quasi tutte sono state pesantemente ricostruite ma nessuna ha rinunciato al motore originale, anche perché i pezzi del Volkswagen Type 166 sono ancora disponibili per i ricambi.

Ultima modifica: 27 novembre 2019