Rimozione auto: come funziona

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Ritornare a prendere la propria auto e non trovarla più è un vero trauma! E’ questo che accade quando si parcheggia in aree a rischio rimozione.

Oltre allo spavento, si aggiunge anche tutta una serie di costi per poterla riavere indietro non indifferente. Parcheggiare l’auto in una zona dove ci sia il rischio di rimozione forzata oggi costa davvero una fortuna! Le tariffe vengono sempre più spesso elevate poiché contengono una gran quantità di voce cui fare riferimento. Vediamo nello specifico cosa bisogna fare in caso di rimozione della propria vettura e quanto sborsare.

Come funziona rimozione auto

Quando, dirigendosi verso la propria macchina, ci si accorge che non c’è più, la prima cosa che viene in mente è quella di aver sbagliato strada, che probabilmente è stata parcheggiata in un altro vicolo o area parcheggio. Scatta poi il senso di angoscia al pensiero che si possa trattare di un furto o, in alternativa, che sia stata rimossa. Ecco, quindi, che la cosa importante da fare, prima di recarsi al distretto di polizia per effettuare la denuncia, è quella di controllare bene che il parcheggio sia quello da noi scelto. Se si è certi che si tratta del posto dove abbiamo lasciato l’auto poco prima, allora è il caso di contattare telefonicamente o recarsi presso un distretto per fare le denuncia ed avere le informazioni utili in merito a che fine abbia fatto la nostra auto.

La rimozione dell’auto è assai frequente nelle aree urbane e centri a maggior traffico cittadino. Ad essere oggetto di rimozione coatta sono tutte le vetture che commettono delle infrazioni parcheggiandosi nelle zone dove sia indicato espressamente il divieto di sosta, dinanzi ai  passi carrabili, in doppia o anche tripla fila, nei i parcheggi espressamente riservati ai disabili, dove è indicato che avviene il carico e scarico delle merci o dove si tengono i mercati rionali o vi sono indicazioni che riportano l’inizio dei lavori pubblici proprio in quell’area.

In tutti questi casi, proprio perché come si sa, la legge non ammette ignoranza, sarà del tutto inutile disperarsi, bisognerà solo avviare tutte le procedure necessarie per riavere l’auto, andando presso la rimessa dove è stata trasportata e prepararvi anche a pagare tutti i costi connessi alla rimozione auto, oltre, pensate, ad una multa per divieto di sosta.

In ogni caso, se si vuole evitare di incorrere in questa spiacevole situazione, vi indichiamo quali sono le violazioni che fanno scattare la rimozione del veicolo. La prima è quella di sostare con le ruote del veicolo sul marciapiede, lasciare l’auto su un’area in prossimità di intersezione stradale, lasciare il veicolo su apposita zona riservata a portatori di handicap o fermata dell’autobus, sostare con l’auto sulle strisce pedonali o presso un passo carrabile, nell’area in cui si tiene il mercato o dove avvenga il carico e lo scarico di merci, oppure in un’area a traffico limitato.

Cosa fare in caso di rimozione auto

La prima cosa da fare in caso di rimozione forzata della propria auto è quella di contattare la centrale operativa della Polizia Municipale, indicando il luogo dove sia stato lasciato il veicolo, il tipo di vettura e la targa. Partiranno immediatamente i controlli per capire se l’auto sia stata rimossa ed, eventualmente, avere indicazioni utili su dove sia stata trasportata. Nel caso in cui, dal controllo non risultasse la rimozione dell’auto, in seguito anche ad accertamento che ciò non sia avvenuto per richiesta dell’Arma dei Carabinieri, sarà necessario esporre denuncia di furto.

Ritornando alle operazioni da eseguire in caso di rimozione, una volta contattata la stazione di Polizia Locale, si potranno avere le informazioni utili sul veicolo rimosso, sul deposito di custodia e le modalità per poter effettuare il ritiro. Una volta accertato il luogo in cui si trova l’auto, bisogna presentarsi allo sportello del deposito muniti di documento di identità in corso di validità, libretto di circolazione, regolare documento di assicurazione del veicolo valido e laddove necessario, anche il Nulla Osta al Ritiro rilasciato dalla Polizia Locale. Una volta presentata tutta la documentazione utile, bisognerà pagare l’intera somma richiesta.

Se non si dovesse disporre dell’intera somma richiesta, non sarà possibile effettuare il ritiro del proprio veicolo. Pertanto, al costo iniziale verrà a sommarsi anche la spesa relativa alla custodia del mezzo, calcolato sulla base del numero di giorni in cui la vettura resta in deposito.

Costo multa

Non è tutto! Ebbene sì, bisogna sapere che alla somma dovuta per i costi relativi alla rimozione dell’auto in sé, è anche necessario aggiungere i costi connessi alla multa per divieto di sosta per aver commesso, infatti, un’infrazione al codice della strada. Ricapitolando però il tutto, qual è effettivamente il costo per una rimozione auto? Questo è il risultato di un insieme di fattori, primo fra tutti, il luogo in cui l’auto è stata rimossa e trasportata in deposito. Tutto ciò è stabilito dal comma 3 dell’Art. 215 relativo al Codice della Strada in fatto di rimozione coatta dell’auto.

Secondo quanto stabilito, per ottenere la restituzione del veicolo, l’interessato dovrà presentarsi nel luogo di deposito, versando le spese di intervento, rimozione e custodia, il tutto secondo una tabella costantemente aggiornata dall’ente proprietario. Recenti stime sulle tariffe applicate per la rimozione, con adeguamento all’IVA, per poter riavere indietro l’auto, i costi si aggirano intorno ai 150 euro circa, ma spesso sono ben più alti. Proviamo a capire da dove scaturiscano i costi. Questi non sono altro che un insieme di voci che vengono a sommarsi per dare il costo finale.

La prima spesa da sostenere è quella del costo di chiamata, 30 euro circa e per le operazioni di carico e scarico, che possono aggirarsi intorno ai 60 euro o più, il costo al chilometro per il servizio di trasporto dal luogo della rimozione, sino al deposito, che può variare dai poco più di 4 euro nei gioni della settimana e orario diurno, fino ai 7 euro in orario notturno e giorni festivi, il costo della custodia del veicolo, cui si aggiunga anche IVA. Il tutto può lievitare nel caso in cui la rimozione avvenga nei giorni festivi, con una maggiorazione pari al 30%.

A tutto questo elenco di spese, bisogna poi anche aggiungere il costo della sanzione per divieto di sosta che è pari a 39 euro, ma questa è anche connessa al tipo di infrazione commessa.
Per pagare la somma richiesta c’è un termine massimo da rispettare che è quello di 15 giorni, se si tratta di un bollettino trovato sul parabrezza, se la multa è stata notificata al proprio domicilio, il termine sarà di 60 giorni.

Cifre davvero dure da digerire se ci si trova in una situazione simile. Per cui è bene evitare di rischiare anche per una sosta di pochi minuti di finire in questa situazione, perché il rischio di ritrovarsi con una spesa ingente del tutto non programmata da sostenere è decisamente alto.

Ultima modifica: 9 agosto 2017