Pulizia debimetro: come eseguirla in sicurezza

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Debimetro, uno strumento che ormai è presente praticamente in tutti i mezzi, diesel o benzina di nuova generazione, che prevedono l’utilizzo di una centralina elettronica per l’alimentazione del motore. A vederlo non sembra chissà cosa, il pezzo che in origine era di metallo è stato sostituito da un collettorino in plastica che apparentemente sembra costare pochi euro e valere ancora meno. In realtà, anche se il suo valore ordinario è di poche decine di euro, parliamo di un pezzo fondamentale per il funzionamento del mezzo, un domani potrebbe essere proprio questo pezzetto di plastica a lasciarci a piedi.

Funzioni del debimetro

Il debimetro misura la quantità di aria che deve essere immessa nel motore: questo cilindro misura la necessità d’aria del motore, invia i dati alla centralina elettronica che agisce di conseguenza provvedendo alla necessaria erogazione del carburante. Il debimetro funziona sulla base di un principio semplice e collaudato, anche se negli ultimi anni sono state sviluppate nuove tipologie di questo apparecchio: esiste il debimetro meccanico, ormai in disuso e quasi esclusivamente destinato a mezzi originali di un certo valore e di qualche anno di evita e il più comune debimetro elettrico. Il MAF è stato per diversi anni il debimetro meccanico più diffuso, un piattino basculante che in base alla regolazione dell’aletta di apertura regolava l’immissione dell’aria. Un pezzo di ingegneria di alto livello. Un altro mezzo affascinante è quello a filo caldo che rileva la quantità d’aria con la variazione della corrente che passa all’interno di un resistore. Il filo ha una temperatura base di 120°: quando l’aria entra per accedere al motore il filo si raffredda… Lo sforzo dei progettisti è sempre quello di garantire il miglior risultato e la funzionalità più efficace a costi contenuti.

Il debimetro non si rompe: ma può sporcarsi e fare dei danni

Abbiamo parlato della sigla MAF che sta per Mass Air Flow: questo genere di debimetro è stato progettato per resistere e durare a lungo nel tempo. In teoria sono pezzi che non prevedono manutenzione e che non dovrebbero rompersi praticamente mai ma la realtà dei fatti è che ai nostri motori chiediamo sempre di più in termini prestazionali e molto spesso non garantiamo nulla, nemmeno un po’ di pulizia, risparmiando sui tagliandi, sulla qualità del carburante, sulla sostituzione dei filtri. E qualsiasi motore sottoposto a stress, sbalzi di temperatura, tirate di centinaia di chilometri a pieno regime potrebbe anche decidere di prendersi una vacanza. Il debimetro, in particolare nelle auto dotate di centralina elettronica, è fondamentale: alcuni amano definirlo il polmone del motore, in realtà se consideriamo che il suo controllo è elettronico, può essere rappresentato meglio dall’idea di un sistema nervoso.

Come ci si rende conto che il debimetro non funziona più nel modo dovuto? Semplice, diesel o benzina il motore avrà un calo di pressione, dei colpi a vuoto: non si tratta semplicemente di un piccolo calo prestazionale ma di una vera e propria crisi che si manifesterà schiacciando l’acceleratore. La macchina non risponderà ed evidenzierà una sorta di crisi cardiorespiratoria. Il debimetro si sporca: non è frequente, ma può succedere. L’aria calda sotto il cofano del vano motore finisce per aumentare un giro di polveri e di residui che il debimetro aspira, come fa per sua stessa natura, e finisce per incrostarsi e sporcarsi portando al motore meno aria di quanto dovrebbe.

Pulizia debimetro: servono cautela, acqua e sapone

Pulire un debimetro non è un’operazione particolarmente complessa e chiunque è in grado di farlo: ma se proprio non si vogliono correre rischi rivolgetevi a un meccanico che, per altro, eseguendo le operazioni di manutenzione e tagliando con regolarità, dovrebbe sicuramente intervenire con un set up dello strumento. Indicativamente diciamo che un debimetro dovrebbe essere ripulito dopo circa 60mila chilometri: ma questa previsione resta del tutto aleatoria se la macchina viene “spremuta” più del dovuto o se è sottoposta a frequenti sbalzi di temperatura. Pulire il motore, un’operazione che pochi effettuano, è sicuramente una prevenzione adeguata per evitare guasti. Ecco qualche piccolo accorgimento e un breve manuale: il debimetro è un sensore e come tale è delicato. Non sparategli addosso getti di aria compressa convinti che basti questo a ripulirlo. Così come non bisogna inondarlo di prodotti come alcol, benzina o solventi. Meglio evitare di colpirlo, anche solo leggermente, per rimuovere eventuali incrostazioni.

Per prima cosa il debimetro va rimosso dalla sua collocazione e staccato dal cavo elettrico che lo alimenta, poi lo si estrae dal cilindro cui è fissato con due viti resistorx autofilettanti (la misura di solito è una T20) che possono essere rimosse con la chiave appropriata. Il debimetro non è solo avvitato al cilindro ma è anche letteralmente incastrato all’interno della sua sede per evitare qualsiasi infiltrazione. Bisogna provvedere a rimuoverlo con forza ma senza fare danni. Una volta che avete il debimetro in mano vedrete che il sensore sarà sporco solo da un lato, quello investito dal flusso di aria: basta appoggiarlo in una bacinella con un po’ d’acqua e sapone neutro che andrà a sciogliere i depositi di olio sulle retine. Solo dopo averlo asciugato con cura lo si accarezza con un leggero soffio di aria compressa, non da vicinissimo, con le bombole utilizzate di solito per pulire le tastiere dei pc o i circuiti stampati dei processori. C’è anche chi usa il compressore ma la pressione dell’aria può essere eccessiva e fare dei danni. Bastano pochi secondi e il debimetro è pulito ed è pronto per essere rimontato e funzionare nel modo migliore per altre decine di migliaia di chilometri. Un debimetro sporco come abbiamo detto farà girare male il motore, comporterà uno spreco di carburante, renderà del tutto inefficace qualsiasi spunto in accelerazione. Il corretto funzionamento del debimetro può anche essere verificato con un tester che misura il valore del flusso dell’aria che, a motore spento è tra 97 e 100 arrivando a picchi di 1200 e a una media di 900 con il motore in movimento. Se i valori sono questi il debimetro funziona correttamente, diversamente bisogna intervenire.

Ultima modifica: 7 giugno 2019