Tutto quello che c’è da sapere sul protossido di azoto

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Il protossido di azoto, anche chiamato NOS, è conosciuto dai medici come gas esilarante ed è utilizzato in modo abbastanza frequente negli ambulatori odontoiatrici per sedare i pazienti.
Questo gas ha numerose applicazioni, in campi anche molto differenti tra loro: il gas esilarante per esempio è molto più utilizzato – come narcotico o come aiuto alla sedazione – negli Stati Uniti rispetto all’Italia, dove si studia con molta attenzione invece quella che è la sua applicazione nell’ambito della combustione e dell’industria automotive.

Sovralimentazione del motore

Il protossido di azoto (N2O) parte da un principio chimico semplice e piuttosto elementare: quando prima degli anni ’80, si cercava di far partire un motore di auto a benzina fermo da un po’ si “arricchiva” la miscela di combustione con aria: infatti in questo processo di sovralimentazione la logica era quella di dare ossigeno alla combustione.
Con l’avvento dei motori turbo compressi questa riflessione si è spostata a un altro livello: infatti i turbo compressori hanno aggiunto cavalli e ridotto i consumi. I motori hanno rapidamente subito un’evoluzione che è stata naturale ma anche estremamente rapida.

Oggi, il metodo più semplice, economico e funzionale per dare più ossigeno al nostro motore senza dovere ricorrere ai turbocompressori è la sovralimentazione chimica.

Funzione del NOS

Il protossido di azoto è stato ribattezzato NOS perché questa era il nome dell’azienda che brevettò per prima il sistema di produzione e di stoccaggio del gas: la formula chimica, N20, ci dice invece chiaramente che la sua composizione è basata da due atomi di azoto e uno di ossigeno.
Se l’aria che respiriamo, la stessa che finisce nelle camere di combustione delle nostre auto, contiene circa il 20% di ossigeno, il protossido di azoto garantisce il 38% di ossigeno al motore: quasi il doppio. È come fare un’iniezione di ricostituente alla nostra macchina che, una volta che questo gas entrerà in circolo, soprattutto quando la temperatura del motore sarà particolarmente alta, garantirà parecchi cavalli in più.

Il protossido d’azoto di fatto consente di bruciare più carburante e incrementare la potenza del motore. Oltre tutto il NOS è un inibitore naturale della detonazione: quando viene iniettato toglie calore all’esplosione pur garantendo una resa notevolmente più efficace.

Oggi esistono kit di bombole da 60bar, non particolarmente economiche, ma molto efficaci: esistono anche dei kit sia per motori a benzina che per motori a gasolio, che garantiscono incrementi anche fino ai 200 cavalli. Solo vantaggi? Purtroppo no: bisogna considerare i costi, in particolare quelli del carburante, e anche la tipologia di auto che si va a “rinforzare”, infatti avere tanti cavalli su un telaio non adatto o con ammortizzatori malfermi diventa compromettente per la guida e per la sicurezza.

Ultima modifica: 22 maggio 2019