Quali sono le differenze tra MotoGp e Superbike

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Per apprezzare appieno uno sport bisognerebbe forse conoscerne la storia, il regolamento, le caratteristiche dei maggiori protagonisti e comprendere la tecnica. Non sfugge a questa semplice, forse banale regola anche il motociclismo, che ha davvero tante declinazioni, dettate mica solo dalla potenza delle moto. E le differenze possono essere davvero sostanziali tra una disciplina e l’altra, anche quando le moto in gara potrebbero somigliarsi e avere alcuni punti di contatto. Non è certamente il caso dei campionati di Superbike o di MotoGP.

Superbike e MotoGp, campionati “gemelli”?

Stabiliamo subito le differenze più evidenti e poi passiamo ad analizzare più nel dettaglio le due discipline. Volendo sintetizzare esistono divergenze enormi dal punto di vista tecnico, perché nel campionato di Superbike vengono utilizzate moto di produzione seriale, con opportune, sicuramente “spinte” modifiche.

Nella MotoGP siamo di fronte a qualcosa di simile nell’automobilismo alla Formula 1: vengono utilizzati dei prototipi pensati, progettati, realizzati e collaudati per quel tipo di gara e per il pilota che le adopererà.

Le altre differenze stanno sicuramente nel regolamento, con il campionato di MotoGP che segue grossomodo la struttura di un gran premio automobilistico, con una giornata di qualifiche per comporre la griglia di partenza, mentre nel campionato di Superbike le qualifiche vengono effettuate in quattro tempi diversi e con modalità che prevedono un primo turno per stabilire il miglior tempo per ciascun pilota; un secondo turno dove i primi 20 si contendono la Superpole1.

Al termine di questa c’è un’altra scrematura, che riguarda solo 16 piloti che corrono per la Superpole2 utile a definire gli 8 tempi migliori da ammettere alla Superpole3 che definirà le prime due file di partenza, composte ognuna da 4 piloti, e non da tre come nel MotoGP.

Ma prima di arrivare alle questioni regolamentari, che presentano anche altri spunti per un paragone più profondo, è sicuramente la parte meccanica a dividere profondamente la Superbike dal MotoGP.

Superbike, i costi astronomici del MotoGP

Per gli appassionati di numeri possiamo fornire anche un dettaglio di poco conto, che però può aiutare a comprendere anche la dimensione delle differenze tra una moto che corre in Superbike e una che gareggia in MotoGP e parliamo del valore economico assoluto.

Un prototipo da MotoGp può arrivare a costare anche fino a 1 milione e mezzo di euro, mentre una Superbike, che deriva appunto da una moto di serie, generalmente ha un costo che oscilla tra i 100 mila e i 300 mila euro.

Una bella differenza e vediamo subito di perché. Il primo motivo è facilmente intuibile. Una moto da Superbike nasce da un progetto pensato per una moto da strada.

In pista, in officina vengono potenziate alcune caratteristiche, vengono modificate alcune qualità; la moto viene anche adatta allo stile di guida del pilota che la monterà.

In MotoGP siamo di fronte a un progetto completamente diverso, che parte sicuramente dal motore. Qui il propulsore viene progettato per rispondere a un requisito di velocità.

E infatti l’errore più comune che si fa per paragonare un campionato di Superbike con uno di MotoGP riguarda i tempi realizzati sulle stesse piste.

Superbike e MotoGP, il tema della velocità

Niente di più sbagliato considerare il Superbike un campionato secondario perché magari a parità di condizioni esterne (stato della pista, condizioni meteo ecc ecc) una moto da MotoGP realizza tempi migliori anche se di un soffio.

Il motore per queste moto è pensato per sostenere un numero di giri diverso da quello di una Superbike, che deriva sempre da moto di serie, che vanno su strada e sulle quali non si può “forzare” all’infinito.

Basti pensare che una due ruote da MotoGp può arrivare a sfruttare fino a 260 cavalli di potenza per superare anche i 17 mila giri al minuto. E’ un livello che una moto da Superbike che arriva a 220 – 230 cavalli di potenza non può raggiungere.

E c’è anche una differenza di peso di una decina di chili in media a favore del MotoGP. Una Superbike, proprio per la derivazione da moto da strada, è sicuramente più pesante.

E poi c’è la componente della cilindrata. Quella da MotoGp è una moto che non supera gli 800 cc di cilindrata, mentre una Superbike può essere da 1000 a 4 cilindri o da 1200 a 2 cilindri. Gli 800 cc dell'”avversaria” vanno su 6 cilindri.

Un dettaglio non da poco, perché a parità di cilindrata, il numero maggiore di cilindri assicura più potenza. Ecco una delle ragioni della velocità maggiore delle moto da MotoGP. Ma c’è anche la componente pneumatici a dettare la differenza.

In MotoGP si utilizzano gomme giapponesi che consentono angoli di piega che gli pneumatici da Superbike non permettono.

Superbike, tutta questione di marketing?

Al di là del regolamento o delle distanze tecniche, la differenza più evidente è sicuramente in una diversa filosofia di marketing che le case costruttrici e i team mettono in campo sia nel MotoGP, sia nel Superbike.

Mentre per i primi il valore più grande è rappresentato dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica finalizzata alla gara, nel Superbike appare fin troppo evidente una finalità rivolta a un obiettivo commerciale.

La spinta tecnologica è finalizzata a migliorare, potenziare e valorizzare le prestazioni di una moto fondamentalmente di serie, e dunque che deve essere venduta al grande pubblico.

Una differenza per così dire filosofica toglie dunque fascino a una competizione piuttosto che all’altra? La domanda è legittima, ma la risposta non può essere che un bel no convinto. In fondo una cosa accomuna sicuramente le due competizioni: la ricerca della velocità, nell’una e nell’altra disciplina.

Quel che non ha sicuramente un senso è la ricerca del migliore in assoluto, tra due specialità che in fondo non dialogano tra loro. Il miglior pilota, il miglior tempo, la miglior moto tra due livelli che procedono parallelamente.

Ma tutto sommato si tratta di discorsi che alimentano sicuramente l’interesse attorno al mondo del motociclismo e che rientrano comunque nelle normali dinamiche del pubblico, magari quello meno attrezzato tecnicamente, ma di sicuro il più appassionato.

 

 

 

 

Ultima modifica: 18 aprile 2019