Come riconoscere il colpo di sonno

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Il colpo di sonno è considerato, a ragione, uno dei rischi più gravi per qualsiasi automobilista. Soprattutto per chi in questo periodo si mette alla guida per molte ore senza il necessario riposo. Ogni anno gli incidenti provocati da chi è vittima di un colpo di sonno sono centinaia. Molti dei quali purtroppo hanno esiti fatali.

Le nuove tecnologie, che hanno fatto grandissimi progressi in questo settore della ricerca. Ora le case automobilistiche hanno a disposizione brevetti importanti. Veri e propri salvavita.

Come evitare un colpo di sonno

Prima ancora di parlare del colpo di sonno, e di come lo si può riconoscere, cerchiamo intanto di capire come lo si può evitare a priori. Mettersi alla guida della propria auto dopo avere riposato per un giusto numero di ore. Questa, assolutamente fondamentale, è la prima, imprescindibile, regola. Gli esperti, non solo i medici ma anche gli studiosi che si occupano del benessere psicofisico e del recupero funzionale e attitudinale del corpo umano, sconsigliano di mettersi alla guida per molte ore dopo un lungo turno di lavoro, dopo una notte passata a lavorare o a studiare. Ma anche dopo avere mangiato in modo troppo abbondante.

Sono tutte condizioni di rischio che spesso provocano l’insorgenza di colpi di sonno improvvisi che rischiano di non essere controllati dall’automobilista. La soluzione migliore? Un bioritmo equilibrato e bilanciato con una partenza che segua esattamente quello che è il ritmo della nostra giornata tipo.

Seguire il bioritmo

Se siamo abituati ad andare a lavorare alle 9:00 del mattino dopo una notte di sonno adeguato, è opportuno scegliere questo orario per mettersi in viaggio considerando la guida, né più né meno che un turno di lavoro al quale dovremo dedicare tutta la nostra attenzione e concentrazione. Mettersi in viaggio dopo avere stravolto il proprio bioritmo per fare le valigie o completare le cose che non sono state fatte non è mai una buona idea.

Molti, per esempio, soprattutto durante l’esodo estivo, preferiscono mettersi in viaggio di notte. Una scelta condivisibile se si vuole evitare il grande traffico delle ore diurne e se non si vuole viaggiare nelle ore più calde. Ma se non si è abituati alla vita e al lavoro notturno stiamo comunque rivoluzionando quello che è il nostro stile di vita. In questo caso, è opportuno prendersi un giorno di riposo dal lavoro, prepararsi con calma e senza fretta. Farsi una bella dormita quando tutto è ormai pronto nel corso del pomeriggio isolandosi completamente per mettersi alla guida intorno in serata. Senza dimenticarsi che comunque il nostro bioritmo, in quel momento, è opposto rispetto a quella che è la nostra condizione di lavoro normale.

Alimentarsi in modo intelligente

Anche il giusto equilibrio tra quello che si mangia e quanto si guida è fondamentale. L’ideale è partire dopo la colazione, al mattino. Una colazione abbondante ricca di zuccheri, fibre, frutta e di bevande leggere. Consigliati gli spuntini a metà mattinata e metà pomeriggio. Una tappa ogni 250-300 chilometri è un’ottima strategia per spezzare la pesantezza del viaggio. Le tappe danno il giusto recupero non solo alla testa ma anche ai muscoli del collo e della schiena.

Sconsigliato pranzare a lungo e in modo pesante così come sconsigliatissimo, soprattutto se si è già la guida diverse ore, è cenare con un importante apporto di carboidrati o pasteggiando anche soltanto con una birra leggera. L’alcool è decisamente da evitare. Alla fine, come in tutte le cose, quello che serve è un po’ di buon senso e un minimo di equilibrio appunto solo così si può evitare il colpo di sonno.

L’insorgenza del colpo di sonno

Oggi, i primi a riconoscere efficacemente i colpi di sonno, sono proprio gli strumenti tecnologici che ci vengono in aiuto per evitare l’incidente. Su molte macchine sono stati montati dispositivi, soprattutto sensori legati alla viabilità, che evidenziano il salto di carreggiata. Ma anche un andamento non corretto della vettura. Tuttavia esistono anche sensori interni all’abitacolo che si concentrano su quella che è la posizione nella nostra testa e che ci risvegliano, con un potente cicalino, quando questa tende a reclinarsi o ad abbassarsi, segnale che stiamo cadendo in un colpo di sonno.

Anni fa era stato messo in commercio un piccolo supporto di plastica che veniva posizionato all’orecchio, come un auricolare bluetooth. Non appena la testa si piegava in modo innaturale il dispositivo suonava avvertendo il conducente che rischiava di restare vittima di un colpo di sonno. Non sono passati molti anni, una ventina. E di passi avanti ne sono stati fatti parecchi.

Riconoscere ed evitare il rischio

Per il resto, purtroppo, le raccomandazioni sono sempre le stesse e a volte sono anche inutili. Perché l’essere umano è sempre portato a superare il proprio limite alzando l’asticella, invece che evitando l’ostacolo. Di conseguenza quando arriva un colpo di sonno la stragrande maggioranza di noi, sbagliando, è convinto di potergli far fronte e di sapere resistere.

Non è quasi mai così. Il primo accenno di colpo di sonno, quando la palpebra si chiude o non siamo completamente concentrati sulla guida, è sufficiente. Bisogna saperlo riconoscere, raggiungere una piazzola dedicata e fare un breve riposo, anche di un’ora. Il colpo di sonno lo si può combattere soltanto in una maniera, riposando e recuperando parte del rapporto sonno veglia. Per riprendere il viaggio solo quando siamo abbastanza svegli e attenti per evitare qualsiasi ulteriore rischio.

Ultima modifica: 18 agosto 2020