Patentino per muletto: regole e certificazione sicura

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Un patentino per muletto è assolutamente indispensabile, oltre che obbligatorio per guidare elevatori e altri strumenti di lavoro come questi, che si rivelano indispensabili per spostare oggetti molto pesanti. La pratica da sola non è sufficiente, anzi è estremamente rischioso e sconveniente guidare un muletto senza patentino.

Si tratta di una certificazione che viene rilasciata all’addetto al termine di un percorso di preparazione specifica e che abbiano sostenuto un esame teorico e pratico. Ed è un obbligo di legge.

La legge che istituisce il patentino per muletto

La richiesta di un patentino per muletto rientra nell’Accordo siglato nella Conferenza Stato – Regioni il 22 febbraio 2012, che prevede una serie di adempimenti e fissava nel 2015 il termine per mettere tutto a regime. In quel testo venivano elencati i tipi di macchinari mobili da lavoro che richiedono una particolare preparazione degli addetti. Abilitazione che viene riconosciuta da un ente terzo, al termine di un corso di formazione obbligatoria che preveda il conseguimento di alcune competenze essenziali. La materia rientra nel complesso di norme sulla igiene e sicurezza nei posti di lavoro.

Un tema divenuto prepotentemente di attualità. L’ultimo rapporto 2017 dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro riporta dati che rimandano agli anni 60 per numero di incidenti e morti bianche. I controlli da parte degli Ispettorati del Lavoro sono diminuiti ma le norme e le sanzioni sono più stringenti.

Cosa fare per ottenere il patentino

La formazione obbligatoria per il rilascio della certificazione può essere erogata solo da centri di formazione accreditati presso le Regioni. E’ dal 12 marzo 2015 che la normativa prevede l’obbligatorietà del patentino per muletto. La legge riguarda anche altri tipi di macchinari, come gru per autocarri, gru mobili, macchine per movimento terra e piattaforme elevabili.

Questo particolare tipo di qualifica può essere ritenuto indispensabile in caso di nuova assunzione. Se, però, l’azienda decide di affidare la mansione specifica a un dipendente interno, che non ne sia in possesso, il datore di lavoro e il dipendente responsabile interno per la sicurezza sul lavoro sono tenuti a osservare la normativa. E infatti il titolare dell’azienda deve consentire, e assumersene l’onere economico, al dipendente di frequentare un corso per la qualifica.

Il responsabile interno della sicurezza è tenuto a far osservare questo obbligo, così come il dipendente non può evitare di frequentare le lezioni. In ambito aziendale per l’addetto alla sicurezza e per il dipendente l’inosservanza delle norme può comportare delle sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro, ma in caso di controlli esterni le sanzioni sono ben più gravi.

La materia ricade infatti nelle disposizioni previste dal Decreto Legislativo n.81 del 2008, che disciplina gli obblighi del datore di lavoro e dei lavoratori. Le sanzioni previste per la mancata formazione riguardano essenzialmente il datore di lavoro, che rischia l’arresto da due a quattro mesi o un’ammenda che può variare, a seconda della gravità del caso, da 1315 a 5699 euro.

Ci sono poi delle conseguenze economiche anche in caso di incidente. Per un lavoratore che subisca danni derivata da un incidente mentre era alla guida di un muletto senza essere abilitato, l’assicurazione anti infortuni non copre le spese mediche e non risarcisce il danno. Sempre secondo la legge, la formazione non è da considerarsi un evento una tantum, ma deve essere costantemente aggiornata, secondo la tempistica stabilita.

I requisiti del patentino per muletto

Il primo corso di formazione che dà la possibilità di sostenere l’esame di abilitazione teorico e pratico, prevede una durata minima di 12 ore. Otto ore di corso devono essere costituite da lezioni teoriche sull’utilizzo corretto della macchina e sui temi dell’infortunistica in ambito lavorativo. Le altre quattro ore devono essere svolte come pratica sul mezzo. Per mantenere la qualifica conseguita bisogna almeno ogni cinque anni rinnovare la formazione. In questo caso i corsi hanno una durata minima di quattro ore, spese in massima parte per esercitazioni pratiche.

Secondo la legge, è un diritto del lavoratore ricevere la formazione adeguata senza oneri economici e durante l’orario di lavoro. Anche il patentino per muletto rientra infatti nella formazione tecnica, necessaria a svolgere le mansioni assegnate, e non rientra, sebbene il corso preveda informazioni di base al riguardo, nella formazione sulla sicurezza nei posti di lavoro.

Per accedere ai corsi di formazione per il patentino per muletto bisogna aver compiuto i 18 anni. Il patentino non sostituisce la patente B, è soltanto una qualifica tecnica, ma i requisiti per conseguirla non si discostano molto da quelli necessari per la patente di guida. Bisogna anche avere l‘idoneità fisica ed essere in grado di saper leggere e scrivere in lingua italiana.

Il programma del corso di formazione è basato generalmente su lezioni che riguardino la normativa, la guida in sicurezza, il significato della segnaletica e sui corretti sistemi di movimentazione per ridurre al minimo rischi e pericoli. Il patentino per muletto è valido e necessario sia negli spazi interni all’azienda sia nei percorsi esterni, dove diventa obbligatorio anche il possesso della patente di guida B. L’operatore che venga trovato a condurre un muletto sprovvisto del patentino non è esente da sanzioni. Rischia infatti l’arresto da 2 a 4 mesi e un’ammenda da 1200 a 5200 euro.

Il patentino per muletto non è valido in Europa

Il patentino per muletto è valido su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla regione nella quale sia stato conseguito, in base alle disposizioni fissate nell’accordo Stato – Regioni del 2012 e al decreto legislativo n.81 del 2008. Non esiste al contrario una legislazione univoca tra gli stati europei. Per cui il patentino per muletto conseguito in Italia potrebbe non essere valido in altri stati europei.

E’ necessario quindi informarsi sulla legislazione valida negli altri Stati per poter operare, e se è il caso, sostenere la formazione necessaria per adeguarsi. Tutte le informazioni possono essere trovate facilmente sui vari siti internet degli istituti che sorvegliano la sicurezza sui posti di lavoro.

Nel caso di trasferimento in un Paese diverso per lavoro è possibile anche rivolgersi alle ambasciate o ai consolati italiani all’estero per ottenere l’assistenza normativa adeguata.

Ultima modifica: 14 settembre 2018