Revisione auto 2019: cosa cambia con il documento unico

710 0
710 0

Dal primo gennaio 2019 è stato introdotto il nuovo Documento Unico di Circolazione, il DUC, che introduce tutta una serie di novità molto significate per i proprietari di auto e moto ma quella indubbiamente più importante riguarda la sintesi con la quale vengono inserite in un’unica certificazione sia le caratteristiche chiave della vettura, targa, telaio, specificità per l’emissione di gas, omologazione dei pneumatici, che la proprietà del mezzo stesso. Se fino al dicembre 2018 in auto era obbligatorio avere il cosiddetto certificato di circolazione mentre il certificato di proprietà doveva essere esibito su richiesta soprattutto quando l’acqua era appena stata acquistata usata, ora tutti questi dettagli sono presenti su un unico certificato. Il DUC influisce anche sulle modalità della revisione auto 2019.

Revisione auto 2019: il nuovo DUC porta parecchie innovazioni

Il DUC è in essere dal gennaio 2019 ma ci vorrà parecchio tempo prima che il certificato unico possa essere distribuito uniformemente su tutto il territorio nazionale. Inizialmente infatti il Ministero dei Trasporti non ha previsto la sostituzione dei vecchi documenti che verranno cambiati solo quando l’auto cambierà proprietà e dunque i vecchi certificati saranno sostituiti dal solo DUC. Attenzione tuttavia se la vostra auto dovrà effettuare una revisione perché le cose in questo caso cambieranno. Fino a qualche tempo fa la revisione doveva essere effettuata a norma di legge, e dunque entro la fine del mese della scadenza del bollo auto, a quattro anni dall’immatricolazione per le auto nuove, ogni due anni dopo la prima revisione per tutte le altre, presso la Motorizzazione civile o presso una delle numerose officine autorizzate. In caso di superamento dei test di revisione le officine rilasciavano un bollino che veniva appiccicato sul libretto in modo che di fronte a qualsiasi controllo delle forze dell’ordine l’auto risultasse in regola.

Quest’anno invece è stata introdotta un’altra novità molto importante che è rappresentata dal certificato di revisione che verrà consegnato dopo le varie verifiche alla vettura dai meccanici autorizzati. Non più un semplice talloncino, una sorta di tagliando che dava il ‘via libera’ alla macchina regolarmente revisionata ma un verto e proprio certificato che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio. Al termine del controllo, il documento dovrà essere inviato al Ministero dei Trasporti. La cosa è molto interessante e nasce da un presupposto, purtroppo, tutto italiano che riguarda le auto usate. Il nostro paese è uno di quelli che si segnalano per il maggior numero di truffe sul numero di chilometri percorsi dalle auto usate. Vetture che vengono vendute con un numero di chilometri di gran lunga inferiori rispetto al reale. Sono tantissimi gli impianti che vengono a volte manomessi a volte addirittura sostituiti. L’iniziativa del Ministero dei Trasporti è tanto semplice quanto efficace: se di un auto, dopo un collaudo, viene segnalato anche il numero di chilometri percorsi sarà impossibile per chi acquisterà quella stessa vettura dopo qualche tempo andare incontro a una truffa.

Il certificato di revisione è uno strumento contro le truffe sui mezzi usati

Il nuovo certificato di revisione auto 2019 diventa così un documento ufficiale di grande importanza: le officine specializzate di revisione, l’ACI e la Motorizzazione lo dovranno rilasciare ai proprietari delle vetture una volta terminati tutti i controlli. È già obbligatorio dal 31 marzo 2019: il certificato non si limiterà a tracciare il numero di chilometri percorsi da ogni singola auto sottoposta a collaudo ma terrà nota anche dei collaudi eventualmente non superati. Come noto l’auto che viene sottoposta a una revisione può superare o fallire il collaudo. Se il test non viene passato all’auto può essere concessa una proroga non superiore al mese perché le eventuali manchevolezze vengano riparate: la macchina potrà circolare liberamente ma per non più di un mese fino al test successi. Se i problemi della vettura fossero talmente tanti e gravi da richiedere un intervento più organico il test viene considerato fallito e l’auto potrà semplicemente essere condotta all’officina di fiducia dove eseguire le riparazioni prima di essere di nuovo sottoposta a una revisione.

Dati di revisione e di proprietà centralizzati e a disposizione di tutti

Tutti i dati riportati dal certificato di revisione auto 2019 aggiorneranno il DUC che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista. In questo modo, sarà possibile conoscere il reale chilometraggio di un’auto in vendita e non sarà più possibile incorrere in truffe. Il costo della revisione può variare a seconda del luogo dove viene effettuata. Chi sceglie di recarsi presso la Motorizzazione spenderà sempre 45 euro. Scegliendo un meccanico autorizzato, invece, si andranno a spendere poco più di 64 euro.

Per capire se il vostro veicolo è prossimo alla revisione oppure no, bisogna ricordare che si deve procedere con la prima dopo 4 anni dall’immatricolazione e in seguito andrà eseguita ogni due anni. Fa fede la tassa regionale, il cosiddetto bollo. Dovrete sottoporre l’auto a revisione entro la fine del mese della scadenza del bollo stesso. Tenete presente che si tratta di una semplice “tolleranza”. Supponiamo che l’immatricolazione dell’auto sia stata ratificata il 24 gennaio del 2016: la data la trovate alla lettera (i) del libretto di circolazione, ma se il bollo scade a gennaio, non vi potete proprio sbagliare. La data significa che la vostra auto dovrà essere sottoposta a collaudo entro il 24 gennaio 2020 e comunque non entro il 31 gennaio se non si vuole incorrere in una sanzione che va da un minimo di 170€ a 1950€ se si circola con un veicolo sospeso perché non ha superato la revisione a oltre 8.000€ se si circola con un documento di abilitazione alla circolazione falso.

Ultima modifica: 24 giugno 2019