Riproduzione suono in auto, quali sono le tecnologie a disposizione

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La qualità dell’audio in macchina è affidata alle tecnologie più innovative che consentono di ottimizzare l’ascolto non solo in stereo ma anche in cuffia attraverso nuovi e sorprendenti modi di costruire e rendere ad alta definizione la produzione del suono nell’abitacolo. Di seguito saranno esposte alcune delle scoperte tecnologiche più avanzate, interessanti e sorprendenti che si possano utilizzare per riprodurre il suono in auto.

La riproduzione del suono secondo Continental

Ac2ated Sound è un interessante progetto sviluppato da Continental (marchio a dire il vero più conosciuto per la costruzione degli pneumatici), che insieme all’azienda specialista del settore Sennheiser, hanno pensato di offrire una innovativa esperienza sonora a bordo dell’auto grazie ad un sistema audio 3D. Tale modello prevede la totale assenza di altoparlanti per come si è abituati ad identificarli nella loro struttura: con magneti, membrane e coni.

La peculiarità di questo sistema hi-tech è che il suono viene riprodotto fedelmente dalla vibrazione controllata di alcune specifiche superfici che vanno a costituire il cruscotto ed alcuni interni. Siffatte superfici fungono da casse di risonanza non ristrette e limitate in punti ben definiti e circoscritti, bensì in intere aree che fanno letteralmente suonare l’abitacolo dell’auto. La tecnologia Ac2ated Sound, inoltre, permette una forte riduzione del peso e dello spazio destinato ai componenti del sistema audio. Questa riduzione è pari al 90% del materiale per l’impianto stereo e audio dell’auto, e in questo modo viene lasciato un ampio margine di progettazione per i designer, senza rinunciare ad un sistema audio di qualità.

Le nuove frontiere del suono in cuffia: come se non ci fossero

I marchi Sony e Creative sono al lavoro per far sentire il suono nelle cuffie in auto, come se provenisse da fonti esterne. Nella riproduzione del suono infatti, anche le cuffie della migliore qualità non riescono a riprodurre la spazialità dei suoni dal vivo. Attualmente sono disponibili diverse tecnologie di virtualizzazione e di posizionamento 3D dei suoni, ma il problema è che non può esistere una soluzione unica che vada bene per tutti. Ed infatti, anche le orecchie sono uniche per ogni singola persona al pari delle impronte digitali e dei tratti del viso.

HRTF (Head related transfer functions) è il nome delle funzioni che ricostruiscono il modo in cui l’orecchio umano percepisce i suoni in arrivo. Le nostre orecchie con la loro forma modificano il suono (creando rimbalzi e assorbimenti) e il nostro cervello basandosi sull’intensità di arrivo e sul tempo di arrivo dei suoni ne ricostruisce la direzione di provenienza la loro distanza. La tecnologia di riproduzione del suono in cuffia si basa proprio su questi aspetti. Si può avere una virtualizzazione efficace e un posizionamento tridimensionale dei suoni che li fa apparire ‘reali’ nella ricostruzione percettiva del cervello.

Le due tecnologie principali del suono in cuffia

Esistono due modi per capire il profilo unico uditivo degli individui. Uno più semplice, ma meno preciso, è quello di ricostruirlo in base alla forma delle orecchie. L’altro, più complesso, richiede di inserire nelle orecchie dei microfoni e poi lanciare dei segnali campione e ‘sentire’ come l’orecchio di quella persona. Il profilo unico uditivo si individua bene utilizzando il secondo metodo. In entrambi i casi, i risultati sono stupefacenti: perché sembra che i suoni provengano davvero dagli altoparlanti esterni, invece è tutto nelle cuffie.

I due metodi di ascolto in auto possono essere utilizzati per rendere molto più realistica l’esperienza di ascolto in cuffia con audio posizionale 5.1 o 7.1 e per offrire un ascolto di semplici brani stereo, ma con la sensazione che provengano dall’esterno delle cuffie. La creazione del profilo HRTF personale tramite microfoni e segnali campione è difficilmente replicabile a casa, ecco perché Sony e Creative hanno scelto di utilizzare il sistema basato sulle immagini di orecchie e volto per gli utenti finali.

Le proposte di Creative

I prodotti più semplici sono quelli di Creative, che infatti sono già sul mercato. Abbiamo Creative SXFI Amp, un piccolo DAC/AMP di dimensioni ridottissime, con interfaccia USB-C. Il DAC/AMP offre controlli per il volume, per l’arresto/avvio delle tracce e per attivare e disattivare la funzione che dona spazialità al suono. Il dispositivo necessita di smartphone Android e bisogna scaricare l’app per la creazione del profilo tramite foto di viso e orecchie che servono per caricare i dati HRTF sull’amplificatore portatile.

Una volta caricato il profilo, quest’ultimo rimane nel dispositivo e può essere utilizzato con qualsiasi dispositivo disponibile: come gli smartphone Android con supporto USB OTG, con connettore USB-C o MicroUSB (in confezione c’è l’adattatore), PC/Mac con cavo USB A->C e iPhone e iPad inframezzando un cavo Lightning USB-C. L’app offre anche diversi profili di equilizzazione ottimizzati per alcune cuffie molto diffuse (Sennheiser, Sony, Hifiman, Beyerdynamic) e ‘certificati SX-Fi’ delle cuffie Creative e E-MU (marchio acquisito dalla stessa Creative qualche tempo fa): l’utente può caricare un profilo alla volta nelle cuffie. Esso verrà utilizzato (come per quello HRFT) su tutti i dispositivi. Anche un profilo personalizzato di equalizzazione può essere impostato.

Le proposte di Sony

Sony punterà invece su un approccio completamente diverso, il suo testimonial è il cantante Pharrell Williams, che nei mesi scorsi è volato in Giappone per provare in anteprima la tecnologia Sony 360 Reality Audio, rimanendone decisamente colpito. L’idea innovativa e unica di Sony è quella di mettere la tecnologia a disposizione delle major per rimasterizzare i brani anche in un formato di audio posizionale a oggetti (Object-Based Audio).

Proposta simile alla riproduzione del suono dei film nei formati Dolby Atmos e DTS:X, ma Sony punta a creare uno standard aperto basato su codec MPEG-H 3D Audio, con la possibilità di avere fino a 24 oggetti con velocità di trasmissione di circa 1,5 Mbps. Questo formato, essendo aperto, potrà essere utilizzato da tutte le app che saranno rese compatibili (i software di riproduzione musicale ad esempio), dai servizi di streaming e anche dai produttori di hardware per creare sistemi compatibili. Sarà la qualità della creazione del profilo a fare la differenza tra i diversi sistemi, per creare il profilo sarà necessario scattare le immagini delle orecchie.

Ultima modifica: 29 giugno 2021