Parcheggio scambiatore: cos’è e come funziona

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Gratuito o a tariffe irrisorie, è una soluzione che va affermandosi sempre di più in quei centri urbani particolarmente soffocati dal traffico veicolare. Il parcheggio scambiatore, o anche Park & Ride, è una risposta smart per quella utenza soprattutto di carattere business che raggiunge i paraggi della città ma poi utilizza un mezzo pubblico per raggiungere la destinazione che si trova il più delle volete in centro.

E il parcheggio scambiatore non è più una soluzione adottata solo dalle grandi città italiane, sulla scorta di esperienze estere che si sono rivelate molto positive, ma comincia ad essere utilizzato anche dai piccoli e piccolissimi centri urbani alle prese non soltanto con problemi di inquinamento da polvere sottili, ma anche dall’esigenza di tutelare centri storici e luoghi di interesse artistico e culturale.

Parcheggio scambiatore: come funziona

Un parcheggio scambiatore è una delle tante soluzioni del trasporto intermodale che si sta affermando nel nostro secolo e che prevede per un unico viaggiatore, ma anche per le merci, l’utilizzo di più messi di trasporto con luoghi di interscambio dotati anche di servizi. Non è altro che un parcheggio, ma non solo quello.

L’area di sosta per i veicoli viene solitamente individuata in zone comprese tra i 10 e i 2 chilometri di distanza dal centro urbano. Il parcheggio scambiatore viene indicato solitamente da una segnaletica verticale composta da un cartello che riporta le lettere “P + R”, park and ride. Significa letteralmente “Parcheggia e gira”, nel senso che chi vuole, può lasciare l’auto e girare con altri mezzi la città.

Una delle caratteristiche fondamentali del parcheggio scambiatore è infatti che in prossimità o addirittura all’interno vi sia la possibilità di accedere a un mezzo pubblico che conduca a destinazione. Il più delle volte un autobus, un servizio navetta, ma anche una fermata della metropolitana o una scala mobile.

Si va affermando anche l’inserimento di postazioni di car sharing o per il noleggio di mezzi green, che si tratti di biciclette normali o elettriche odi altri veicoli elettrici, che a una tariffa combinata permettono di raggiungere poi il centro che è interdetto alle auto private. Altra caratteristica fondamentale è che il parcheggio scambiatore sia accessibile per tutte le 24 ore e senza distinzioni tra giorni feriali o festivi.

Può essere aperto o in area chiusa, come un silos, soluzione quest’ultima, che permette di avere un parcheggio multipiano sfruttando un’area ridotta per ottenere il maggior numero di posti auto possibile. In ogni caso avrà una gestione automatizzata del pagamento e dell’accesso.

Parcheggio scambiatore: quanto costa

Molti comuni adottano tariffe ridotte e sono davvero pochi quei centri che mettono a disposizione un parcheggio scambiatore con il mezzo pubblico a titolo completamente gratuito. Più diffuso il sistema di biglietto integrato: alla sosta corrisponde anche il prezzo del biglietto per il trasporto pubblico, con una tariffa giornaliera.

Esistono anche scontistiche dedicate alle comitive, seguendo un principio di incentivazione al trasporto ecosostenibile e pubblico. Anche la possibilità di accedere al trasporto pubblico pagando semplicemente la sosta nel parcheggio di interscambio è una delle soluzioni più adottate dai comuni che preferiscono liberare i centri urbani dalle auto e dai gas di scarico.

Anche le tariffe per questo tipo di parcheggi non sono mai eccessive e soprattutto non sono orarie ma giornaliere. Per la quantificazione dipende dalla località. Generalmente le città a un alto tasso turistico applicano tariffe più esose, ma sempre sostenibili rispetto a un parcheggio privato in centro. Generalmente non si superano i 5 euro al giorno, comprensivi di biglietto di trasporto pubblico.

Un’app per trovare il parcheggio scambiatore

Per essere sicuri che il centro che intendete raggiungere con la vostra auto e visitare poi grazie ai mezzi di trasporto pubblici, quali che siano, esistono molte app per smartphone e tablet, da consultare. Forniscono indicazioni precise sulla presenza e sulla posizione dei parcheggio di interscambio. Offrono informazioni sulle tariffe e sulle possibili combinazioni per poi raggiungere il centro urbano. Alcune consentono anche di pagare la sosta e di acquistare il biglietto per il trasporto pubblico.

Funzionano sia coni sistemi Android, sia su iOS e sono gratuite. Anche i software di molti navigatori satellitari contengono questo tipo di informazioni. E non si limitano a una mappatura dei soli punti di sosta fuori dalle cinture urbane in Italia, alcune app sono utilizzabili anche all’estero, se avete deciso di affrontar e un viaggio in auto e volete pianificare nei dettagli anche questo tipo di servizi.

Gran parte delle capitali europee sono infatti censite in queste app ed è possibile sapere in anticipo come muoversi per visitare un centro storico che non sia raggiungibile in auto per svariati motivi, che non riguardano solo la presenza di Ztl o di aree interdette al traffico. Semplicemente la soluzione di un parcheggio scambiatore potrebbe essere la più conveniente.

Una mobilità sempre più eco sostenibile

In alcune città metropolitane l’utilizzo dell’auto privata, da lasciare nei dintorni del centro, per proseguire con il trasporto pubblico locale è ormai un’ abitudine consolidata per molti pendolari. A tal proposito sono state studiate anche formule di abbonamento per i giorni feriali che consentono di lasciare l’auto per tutto il tempo necessario pagando un canone mensile.

Una soluzione che, integrata all’abbonamento per i mezzi di trasporto urbani, diventa decisamente più conveniente del viaggio in pullman o in treno per l’intera tratta. Senza contare poi che non sempre i collegamenti extraurbani sono garantiti in tutte le fasce orarie. In molti si organizzano anche in gruppi per utilizzare una sola auto, tagliando così drasticamente i costi di trasporto e rispondendo a un’esigenza di mobilità ecosostenibile e intermodale che si va affermando sempre di più.

Del resto l’idea del parcheggio scambiatore nasce proprio come soluzione per ridurre l’impatto ambientale delle auto nei centri urbani. La realizzazione di queste strutture è anche finanziata da fondi europei e si calcola che nei prossimi anni l’incremento di queste soluzioni si attesterà tra il 30 e il 40 per cento rispetto all’attuale numero di parcheggi di interscambio, non soltanto nei centri metropolitani, ma anche per i piccoli comuni con centri storici particolarmente “fragili”.

Ultima modifica: 4 gennaio 2019