Rimborso chilometrico auto, come funziona

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Quando ci si sposta e ci si reca al lavoro è possibile utilizzare veicoli aziendali, prendere i mezzi pubblici o servirsi della propria vettura. Ma in quest’ultimo caso sarà indispensabile un particolare “combustibile”: il rimborso chilometrico. Non ci sono molte altre alternative (a meno che non si voglia effettuare tutti i giorni l’autostop) per chi giornalmente deve ricorrere a un mezzo di locomozione per svolgere la propria attività professionale.

Chi ha diritto al rimborso chilometrico?

Non sempre, anzi molto raramente l’azienda ha la possibilità di mettere a disposizione dei dipendenti una vettura in maniera continuativa. Un privilegio sempre più raro solitamente riservato a pochi eletti come i quadri dirigenti. Spostarsi in treno, in bus o con altri mezzi collettivi pubblici è possibile solo in determinati casi ovvero quando i tempi sono ben definiti e il livello del servizio assolutamente affidabile e indenne da scioperi o guasti ricorrenti. In molti casi dunque si propende per il ricorso a veicoli di proprietà dello stesso lavoratore che poi ne sarà ristorato dalla proprietà.

Come si calcola rimborso chilometrico

Il rimborso chilometrico è una indennità giornaliera detraibile dalle tasse e dunque non imponibile che il datore di lavoro è tenuto a corrispondere ai dipendenti che devono affrontare trasferte con mezzi personali. Semplice il principio, meno lineare è invece il calcolo di quanto spetta agli interessati. Innanzitutto bisogna fare una distinzione di base tra gli spostamenti all’interno del territorio comunale e quelli che si svolgono al di fuori di un determinato perimetro municipale. Nel primo caso solitamente si pratica un forfait calcolato sulla scorta di precisi accordi aziendali. Se invece i trasferimenti esulano da un contesto locale il metodo di calcolo adottato per legge è quello delle tabelle ufficiali dell’Automobil Club d’Italia. Si tratta in pratica di tariffe aggiornate dall’Aci a cadenza annuale entro il 30 novembre e pubblicate entro il 31 dicembre dal Ministero delle Finanze. Schemi di estremo dettaglio nei quali sono previsti valori diversi a seconda della marca, del modello, dell’alimentazione e della categoria del veicolo utilizzato.

Per calcolare i singoli parametri l’Aci si basa sui prezzi dei diversi carburanti (gasolio, metano, benzina) indicati dal Ministero dello Sviluppo economico. Individuati gli elementi di riferimento per il veicoli in questione si passa quindi alla attribuzione della tariffa corrispondente che, moltiplicata per il numero di chilometri effettuati nell’arco di un determinato periodo (solitamente mensile) dà l’ammontare del rimborso chilometrico spettante. Per quanto riguarda la tassazione, il riferimento è agli articoli 51 e 95 del Testo unico delle imposte sui redditi che prevedono norme specifiche a seconda dei casi.

Ultima modifica: 12 giugno 2019