Riforma bollo auto 2019: tutte le informazioni

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Per la maggior parte degli automobilisti non cambia nulla: con la nuova legge di bilancio, si continua a pagare il bollo auto con i meccanismi di sempre, con le scadenze di sempre, magari facendosi supportare dai calcolatori di ACI o della regione di competenza. Buone nuove però ci sono per i possessori di veicoli che hanno un’età compresa tra i 20 e i 29 anni.

La manovra varata a fine anno ha infatti stanziato più di due milioni di euro per dare luogo a una notevole riduzione dell’importo del bollo per queste vetture (motocicli compresi). Ecco che cosa occorre sapere ed ecco che cosa occorre presentare per usufruire dello sconto, ma prima una premessa: occorre fare i conti con un po’ di burocrazia (e non sempre ne vale la pena).

Bollo auto: cos’è

Prima di entrare nel merito dei nuovi provvedimenti varati alla fine del 2018 ed entrati in vigore nel 2019, è bene chiarire ancora una volta che cosa è il bollo e quale sia il suo fine. In pratica, si tratta di una tassa sul possesso del veicolo, tanto che tutti i proprietari di veicoli iscritti al cosiddetto PRA (ossia il Pubblico Registro Automobilistico) devono pagarlo, pena sanzioni e multe importanti, ma ancora di più, pena incorrere in iter burocratici da girone dell’Inferno. Si pensi, a tale proposito, che il rischio concreto, se non si paga il bollo per più di tre anni, è che il veicolo venga cancellato d’ufficio dal registro del PRA, con conseguenze a dir poco inenarrabili.

Detto dunque in parole semplici, e a costo di essere ridondanti e pedanti, la tassa di proprietà, dunque, il famigerato “bollo”, va pagato sempre. E va pagato in funzione di due parametri determinanti, ossia il numero di cavalli del motore (dunque, per essere precisi, i kW) e la classe ambientale di appartenenza. L’entità del bollo varia infatti a seconda che un veicolo rientri nella classe Euro 0, Euro 1, Euro 2 e così via, fino alla Euro 6 (la più performante). Detto questo, ci sono alcune rarissime eccezioni in cui si esentati dalla tassa automobilistica. Vediamo quali.

Quando non si paga il bollo

Dunque, come si diceva, in linea di principio, il bollo si deve pagare sempre. Non importa se l’automobile giace in garage inutilizzata e non importa se si tratta di una vettura che viene utilizzata solo occasionalmente, per esempio in estate (si pensi alle auto decappottabili, ai coupé). Il bollo, in quanto tassa di proprietà, deve essere pagato. Ci sono, però, a dire il vero, una manciata di eccezioni che qui di seguito riassumiamo velocemente.

Il bollo non si paga se la vettura è stata rubata e non rintracciata dalla forze dell’ordine, se la vettura è stata venduta o, ancora, se la vettura è stata demolita. Naturalmente tutti questi eventi devono essere supportati da documentazione ufficiale: denuncia ai carabinieri nel primo caso, atto di compravendita nel secondo, atto di demolizione nel terzo. Ma c’è ancora un’eccezione ed è quella delle vetture e dei veicoli datati, per i quali, appunto, il Governo attuale ha messo a punto alcune importanti novità. Vediamo che cosa cambia realmente.

Cosa cambia per i vecchi veicoli

Per chiarire le novità che la Legge di Bilancio 2019 porta con sé, occorre fare un passo indietro e tornare a qualche anno fa, precisamente al 2015. Quando, con l’entrata in vigore della manovra di allora (il riferimento normativo è la Legge n.190/2014) si decise che la tassa automobilistica di proprietà – quindi il bollo – doveva essere pagata anche per i veicoli con un’età compresa tra i 20 e 29 anni (prima di allora, infatti, tali vetture erano ritenute anch’esse d’epoca e dunque esentate dalla tassa di possesso). In quell’occasione, gli unici veicoli ad essere esentati restavano quelli cosiddetti “d’epoca” o storici, ossia quelli che avevano compiuto i 30 anni di età.

Restava (e resta tutt’ora) per questi veicoli un’eccezione: nel caso in cui fossero utilizzati come veicoli professionali, occorre pagare la tassa di circolazione, la quale ammonta a 30 euro per gli autoveicoli e a 20 per i motoveicoli. Ora, con la legge di Bilancio odierna, le cose cambiano ancora. E cambiano in meglio, soprattutto per coloro che posseggono un veicolo datato – cioè con un’età compresa tra 20 e 29 anni – ma non ancora annoverabile nell’elenco di quelli d’epoca (per i quali occorre aspettare il compimento del trentesimo anno di vita). La legge di bilancio ha infatti stabilito che tali veicoli debbano pagare un bollo decurtato del 50 per cento.

Cosa fare per godere dello sconto

Ma non è così semplice. Per poter usufruire di tale scontistica, nulla è immediato e nulla è automatico, anzi: occorre fare i conti con un po’ di burocrazia. Occorre infatti dimostrare che il veicolo sia realmente datato e pertanto occorre esibire quello che viene definito “il certificato di rilevanza storica” (in questo caso il riferimento normativo è il decreto del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture del 17 dicembre 2009, in particolare l’articolo 4). Con in mano questo certificato – che, è bene ricordarlo, ha un costo – il possessore del veicolo in questione può registrare a un apposito registro l’autovettura (o il motociclo).

Tale iscrizione, una volta avvenuta, verrà quindi riportata sulla carta di circolazione. Solo allora, quindi, solo quando la certificazione sarà evidente, si potrà fare richiesta dello sconto suddetto all’organo competente, in questo caso alla Motorizzazione. Se la cosa risulta troppo macchinosa, non resta che continuare a pagare il bollo come tutti gli altri veicoli e aspettare che la vettura (o il motociclo) compia i trenta anni di età.

Ultima modifica: 9 gennaio 2019