Parcheggio a L: trucchi per impararlo velocemente

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Il parcheggio è uno degli “argomenti” più ostici per chi deve imparare a guidare. Ma fortunatamente, anche sei parcheggio non è nel proprio DNA, ci sono dei trucchi del mestiere che possono tornare buoni a tutti gli automobilisti. Vediamo quindi nel dettaglio come fare a parcheggiare in tante situazioni, con una maggiore attenzione verso il temuto parcheggio a L.

Parcheggio a L, no panic!

La calma è la virtù dei forti, recita un famoso proverbio. Niente di più vero, soprattutto quando si è alla guida, magari alle prime armi, e non soltanto occorre districarsi nel traffico ma, anche, trovare parcheggio. E nella giungla urbana – si pensi alle grandi città, ma anche nei piccoli comuni è sempre più complesso – trovare un posto comodo e fattibile non è esattamente semplice.

Pertanto, per prima cosa, no all’ansia da parcheggio: quando si troverà un posto idoneo per fermare la propria vettura, meglio mantenere la calma e procedere per step. Se dietro e intorno si hanno automobilistici isterici e frettolosi, non importa: occorre prendersi il proprio tempo e impostare la manovra nella maniera più corretta possibile.

Parcheggio a L, tutti i segreti

Tipicamente, si parcheggia a L quando si è in presenza di un parcheggio così detto “a pettine”. In questi casi, a seconda della preferenza, si può effettuare la manovra entrando di muso, sia entrando in retro. La difficoltà, se così la vogliamo chiamare, è quella di avere due auto ai lati: dunque prendere le misure è di fondamentale importanza, si rischia altrimenti di fare un bel danno.

In ogni caso, dopo aver segnalato agli altri automobilisti come si intende procedere, non occorre fare altro che, se si affronta di muso, portarsi a un ideale centro e quindi iniziare a sterzare. Sterzare finché la propria vettura non sarà dentro le linee, eventualmente correggendo il tiro con una retro e quindi risterzando.

Quindi, con un gioco di sterzo e controsterzo, andando un po’ a occhio, la vettura dovrebbe essere posizionata. Un segreto è quello di sapere sempre “dove siano” e come siano messe le ruote, in modo da riportarle alla posizione corretta. Se si decide di compiere il parcheggio in retro, non cambia nulla rispetto a quanto detto fino ad ora: cambia solo la prospettiva, perché si entra nel parcheggio con la parte posteriore del veicolo.

Pertanto, valgono le stesse regole: si cerca una sorta di centro ideale, da lì si inizia a sterzare, si guardano entrambi gli specchietti laterali e – in questo caso, anche quello retrovisore – e si procede a entrare con calma nell’area delimitata. In caso di necessità, si corregge il tiro, in modo da posizionarsi perfettamente tra le linee che delimitano l’area parcheggio. Ultimo accorgimento, cercare di non urtare le portiere dei veicoli vicini con la propria portiera. Non è corretto.

Ultima modifica: 4 aprile 2019