Primo soccorso: cosa fare in caso di incidente stradale

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Vi imbattete in un incidente stradale e come prescrive la legge vi fermate e prestate tutto l’aiuto che potete.

Bravi, siete dei cittadini osservanti delle leggi. Ma come ci si deve comportare concretamente in questa eventualità, soprattutto se ci sono feriti?

Ora, la prima cosa e la più sensata che potete fare è chiamare il 118. Le ambulanze del servizio di emergenza-urgenza delle Asur sono infatti il primo presidio che occorre convocare sul luogo di un sinistro stradale. I medici e i paramedici del 118 intervengono sul luogo degli incidenti praticamente tutti i giorni e sanno perfettamente come comportarsi.

La regola aurea del primo soccorso pertanto, e un po’ paradossalmente, è: non toccate i feriti, chiamate il 118 e aspettate che siano loro a prendersene carico. Questo come norma generale, ma possono esserci dei casi nei quali è giocoforza intervenire.

Come regolarsi in queste ipotesi?

Se proprio dovrete tirare fuori un ferito da una macchina, per esempio perché c’è pericolo di incendio, comportatevi così: fate passare il vostro avambraccio sotto l’ascella della persona infortunata, afferratele il mento e bloccatele il capo contro la vostra spalla; a questo punto passate l’altro braccio sotto l’altra ascella e prendete il polso della persona appoggiandolo sulla sua pancia, dopodiché occorre adagiare la testa della persona contro la vostra spalla ed estrarre il ferito camminando all’indietro e tenendone la testa il più possibile ferma.

Una tecnica di primo soccorso per spostare un ferito è quella cosiddetta del “seggiolino a due mani”: i due soccorritori si pongono ai lati del ferito, uno di faccia all’altro, poi si abbassano e fanno passare le braccia rispettivamente dietro la schiena e sotto le gambe della persona infortunata, dopodiché si afferrano i polsi l’un l’altro e sollevano l’infortunato.

Emorragie in atto

Se c’è una importante emorragia in atto, il primo soccorso impone di intervenire subito: non c’è tempo di aspettare il 118. La cosa fondamentale in questi casi è fermare la fuoriuscita di sangue.

In tal caso dovete: far sdraiare il ferito, applicare alla parte interessata una fasciatura compressiva (con una sciarpa, una cintura, una cravatta o altro) oppure fare pressione direttamente con le mani (compressione digitale a distanza: per le emorragie arteriose); collocare la persona in posizione supina (con la pancia all’insù) e con le gambe sollevate; cercare per quanto possibile di calmarla e tranquillizzarla.

La compressione digitale a distanza: se siamo davanti a una grave emorragia arteriosa, non si può premere direttamente sul punto di uscita, ma si dovrà farlo in un sito più lontano. Per esempio sulla succlavia per le emorragie della spalla oppure sull’arteria ascellare (compressa con due dita al centro dell’ascella) per le emorragie dalla spalla fino al gomito, e così via.

Quanto alla possibilità di applicare un laccio emostatico, questo va usato solo se non è possibile fare altrimenti. Se proprio dovete applicarlo, ricordatevi di allentarlo ogni 15 minuti. Va messo solo in caso di perdita o di schiacciamento di un braccio o di una gamba oppure in caso di una grave emorragia che non sia possibile fermare in altro modo. Il laccio va legato alla radice dell’arto.

Chiaro che in questi casi l’arrivo del 118 non sarà mai troppo tempestivo.

 

Ultima modifica: 10 aprile 2019