Ritiro patente: quanto tempo dura e quali sono i casi più gravi

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Senza ombra di dubbio, stiamo parlando di uno degli incubi degli automobilisti e di tutti coloro che utilizzano la macchina abitualmente. Il ritiro patente, viene spesso associato ai casi di infrazioni gravi, ma, non sempre è così. La patente può essere ritirata anche in casi meno gravi dal punto della sicurezza stradale che incidono maggiormente dal punto di vista burocratico, come nel caso in cui il guidatore si in possesso di un documento di guida scaduto.

Il ritiro del documento di guida si può risolvere più o meno facilmente e in tempi variabili, tutto dipende dal perché la patente è stata ritirata e dal fatto che ne consegua o meno la revoca o sospensione del permesso di guida.

Ritiro patente: quanto tempo dura

Come anticipato, le modalità e i tempi di attesa che conseguono il ritiro patente di guida sono diverse a seconda del motivo del ritiro patente. Partendo dal caso più semplice, e forse anche il più innocuo, se il ritiro avviene perché la persona al volante sta guidando con il documento scaduto, le tempistiche sono alquanto brevi, così come l’iter burocratico da seguire.

In questo caso, il povero sbadato che si è dimenticato di rinnovare la patente, avrà dieci giorni di tempo per ottenere l’adeguato certificato medico e sbrigare le varie pratiche in modo tale da riottenere il documento, presentandosi all’Ufficio Patenti. Qualora sia trascorso il termine previsto, sarà necessario presentare la documentazione medica, che attesti l’idoneità alla guida, in Prefettura.

Se la patente viene ritirata perché si superano i limiti di velocità, la questione si complica. La durata del ritiro, così come la multa, dipendono da quanto venga superato il limite di velocità. Nelle ipotesi migliori e nei casi meno gravi, la patente viene ritirata da uno fino a tre mesi, un lasso di tempo che si può trasformare in un periodo che va dagli otto ai diciotto mesi se l’infrazione viene commessa di nuovo nei successivi due anni.

Ritiro patente, i casi più gravi

Se però, il guidatore supera il limite di oltre 60 km orari, si parla di sei mesi fino ad un anno, mentre in caso di recidiva ne consegue la revoca. Anche per chi si mette al volante ubriaco è previsto il ritiro patente e i criteri variano a seconda del tasso alcolemico del guidatore.

A seconda di quanto sfori il limite consentito dalla legge, la patente può essere ritirata da uno fino a dodici mesi, mentre nei casi più estremi si parla di uno o due anni, fino ad arrivare alla revoca in caso l’infrazione venga commessa entro due anni.

La sospensione del permesso di guida per punire l’utilizzo del cellulare alla guida, invece, viene disposto solamente in caso di recidiva e va da uno a tre mesi.

Ultima modifica: 14 ottobre 2019