Quali sono i modelli più belli della Moto Guzzi

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Forme e colori diversi, motorizzazioni differenti, ma le Moto Guzzi hanno sempre qualcosa in comune che le rende inconfondibili anche in mezzo a tanti altri modelli di ben altri brand.

E’ quel rumore, che gli appassionati chiamano suono, inconfondibile del bicilindrico a V. Non è solo la nota meccanica distintiva, è proprio un marchio di fabbrica. Se non c’è quel suono non è Moto Guzzi.

Moto Guzzi, un secolo di storia in 50 modelli

Sono più di una cinquantina i modelli prodotti dal 1921 a oggi dalla casa di Mandello. Alcuni hanno lasciato il segno non soltanto nel cuore degli appassionati di moto, ma anche nella Storia.

Prima di posare lo sguardo sulle nuove espressioni della casa, entrata a far parte del Gruppo Piaggio, con la V7 III Carbon, Milano e Rough, della V7 III Racer, delle V9 Roamer e V9 Bobber, forse è meglio dare uno sguardo al passato, quello più lontano, fino al più recente per capire come è nato e attraverso quali modelli si è consolidato il mito Moto Guzzi.

Bisognerebbe forse partire dalla “Normale”. Oggi con quella linea così esile farebbe pensare di più a una bici elettrica, ma nel 1921, quando uscì, era una novità assoluta nel panorama. Sembrerà banale, ma il tratto distintivo fu il cavalletto centrale. Era in assoluto la prima moto a montarlo.

E aveva anche un’altra particolarità: raggiungeva gli 80 chilometri orari con un motore da 8 cavalli. Decisamente tanto per l’epoca. E sul serbatoio compare per la prima volta il marchio destinato a fare la storia delle due ruote.

C’è quell’aquila del Corpo Aeronautico della Grande Guerra che voleva ricordare uno dei primi soci della Guzzi, il pilota e aviatore Giovanni Ravelli, morto in volo nel 1919.

Le insegne dell’aviazione portano bene: più tardi il Cavallino rampante di Francesco Baracca sarà il marchio indelebile delle auto da corsa Ferrari.

Moto Guzzi, la Norge alla conquista di Capo Nord

Da di un dirigibile e da un’impresa epica, prende in nome la prima vera motocicletta Moto Guzzi. Si chiama Norge e nel 1928 e sperimenta per la prima volta un telaio elastico.

La casa di Mandello abbandona i telai presi dalle biciclette e nasce il modello GT, che per l’impresa di Capo Nord diventerà appunto la Norge e porterà Moto Guzzi a produrre 2500 moto nel 1929.

Ma è la seconda guerra mondiale a dare il grande slancio grazie a uno dei modelli più riusciti di sempre l’Airone 250, prodotto in quasi 30 mila esemplari in prevalenza per l’esercito italiano.

Se c’è stata una moto che ha rappresentato il sogno di tanti italiani pronti a tuffarsi nella rinascita del dopoguerra, è sicuramente il Guzzi Falcone. Bellissima e potentissima. Con i suoi 500 centimetri cubici di cilindrata era la potenza massima che una moto potesse esprimere per l’epoca. E portava anche grandi innovazioni tecnologiche, come la forcella telescopica per la sospensione anteriore.

Ancora oggi le forcelle rovesciate rappresentano una soluzione collaudatissima per i modelli sportivi. Se gli anni 50 per Moto Guzzi sono contrassegnati dal Falcone rosso, gli anni 60 segnano invece la nascita del motore V2 che si posizione longitudinalmente e che diventa un tratto distintivo di tutte le produzioni successive.

Moto Guzzi, nasce il mito California

Bisogna aspettare gli anni 70 per veder nascere la moto che resterà per anni e anni la più famosa e desiderata. Parliamo della California del 1974. Potenza, affidabilità e stile tutto italiano ne faranno un’icona di quegli anni e la California tornerà anche in tempi più recenti, riveduta e aggiornata, ma sempre uguale nel carattere.

La California III del 1987 dispone di iniezione elettronica e di carena integrale. Ancora oggi è un simbolo della casa di Mandello fino a riproporsi in versione 1100 nel 1996, sempre a iniezione elettronica.

La versione 1400 del 2012 ha spopolato ovunque. Nella versione Ambassador se ne sono innamorati anche negli Stati Uniti, al punto da usarla come moto della polizia di Los Angeles.

Degli anni 2000 resterà sicuramente la Griso 1100. Un nome storico, preso in prestito dai Bravi dei Promessi Sposi per sottolineare il carattere spavaldo e intraprendente. In realtà Griso 1100 di Moto Guzzi è un concentrato di innovazione tecnologica. Monta ovviamente un motore bicilindrico a V e ha debuttato al cinema assieme a Bruce Willis nel “Il mondo dei replicanti”.

Esistono anche le versioni 850 e 1200 di cilindrata, ma la 1100 è il modello più amato dai bikers di tutto il mondo, che si sono cimentati nelle personalizzazioni più audaci.

Moto Guzzi, le sportive entrate nella leggenda

Se vogliamo guardare al mondo delle sportive, Moto Guzzi è famosa per la Le Mans, non la gara che ha prestato il nome, ma una delle moto più innovative che la casa di Mandello abbia mai prodotto per il mondo delle corse.

Ha 850 cc di cilindrata e propone la frenata integrale, un’innovazione firmata proprio da Moto Guzzi ed esportata in tutto il mondo. Se pensiamo al design, ancora oggi quelle linee sono attualissime, pur essendo state progettate nel 1976. Facciamo un altro passo indietro e arriviamo al 1971 e restiamo nel panorama delle sportive.

E’ la V7 Sport 750 a dominare la scena con il suo motore bicilindrico a V. Offre un’ottima tenuta di strada, grazie a un assetto eccezionale per i suoi 70 cavalli di potenza che consentono di superare allegramente i 200 chilometri orari.

Le altre moto di categoria restano sempre indietro. C’è un dettaglio non da poco nella progettazione di questo gioiello: motore e telaio sono perfettamente integrati.

Una simbiosi straordinaria che sopravvive ancora oggi nelle versioni aggiornate Racer e Stone. Ma se vogliamo fare un passo nella leggenda bisogna tornare agli anni del dopoguerra. Anni pionieristici contrassegnati anche dal marchio Moto Guzzi, grazie a Dondolino 500.

Nacque dalla matita di Giulio Cesare Carcano che parte dalle linee della Condor. Deve essere adatto alle gare che si correvano lungo le strade dell’Emilia Romagna. Percorsi misti, dunque, per una moto leggera che fa di quell’andatura ondeggiante quando è lanciata ad alte velocità, un tratto distintivo.

E’ anche una moto abbastanza economica. Di qui il suo successo per una platea che usciva dalla miseria della guerra.  Sono forse i modelli più belli. Passarli in rassegna tutti diventa davvero difficile, anche per la grande libertà di customizzazione che Moto Guzzi lascia ai suoi fan.

 

 

 

 

 

Ultima modifica: 11 aprile 2019