Quali sono i piloti di motocicletta più famosi

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Avventurarsi in classifiche che abbraccino un lasso di tempo ampio e vario è un’impresa davvero difficile. Stilare un elenco dei migliori piloti motocicletta di tutti i tempi può essere però un esercizio simpatico per chi ama le classifiche o per chi vuole conoscere meglio questo mondo.

La storia attraverso i grandi: Valentino Rossi

Ogni gran premio ha le sue caratteristiche, le moto si evolvono sotto il profilo della meccanica e dell’elettronica ed anche i piloti prendendo esempio dal passato migliorano la loro tecnica. Un confronto che valuti tutti questi aspetti, prendendo in considerazione anche il tempo in cui hanno corso i campioni, è davvero arduo, se non impossibile.

Ma qualche parametro assoluto può essere preso in considerazione per eleggere i migliori di tutti i tempi: un valore assoluto come il numero di titoli iridati conquistati, o le pole position, o le volte sul podio o il numero di gare concluse.

Un valore che riguarda i piloti di motocicletta più amati nella storia non cambia mai e attraversa tutte le epoche: l’audacia, o se vogliamo, il coraggio.
Stare in equilibrio su una due ruote mentre il tempo scorre, gli avversari incalzano, magari batte la pioggia o la pista si fa rovente e arrivare fino in fondo alla corsa nella migliore delle ipotesi vincendola non è cosa da tutti.

Solo in pochi sono riusciti a vincere tante e tante volte, entrando nel mito e nel cuore degli appassionati. Certamente il nome che starà scorrendo nella mente di tutti è uno soltanto: Valentino Rossi.
Anche se a questo proposito saremo tutti d’accordo, ci sono anche altri piloti che hanno reso grande il motociclismo, ed insegnato al mitico Doc tutto quello che poi lo ha reso il grande pilota che è stato ed è tuttora.

Se Valentino Rossi può vantare 9 titoli iridati, cosa dire allora dei 15 titoli conquistati da Giacomo Agostini.

Il mito di Agostini

Ago o Mino, come veniva soprannominato Giacomo Agostini, è il più titolato tra i piloti di motocicletta nella storia del motomondiale.
Bresciano classe ’42, ha cominciato a esprimere la sua grande passione in gare clandestine organizzate da ragazzini: correva con l’Aquilotto di famiglia intorno al Lago d’Iseo, contro il volere del padre, e dovette aspettare fino ai suoi 18 anni per conquistare il consenso di guidare una Morini 175 Settebello, con la quale cominciò a costruire il suo successo.

La prima gara internazionale la vince a 22 anni sul circuito di Imola, nella classe 250 per la Coppa d’Oro Shell. L’anno successivo passa alla MV Agusta e si piazza secondo nel motomondiale classe 350 e 500.

E’ l’inizio di un’ascesa che passerà i grandi duelli con Hailwood, il pilota inglese che diede del filo da torcere all’italiano, fedele alla sua Agusta, con la quale nel 1971 aveva già superato tutti i piloti di motocicletta nella classifica di titoli per mondiali vinti.

Nel 1973 il passaggio a Yamaha con un ingaggio da capogiro, 300 milioni di lire a stagione, con un contratto biennale. L’esordio sportivo con la casa nipponica avvenne a Daytona, nel 1974, contro tutti i pronostici, contro la stampa specializzata italiana e statunitense.
Nessuno aveva scommesso una lira su Agostini, e invece il pilota bergamasco vinse su tutti, con un grande distacco sul secondo e soprattutto mantenendo un ritmo di gara disumano.

Questo fu l’ultimo titolo iridato, il quindicesimo risale al 1975, su Yamaha per la classe 500. Ebbe poi una breve parentesi nelle corse automobilistiche, nonostante nel 1966 Enzo Ferrari gli avesse offerto un ingaggio, rifiutato perché avrebbe dovuto rinunciare alla moto.

Pilota della MV Agusta fu anche l’inglese John Surtees, predecessore di Agostini, che venne anni dopo e che forse dovette fare i conti con il britannico che aveva già  al suo attivo ben 7 titoli mondiali. E non solo.

Surtees tra le due e le quattro ruote

Surtees è ancora l’unico tra i piloti di motocicletta ad aver conquistato anche il titolo iridato in Formula 1.
Nato a Tatsfield nel 1934, è venuto a mancare due anni fa, a Londra.

Il suo esordio nella stagione 1952 è segnato da un sesto posto nella Classe 500. Nel 56 approda alla MV Agusta e comincia la scia di successi, con tre titoli consecutivi in 500 dal 1958 al 1960.
Dei titoli mondiali vinti, vanno contati anche quello del 56 in 500 e i 3 in classe 350 dal 1958 al 1960. Invece il titolo mondiale in Formula 1 è del 1964 con la Ferrari.

Torniamo agli anni di Agostini, perché è impensabile celebrare la grandezza dell’italiano e dimenticare il rivale di sempre, Stanley Michael Bailey Hailwood, più noto come Mike.

Più grande di Agostini di due anni era del ’40 Hailwood è stato un pilota motociclistico e pilota automobilistico britannico che ha conquistato 76 vittorie nel motomondiale e 9 titoli iridati, 4 dei quali in 500.
E’ considerato tra i piloti di motocicletta più vittoriosi di sempre ed ha concluso la carriera sulla quattro ruote, correndo con successo anche in Formula 1.

Suo padre Stan era infatti il più importante commerciante di motociclette dell’epoca e lo mandò a lavorare nella Triumph Motorcycles. Le prime corse però furono su una MV Agusta 125 Monoalbero Corsa.
E con Agusta vinse 4 campionati consecutivi in classe 500, dal 1962 al 65, per poi passare alla Honda e vincere altri quattro titoli in due stagioni, 1966 e 67, nella 250 e nella 350.

The Doc irrompe sulla scena

E concludiamo questa speciale classifica dei piloti di motocicletta più amati nella storia. Parliamo di Valentino Rossi, nove volte campione del mondo, ancora in attività a 40 anni compiuti.

Proprio Valentino Rossi è tra i piloti di motocicletta – l’unico nella storia del Motomondiale ad aver conquistato il titolo in quattro classi differenti: una volta in classe 125, poi una volta nella 250, una nella 500 e ben sei volte in MotoGP.

Il primo titolo arriva nel 1995, quando Valentino ha soltanto 17 anni e risulta campione italiano. Due anni dopo arriva primo nella classifica mondiale della classe 125. Altri due anni e il secondo titolo mondiale. Il terzo arriva nel 2001, e dal 2002 al 2009 i titoli iridati nelle classi superiori. una sequenza ininterrotta, che fanno di Valentino per il suo carattere così estroverso e originale, per quella vena di sana follia il pilota di motocicletta più mediatico che la storia del motociclismo ricordi.

E la sua storia non è ancora finita.

Ultima modifica: 29 maggio 2019