Quando programmare la revisione dell’auto

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Una semplice formalità che si trasforma in un rompicapo. La pandemia ha rivoluzionato anche il mondo dell’automobile e le piccole – grandi incombenze legate alle vetture di tutti noi. Come la revisione di legge da effettuare periodicamente. È nota a tutti la scansione ordinaria: quattro anni dopo la immatricolazione per la prima verifica, ogni due anni per le successive. Le disposizioni normative anti contagio hanno sconvolto anche il calendario degli automobilisti che devono adesso rifare i conti in funzione delle reiterate e non sempre chiarissime direttive governative varate in considerazione dello stop imposto agli spostamenti. Vediamo dunque quando programmare la revisione dell’auto. 

Scadenze delle revisioni 

All’atto della decisione di vietare la libera circolazione su tutto il territorio nazionale salvo comprovate esigenze (lockdown), il Governo previde al contempo forme di mitigazione dei disagi. Tra queste la facoltà di ottemperare alla scadenza periodica per l’effettuazione dei collaudi di efficienza previsti dalla legge. I proprietari di autovetture, bus, autocaravan, autotreni, autoarticolati e rimorchi con massa superiore a 3,5 tonnellate, la cui revisione era in scadenza tra marzo e agosto del 2020, hanno avuto la possibilità di mettersi in regola entro si successivi sette mesi. Gli ulteriori provvedimenti legislativi varati in autunno hanno esteso tale possibilità ai veicoli con revisione in decorrenza tra ottobre e dicembre, con scadenza fissata al prossimo 28 febbraio. Al momento non sono state fornite indicazioni in merito a ulteriori proroghe, pertanto si deve intendere che per i veicoli in scadenza alla fine di gennaio 2021 si dovrà procedere come in precedenza, ovvero entro la fine del mese successivo (febbraio 2021).

Revisione auto: scatta l’aumento

È già una certezza invece l’aggravio dei costi inerenti la pratica di revisione auto. Dieci euro in più su ogni rinnovo, tanto prevede l’emendamento alla Legge di Bilancio 2021 che ha introdotto un aumento dell’importo dai precedenti 45 euro a 54,95 euro, se il controllo viene eseguito presso le sedi provinciali del Dipartimento dei trasporti terrestri (Motorizzazione). Nel caso ci si avvalga invece della rete di officine specializzate dislocata sul territorio, il costo finale all’utente sale a 76,83 euro. Una notizia davvero poco piacevole per gli automobilisti ai quali, come spesso accade, vengono riservate “attenzioni” particolari da parte dello Stato che li vede come un comodo bancomat cui attingere. E non sembra in grado di compensare gli esborsi l’immancabile bonus escogitato dal Governo per indorare la pillola. Si chiama “Veicoli sicuri”, è d’importo pari ai 9,95 euro dell’aumento, ma l’automobilista potrà utilizzarlo una sola volta nei successivi tre anni dal varo. Ma soprattutto le risorse stanziate ad hoc, 12 milioni di euro, restringono di molto la platea dei fruitori.

Ultima modifica: 17 febbraio 2021