Otto cose che non sapevi sulla casa automobilistica BMW

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Una storia lunga più di un secolo, un marchio che è ormai sinonimo di automobile. BMW non ha bisogno di presentazioni. La casa tedesca domina la scena da decenni e mantiene elevate performance di vendite malgrado il mercato del settore si sia profondamente trasformato negli anni. Oggi BMW è un brand noto a livello planetario ma in pochi probabilmente conoscono alcuni singolari dettagli della sua lunga e prestigiosa storia. Ecco otto cose che non sapevi sulla casa automobilistica tedesca.

BMW: quello che non tutti sanno

 

Il nome BMW

Sta per Bayerische Motoren Werke (in italiano Fabbrica Bavarese di Motori). Dal 21 luglio 1917, data della fondazione ufficiale, non ha mai cambiato sede nel cuore della Baviera, a Monaco. Un marchio globale che ha saputo mantenere le proprie radici originarie senza nulla perdere in termini di successo.

In principio furono gli aerei

Nel 1917 la Germania era al centro del conflitto mondiale e i motori degli aerei avevano la priorità sugli altri. La nascente casa bavarese si fece spazio come pioniera di “macchine volanti” che ottennero subito un gran successo. A ricordare quella drammatica pagina della storia resta per fortuna solo un’elica ancora impressa nel logo.

Esordio con le auto

Solo all’inizio degli anni Trenta decollò la produzione che ha reso celebre il marchio, quella a quattro ruote. Partiti da un modello derivato dalla Austin Seven, gli ingegneri BMW misero a segno i primi colpi della interminabile carriera con i modelli 320 e 326. Ma a fare la storia del marchio sono state soprattutto le roadster e le berline.

Le corse

Molti ricordano BMW anche i successi nel mondo della velocità. I principali negli anni ’70 e ’80 con le vittorie nei gran premi di Formula 1 e il trionfo nel mondiale del 1983 sulla Brabham.

Rinata grazie alle moto

La storia di BMW non è stata tutta una passeggiata di gloria. Dopo la Seconda Guerra Mondiale fu coinvolta nelle misure antitedesche. A salvarla paradossalmente furono le due ruote con la produzione di motociclette a uso civile che garantì le prime, fondamentali boccate d’ossigeno.

Operai dai lager

Negli anni bui del Secondo Conflitto Mondiale, come le altre grandi industrie tedesche BMW impiegò lavoratori stranieri trasferiti forzatamente in Germania e sfruttò la manodopera proveniente dai campi di concentramento, in particolare negli stabilimenti di Monaco.

Presidente banchiere

Nella sua secolare storia BMW ha avuto anche un presidente banchiere. Si tratta di Georg von Stauss che dal 1927 diresse la Deutsche Bank.

Marchio intercontinentale

BMW non è un marchio globale solo in termini di vendite ma anche di produzione. Attualmente ha stabilimenti sia in Europa che in Asia, America e in Africa dove ai primi insediamenti di Rosslyn (Sudafrica) si sono aggiunti quelli egiziani.

Ultima modifica: 24 luglio 2019