Quadricicli a motore: cosa c’è da sapere

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C’è chi li chiama microcar, o macchinette. Sono sempre quadricicli a motore. Hanno cioè quattro ruote e un motore, che può essere elettrico, a benzina o diesel. Non possono viaggiare in autostrada, ma sono una validissima soluzione nel traffico cittadino, tant’è che i quadricicli a motore, nati per soddisfare le pretese di un pubblico molto giovane, stanno conquistando sempre di più gli over 35.

Quadricicli a motore, un mercato rivolto anche agli over 35

La facilità con cui si parcheggiano, la possibilità di usarli nelle versioni elettriche, nelle ztl o quando ci sono particolari restrizioni al traffico, fanno dei quadricicli a motore una ottima risposta alle necessità di un mercato adulto, fatto di professionisti in particolare, che per esigenze varie li preferisce alla moto o allo scooter. Restano in ogni caso il mezzo di trasporto, e di divertimento, preferito dai giovanissimi, anche se piuttosto costosi.

Vediamo però quali requisiti occorrano per poter guidare i quadricicli a motore. Occorre, come per tutti i veicoli, una patente di guida, ma sono sufficienti le patenti di categoria AM e B1, a seconda della “macchinetta” che si è scelta.

Essendo destinati a un pubblico giovanissimo, possono essere guidati anche dai ragazzi che abbiano compiuto i 14 anni di età e siano in possesso della patente AM. La microcar non deve avere però una motorizzazione superiore ai 50 centimetri cubici di cilindrata e chi la guida deve avere una patente AM.

Se si vuol salire un po’ di categoria, bisogna aspettare di aver compiuto i 16 anni e possedere una patente B1, per guidare i quadricicli a motore con una cilindrata non superiore ai 125 centimetri cubici. In questo caso si potrà ospitare anche un passeggero.

Inutile specificare che con la patente B, che in caso di possesso della B1 si ottiene con il solo esame di guida, una volta compiuti i 18 anni, si possono guidare tutti i quadricicli a motore.

Quelli con una motorizzazione non superiore ai 50 cc, non possono superare i 45 chilometri orari. Ma non è raro trovarne con motori modificati per superare questo limite. E’ rischioso, non soltanto per le sanzioni previste dal codice della strada, ma soprattutto per la sicurezza di chi è a bordo. Problema che si pone anche per i quadricicli a motore di cilindrata pari o inferiore ai 125 cc.

Questi possono arrivare a un massimo di 70 chilometri orari. La loro massa complessiva non può superare i 350 chilogrammi. La loro scocca è molto leggera, dunque e i sistemi di protezione lasciano un po’ a desiderare.

Quadricicli a motore, il problema della sicurezza

Se si cerca un veicolo sicuro, che superi in questo ambito, uno scooter o una motocicletta, il quadriciclo a motore non è certamente la risposta più adeguata. In termini di stabilità, di aderenza all’asfalto non sono il massimo dell’affidabilità e per guidarli occorre davvero buon senso, che spesso i più giovani non hanno. Molti veicoli di questo tipo sono infatti altamente sconsigliati, se non si ha uno stile di guida equilibrato e responsabile.

Non hanno sistemi di protezione affidabili quando quelli di una classica vettura, anche in versione citycar. E paradossalmente sono meno affidabili, sotto il profilo della sicurezza, di una motocicletta o di uno scooter.

La scelta di regalare una macchinetta a un figlio giovanissimo, va fatta quindi con molta responsabilità. D’altro canto possono essere una grande risposta alla ricerca di autonomia dei ragazzi per i piccoli spostamenti quotidiani.

Per sopperire quindi alla carenza di sicurezza, è forse più opportuno sottoporre i quadricicli a motore a controlli meccanici più frequenti. Controllare sempre lo stato degli pneumatici e sceglierne di adeguati al tipo di strada che si percorre abitualmente e al periodo di utilizzo. Controllare sempre il sistema frenante, lo stato del motore e attenersi a tutte le prescrizioni del codice della strada.

Se a guidarli sono ragazzi giovanissimi, è bene sapere che i controlli da parte delle forze di polizia, per chi guida microcar, sono più stringenti. Così come sono più gravi le sanzioni previste dal codice della strada per le infrazioni commesse da minorenni alla guida di quadricicli a motore.

Quadricicli a motore, cosa dice il codice della strada

E’ bene ricordare che l’uso della cintura di sicurezza è obbligatorio e trattandosi di veicoli non particolarmente brillanti in fatto di crash test, è meglio usarla anche se si dovesse andare a passo d’uomo.

Più in generale modificare una microcar per ottenere maggiori prestazioni in termini di velocità può costare davvero caro. Per chi modifica il veicolo la multa va da 389 a 1556 euro. Per chi viene sorpreso alla guida di un quadriciclo modificato la sanzione va da 148 a 594 euro. Anche per quanto riguarda le modalità di parcheggio, divieti e sanzioni non fanno differenza tra quadricicli a motore e e vetture classiche.

Bisogna rispettare le delimitazioni di strisce blu o gialle, secondo i regolamenti comunali. La presenza di una targa fa sì che si possa sempre risalire al proprietario per elevare una multa, qualora questi non sia presente quando viene riscontrata l’infrazione.

Quadricicli a motore, quanto costano

Al di là degli aspetti meno incoraggianti all’acquisto, c’è da dire che gli ultimi modelli, soprattutto di case storiche del settore, sono davvero belli e accattivanti. Anche le rifiniture non sono più spartane come una volta.

Spesso hanno anche dotazioni elettroniche pari a quelle di citycar e sull’estetica c’è davvero l’imbarazzo della scelta. L’ultima considerazione riguarda i costi.

I quadricicli a motore, specie nelle versioni elettriche, non sono veicoli economici e non è il caso, data la fragilità della loro carrozzeria, orientarsi su modelli usati. Per avere una buona e bella macchinetta bisognerà mettere in bilancio tra i 10 e i 15mila euro.

Una cifra importante, specie se è per una prima vettura per un adolescente. Il mercato dell’usato offre sicuramente scappatoie più abbordabili, ma la spesa da affrontare può oscillare tra i 2000 e i 7000 euro.

Valgono le considerazioni fatte prima: essendo veicoli soggetti a incidenti, con conseguenze più gravi che per una normale vettura, la possibilità di non trovarsi di fronte a un buon affare non è poi tanto remota.

Ultima modifica: 19 febbraio 2019