Quando l’auto diventa d’epoca

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Vecchie auto di cui disfarsi al più presto o meravigliose creazioni piene di fascino? Le automobili antiche dividono ma possono contare sempre su un consistente stuolo di inguaribili appassionati pronti a grandi sacrifici pur di poterne avere una in garage. Se poi ci si aggiunge il valore affettivo legato a una eredità ricevuta dal nonno o dal papà, e se magari si considera anche che gli oneri gravanti sul mezzo beneficiano di qualche agevolazione, si comprende il perché di tanto affetto. Ma vediamo quando l’auto diventa d’epoca e cosa comporta tale attestazione formale non semplicissima da ottenere.

Quando l’auto diventa d’epoca, i requisiti anagrafici

Le norme che regolano la materia sono cambiate abbastanza recentemente. Nel 2014 fu il governo Renzi a introdurre criteri più restrittivi per l’ottenimento dello status formale. Per essere considerata “d’epoca” un’auto deve essere stata costruita almeno da 30 anni.

È questo il requisito anagrafico minimo per poter richiedere l’iscrizione a uno dei Registri dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI). Si tenga presente che il discrimine è dato dal numero di anni intercorsi dalla costruzione e non dalla prima immatricolazione. È possibile iscrivere ai Registri anche le vetture non più circolanti e già cancellate dal Pubblico registro automobilistico (Pra). In tal caso si provvede a ritargare il mezzo assegnandogli un nuovo libretto di circolazione. È importante che l’auto d’epoca, per essere considerata tale, sia fedele all’originale e si presenti in condizioni decorose.

È fondamentale per capire quando l’auto diventa d’epoca considerare che con la citata modifica normativa che ha retrodatato di dieci anni il precedente limite di 20 anni è stata introdotta anche una apposita lista di marche e modelli che sono ritenuti plausibili della speciale classificazione. L’elenco è formato da 340 tipologie: soltanto questi possono dunque accedere alla iscrizione nei Registri ASI e ai relativi benefici, dalla esenzione del bollo (variabile a seconda delle Regioni) agli sgravi sulla assicurazione.

Condizioni per poter circolare su strada

Le auto d’epoca (o storiche) devono superare una revisione periodica biennale, alla pari di quanto è previsto per le altre vetture che abbiano compiuto il quarto anno di età. Nel caso il veicolo non sia circolante da tempo e si voglia rimetterlo in strada si può resicriverlo al Pubblico registro automobilistico ai sensi della Legge 53/1983. Stessa condizione per gli autoveicoli che siano stati cancellati per mancato pagamento del bollo per tre anni consecutivi.

Per poter procedere con l’operazione è necessaria l’iscrizione in uno dei registri previsti dall’articolo 60 del Codice della Strada. Infine alcune curiosità che forse in pochi conosceranno: nella circolazione su strada con auto d’epoca non si ha l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza, ma solo se la vettura non è predisposta in origine dei punti di attacco. Altrettanto si può evitare di accendere le luci di posizione anche di giorno purché il veicolo sia iscritto all’ASI.

Ultima modifica: 19 novembre 2019