Quali sono le zone interessate al blocco auto Milano

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Milano, come molte altre città, forse anche più di molte altre città, si è ritrovata negli ultimi vent’anni a fronteggiare una vera e propria emergenza inquinamento. Che questa sia stata causata dagli scarichi delle industrie nell’atmosfera, dagli impianti di climatizzazione e di riscaldamento o dal traffico urbano poco importa. I dati sono evidenti e l’amministrazione comunale è intervenuta più volte nel tentativo di abbattere i limiti delle polveri sottili e delle sostanze inquinanti rilevate dai sensori sparsi sul territorio comunale. Ci sono state giornate di chiusura totale al traffico, domeniche di blocco auto quasi assoluto ma alla fine l’unica cosa che spazza via la coltre arancione di smog sulla città è solo un minimo di vento. E come noto Milano non è per nulla una città ventosa. Dunque da diversi anni si è passati a un’azione più radicale che riguarda il traffico all’interno della città.

Milano è con Roma la metropoli italiana per eccellenza: ogni giorno decine di migliaia di veicoli percorrono le arterie dalla Brianza, dal Cremasco, dal Lodigiano e anche dalla Liguria per trasferire un esercito di pendolari al lavoro. Intorno alla città si snodano le arterie dell’A4, che attraversa un lungo e trafficatissimo tratto cittadino, le tangenziali Nord, Est e Ovest, la nuova BreBeMi e gli snodi verso Bologna e Genova. Lungo l’anello delle tangenziali si muovono un’infinità di mezzi pesanti indirizzati ai tantissimi magazzini logistici che servono tutto il nord Italia.

Perché questa lunga premessa? Solo per spiegare che Milano non è una città per niente facile da amministrare sotto l’aspetto logistico e veicolare e a quanto pare l’unica cosa che sembra poter togliere il capoluogo alla morsa dell’inquinamento sono i blocchi al traffico e le aree chiuse.

Nel 2008 nasce l’Area C, gli inquinanti si abbassano di un quinto

Nel 2008, affrontando non poche critiche da parte di residenti e cittadini, il Comune di Milano intraprende un progetto ambizioso, quello di trasformare la Zona a Traffico Limitato della Cerchia dei Bastioni in un’area regolamentata da pedaggi. Chi entra nel centro di Milano, un’area molto ridotta rispetto alla superficie del Comune – poco più di 8 km quadrati rispetto ai 181 del territorio municipale – deve pagare. Vengono eretti i varchi, installate le telecamere ed effettuati i primi test: per pagare il transito si parte con una card, l’Ecopass, poi in pochi anni si passa a un ticket prima cartaceo e poi elettronico acquistabile un po’ ovunque o pagabile anche con smartphone e Telepass.

Di fatto l’Area C ottiene due risultati: aumenta gli introiti del Comune in termini di soste, sanzioni e pedaggi e abbatte il traffico e le sostanze inquinanti di quasi un quinto. Con il passare delle amministrazioni l’Area C non solo è rimasta ma è stata ampliata e controllata in modo ancora più rigido.

Oggi i varchi controllati dalle telecamere sono ben 43: ogni telecamera è collegata a una centrale operativa in grado di intercettare le targhe non autorizzate a transitare dal varco. Se quella targa non viene ‘liberata’ dal pagamento del pedaggio entro 24 ore, scatterà la sanzione amministrativa.

Dal primo esperimento del 2008 all’Area C così come la conosciamo oggi, di fatto un anello chiuso ai non residenti o autorizzati nel cuore della città, passano quattro anni. Il paradosso è che se il centro di Milano oggi gode di un minore tasso di inquinamento, tutto il resto della città rimane vittima dello smog.

Nel 2019 nasce l’Area B per tagliare fuori dalla città i mezzi inquinanti

Con la stessa filosofia dell’Area C è nata da alcune settimane l’Area B, molto più ampia e distribuita che punta a coinvolgere le cittadine più vicine dell’area metropolitana (Cormano, Rho, Pero, Sesto, Cinisello Balsamo).

Si parla di una superficie di 128 chilometri quadrati: in questo momento al mondo non esistono altre città con una tale ampiezza di controllo del traffico e sicuramente per mettere a regime i provvedimenti occorrerà altro tempo. In questa prima fase l’Area B vieta dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, il transito ai veicoli Euro 0. Parliamo di macchine datate, sicuramente molto inquinanti: anno dopo anno la fascia di veicoli coinvolti nel blocco auto, sia benzina che diesel come metano o GPL diventerà sempre più ampia.

L’obiettivo è quello di togliere dalla strada almeno mezzo milione di veicoli. Il piano prevede fin da oggi tutte le restrizioni ipotizzate fino al 2030. Essere residenti non basta: chi vive all’interno dell’Area B ha diritto a un numero contingentato di transiti, nel primo anno sono 50 e poi si dimezzerà fino ad annullarsi progressivamente.

Il senso del provvedimento è chiaro: portare le persone che devono spostarsi a Milano a fare una scelta radicale verso mezzi non inquinanti o verso il trasporto pubblico. L’impatto del provvedimento è stato notevole anche se per il momento dall’amministrazione comunale arrivano più inviti che sanzioni e anche l’atteggiamento della Polizia Municipale, chiamata a sorvegliare sul territorio l’immane movimento di veicoli, è stato soprattutto quello di informare più che multare.

Ma nel frattempo anche l’Area B sarà dotata di varchi controllati elettronicamente con telecamere e sensori e a poco a poco le restrizioni si trasformeranno in sanzioni amministrative per i non rispettosi dei limiti. Le prime sedici telecamere sono già state installate e sono operative: altre settantotto entreranno in funzione entro la fine dell’estate per arrivare ad almeno 100 postazioni video-controllate entro la fine dell’anno. Il sito del Comune di Milano, alla voce Area B, si aggiorna ogni volta che i varchi vengono allestiti e messi in rete.

I primi sedici varchi videocontrollati sono quelli di via Anassagora, via Baroni, via Basilea, via Cassinis, via Carlo Feltrinelli, via Fantoli, via Gallarate, via Giuditta, via Gonin, via Mecenate, via Pasta, via Pirelli, Rogoredo, viale Sarca, via Tofano e via Zurigo. Contemporaneamente a questo massiccio investimento tecnologico (circa 13 milioni di euro per realizzare e allestire i varchi) il Comune ha avviato una serie di iniziative per incentivare la rottamazione dei veicoli inquinanti che per altro va di pari passo con la stessa iniziativa prevista dalla legge di bilancio 2019 del Governo Conte.

Basterà per abbassare la soglia dell’inquinamento? In questo momento a Milano si registra un valore PM10 (particolato) eccessivo. Questa serie di blocchi auto è sicuramente l’iniziativa più radicale e intensa non solo in Italia ma forse in Europa. Tante le città, da New York, a Parigi, a Manchester, che guardano all’esperimento milanese con curiosità.

Ultima modifica: 15 aprile 2019