Come effettuare al meglio il parcheggio a S, consigli utili

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Nonostante ore di scuola guida e parecchi tentativi anche a patente conseguita il parcheggio a S resta uno degli scogli più rischiosi per qualsiasi automobilista, anche d’esperienza. A parcheggiare dentro una grande area segnata a terra sono buoni (quasi) tutti: ma il parcheggio a S richiede freddezza, un minimo di calcolo e colpo d’occhio. Si tratta di inserire in retromarcia la propria vettura tra due auto parcheggiate.

Se si è nel traffico, con la coda di macchine che si forma alle nostre spalle, è certo che la freddezza diventerà agitazione e al secondo tentativo fallito sentire le auto in attesa strombazzare non è mai bello. Ma capita, succede a tutti.

Posizionarsi in modo corretto e prendere dei punti di riferimento

Sicuramente l’idroguida, le telecamere e i sensori aiutano molto a evitare danni propri e altrui ma se si vuole procedere alla vecchia maniera, e dunque fidandosi solo del proprio occhio, è bene avere le idee chiare. Per prima cosa prendere la distanza dalle auto che seguono e segnalare la propria intenzione di parcheggiare usando per tempo la freccia.

Una volta affiancata l’auto che si trova davanti al posto che vogliamo occupare, a volante perfettamente dritto, ci si avvia in retromarcia fino a quando il nostro occhio non è in linea con la porta posteriore della stessa auto.

A quel punto si gira tutto lo sterzo verso il lato strada e si continua sempre in retromarcia fino a quando la nostra auto non è per metà dentro il parcheggio; finalmente si raddrizza… sterzo tutto dall’altra parte e retromarcia fino a quando l’auto non è dritta e ben posizionata. Se necessario si aggiusta un po’ la distanza in testa o in coda.

Allenarsi con la propria auto, le misure contano…

Inutile sottolineare che il parcheggio a S è fondamentale, soprattutto in città e non lo si può affrontare con ansia o incertezza. Quando si guida un’auto non nostra occorrerà sicuramente del tempo per prendere confidenza; va da sé che più l’auto è lunga, o grossa, e più la manovra risulta difficile. Ma a forza di tentativi e di prove si diventa bravi per forza.

È fondamentale effettuare numerosi parcheggi a S con l’auto che si guiderà abitualmente, aggiungendo magari di tanto in tanto qualche elemento di difficoltà. Se lo spazio è poco, se la strada è stretta; peggio ancora se è in salita o in discesa.

Ma sono tutte situazioni che prima o poi chiunque si trova ad affrontare dunque… meglio esercitarsi. La lunghezza della sterzata dipende ovviamente dall’ingombro della nostra auto ma se si sta attenti a non stare incollati all’auto a fianco e a entrare nello spazio in modo troppo energico, il gioco riesce sempre. Meglio tre manovre nette e costanti che tanti tentativi insicuri.

Ultimo consiglio, che per la verità è un invito a un gesto di educazione e di buon senso: può capitare di lasciare un danno a un’auto durante un parcheggio. Nel caso lasciate i vostri dati sul tergicristallo…

Ultima modifica: 8 aprile 2019