Portabagagli sul tetto auto, tutte le norme di sicurezza

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Con l’arrivo della bella stagione è il momento di pianificare le vacanze e per molte famiglie “spostare” per una, magari anche due settimane, tutta la propria vita altrove non è impresa da poco. La macchina sotto questo aspetto ha fatto passi da gigante con una vivibilità interna sempre più ampia e confortevole anche per i viaggi lunghi e con spazi dedicati al bagaglio sempre più grandi e più comodi.
Rimane poi la soluzione superiore, quella del tetto che diventa indispensabile quando si va a sciare e bisogna caricare sci e racchette o se si vuole portare la propria bici con gli appositi supporti. Anche in questo senso le nuove tecnologie e i materiali più moderni e resistenti hanno aperto nuove esperienze suggerendo tutta una serie di soluzioni che fino ad alcuni anni fa non erano ipotizzabili. La più bizzarra? La camping-car: ovvero, la tenda sul tetto della macchina. Si tratta di una tenda leggera che si impacchetta in un involucro rigido di una ventina di centimetri che diventa la base, il tappeto della tenda e che poi, una volta sganciata dalla sua sede si monta con pochi supporti leggeri. Due persone ci vivono comodamente dormendo sopraelevati, e dunque lontano dall’umidità del terreno. Che non è poco. Una bella invenzione degli anni ‘60 che era nata per i vecchi pullmini Volkswagen e che oggi viene utilizzata da diverse normalissime automobili.

Il tetto della macchina è una soluzione per il carico, ma nel rispetto delle regole

Ma sul tetto della propria automobile ci si può trasportare davvero di tutto. O meglio, quasi di tutto: a volte, incolonnati in autostrada si vedono auto letteralmente piegate dal peso sovrastante caricato in modo maldestro con scatoloni semiaperti e un foglio di cellophane svolazzante. Ecco, in questo caso non c’è dubbio che un intervento della Polizia Stradale comporterebbe una multa salata, qualche punto sulla patente e lunghissime discussioni: perché un’auto in quelle condizioni, multa o meno, non può circolare perché viola una delle prime regole del codice della strada, quella della sicurezza propria e altrui.

La prima cosa che bisogna pensare quando si decide di posizionare un carico sul tetto è che questo impatta pesantemente sulla dinamica del veicolo creando attrito e provocando un pericolosissimo effetto vela. Il minimo che può capitare è quello di consumare una gran quantità di carburante: il peggio è di perdere qualcosa per strada e fare male a chi segue provocando incidenti anche seri. Il codice della strada sui carichi da trasportare è molto chiaro: ogni auto ha un limite, e questo limite è indicato dalla carta di circolazione, il libretto che dal gennaio prossimo verrà sostituito dal DUC, il documento unico di circolazione.

In questo senso il codice specifica che se il carico consentito è già allocato nel vano portabagagli, non si può appesantire la macchina di ulteriore carico sul tetto. Tutto quello che viene caricato nel bagagliaio non può in alcun modo impedire la corretta visione del conducente: cosa della quale quasi sempre ci si dimentica convinti che tutto quello spazio possa essere riempito fino al tetto. L’articolo 164 del Codice della Strada prevede anche che qualsiasi carico debba essere sistemato in sicurezza in modo tale da evitare qualsiasi dispersione o un’eventuale caduta.

I carichi eccedenti: cosa è consentito e cosa è vietato

Capita spesso di vedere autocarri che trasportano ingombri che sono superiori alla lunghezza del mezzo: possono essere tubi, impalcature, pezzi meccanici. In questo caso il Codice prevede che tale ingombro eccedente sia segnalato in modo evidente con dei cartelli quadrangolari bianchi e rossi autoriflettenti.

Ma il carico deve essere indivisibile e non deve essere superiore a un terzo della lunghezza del mezzo. Ora, è difficile pensare che una famiglia in vacanza parta con dei tubi o delle impalcature: ma capita molto spesso che le biciclette di tutta la famiglia finiscano su un supporto nel retrotreno. La cosa è consentita a patto che la misura delle bici non ecceda le norme e soprattutto che non venga tappata la visuale di luci, stop, frecce e targhe. Per quanto riguarda i portapacchi c’è l’imbarazzo della scelta: esistono le cosiddette barre portatutto o gli ancoraggi a supporto magnetico, quelli che si inseriscono direttamente sui supporti delle vetture (in particolare Suv e Station Wagon offrono questo genere di optional): e sono i più sicuri a patto di non esagerare con gli ingombri e con il peso.

I wagon, qui in Italia sono stati ribattezzati travel-box, cassoni aerodinamici che vengono montati sopra il tetto in modo abbastanza agevole, sono la soluzione più cara ma anche la migliore: sono aerodinamici e quindi azzerano l’attrito del carico con l’aria e, cosa più importante, sono comodissimi. È come avere delle valige supplementari che possono essere riempite e svuotate con tutto comodo e, a viaggio concluso, sistemate nel box. Con questo genere di sistema ci si dimentica definitivamente dei nastri elastici e si viaggia con molta maggiore tranquillità, soprattutto se si dovesse andare incontro a qualche acquazzone improvviso.

Di sci e bici si è detto: ogni oggetto deve essere assicurato al supporto che deve essere fissato al tetto della vettura. I supporti magnetici di nuova generazione sono in grado di sopportare parecchi chili ma la cosa fondamentale da rispettare in caso di carichi sul tetto è la velocità: con un ingombro importante e non aerodinamico mai superare i 110 km/h. D’altronde sarà la stessa macchina a farvelo capire scartando e rallentando con forza.

Se da un controllo la Polizia Stradale riscontra sul tetto dell’auto carichi irregolari scatta una sanzione di 85 euro con una penalità di 3 punti della patente. L’auto non può proseguire il viaggio fino a quando il conducente non abbia provveduto a sistemare il carico secondo le norme: si rischia il ritiro della carta di circolazione e il sequestro del mezzo. Tra regola e sanzioni forse vale la pena sottolineare un unico aspetto fondamentale: meglio una valigia in meno piuttosto che rovinarsi le vacanze. Meglio dunque usare il buon senso e far ragionare tutta la famiglia: non si può portare tutto e per quello che si decide di portare occorre trovare uno spazio adeguato.

Ultima modifica: 6 giugno 2019