Revoca patente: tutto quello che devi sapere

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Tra le cosiddette sanzioni accessorie elencate dal codice della strada ci sono, di fianco ad altri provvedimenti di indole amministrativa, anche la sospensione e la revoca patente.

La revoca patente: di che cosa si tratta

Il provvedimento di revoca del permesso di guida è adottato dall’autorità competente nei casi in cui: il conducente non possegga più le qualità psichiche e/o fisiche necessarie per condurre un veicolo in sicurezza; oppure nel caso in cui venga fermato mentre è sotto l’influsso di alcool o di sostanze stupefacenti dopo aver provocato un sinistro; oppure, infine, nel caso abbia commesso una seconda violazione dello stesso tipo.

Quando si rischia la revoca e che cosa si deve fare per recuperare la patente

Oltre ai casi sopra ricordati, la revoca patente può avvenire per ragioni di pericolosità sociale del conducente oppure nel caso in cui il medesimo abbia chiesto e ottenuto la sostituzione del proprio permesso italiano con un permesso di un altro Stato.

Altre ipotesi di revoca patente possono ricorrere per fatti come i seguenti: se il titolare circola durante il periodo di sospensione del permesso di guida; se circola contromano in autostrada o su un’arteria extra-urbana; se è recidivo nel superamento del limite di velocità in misura superiore ai 60 chilometri all’ora; se guida un autobus sotto l’effetto di alcool o droga; se è recidivo per guida in stato di ebbrezza con un tasso di alcool nel sangue di 1,5 grammi per litro o superiore.

A revocare il permesso di guida è il Prefetto. Chi ha accertato la contravvenzione per cui è prevista la revoca deve darne avviso al rappresentante del Governo entro cinque giorni, dopodiché il Prefetto emetterà l’apposita ordinanza. Se i requisiti psico-fisici vengono meno in maniera irrecuperabile, il provvedimento di revoca patente è permanente e la perdita dei requisiti viene constatata dall’autorità sanitaria competente. Con l’eccezione di quest’ultimo caso (revoca permanente), il conducente può agire per riottenere la patente.

Occorre distinguere due casi: se la perdita dei requisiti psico-fisici è temporanea, l’interessato può chiedere di essere sottoposto a una nuova visita medica che accerti il venir meno dell’impedimento alla guida. Se la revoca è avvenuta per violazione del cds, il conducente deve tener conto che il provvedimento dura due anni dal momento in cui è divenuto definitivo. Tre anni se c’è stata violazione degli articoli 186, 186bis e 187 del cds.

Si può anche proporre ricorso al Ministero dei Trasporti chiedendo la restituzione della patente senza aspettare i tempi di cui sopra. Il ricorso si può proporre entro venti giorni dall’ordinanza di revoca. Il Ministero è chiamato a decidere nei due mesi seguenti.

Ultima modifica: 15 marzo 2019