Omissione di soccorso stradale, è penale?

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Negli ultimi anni si è parlato con sempre maggiore insistenza del concetto legale di omissione di soccorso e, in particolare, di omissione di soccorso stradale. Un’attenzione legata soprattutto ai tantissimi incidenti provocati dalle cosiddette auto pirata che dopo aver provocato investimenti o schianti con gravissime conseguenze si davano alla fuga.

Omissione di soccorso

È un dato di fatto che gli incidenti provocati dalle auto pirata siano considerevolmente aumentati nel nostro paese, ma è altrettanto evidente che quasi sempre questo genere di sinistro viene rapidamente risolto. È difficile che un pirata della strada possa darsi alla fuga: rilievi, testimoni e telecamere quasi sempre consentono agli inquirenti di risalire all’identità di chi ha provocato l’incidente. Molto spesso però a chi è protagonista, o autore, di un incidente stradale viene imputata una colpa che diventa anche più grave dell’incidente stesso.

Ed è quella di non aver prestato soccorso.  In realtà se si presta attenzione a quanto è scritto nell’articolo 593 del codice penale chiunque può essere accusato di omissione di soccorso stradale se di fronte a un ferito o a una macchina danneggiata in uno scontro a bordo carreggiata ci si gira dall’altra parte e si prosegue il proprio viaggio. Il codice è chiarissimo: chiunque si trovi al cospetto di un bimbo o di una persona ferita o comunque incapace di provvedere a se stessa, chiunque non presti assistenza a una persona a terra, tanto più se inanimata, è tenuto a intervenire.

Perché si deve prestare soccorso

In Italia si sono spesi moltissimi soldi per aggiornare i dipendenti delle aziende con corsi di primo soccorso e pronto intervento: sotto questo aspetto bisogna dire che nel nostro paese ci sono molte persone in grado di rianimare un paziente in caso di emergenza. La situazione di fronte a persone che possono aver subito un drammatico politrauma da incidente stradale è completamente diversa: infatti il codice penale, così come il codice della strada, non prevedono in alcun modo che chi si ferma a prestare soccorso lo faccia in modo attivo e pronto.

L’obbligo è quello di fermarsi, rendersi conto della situazione e allertare immediatamente il numero unico delle emergenze che in tutta Italia è il 112. Sarà l’operatore, sulla base delle indicazioni fornite da chi chiama, ad allertare il pronto intervento con l’arrivo di ambulanze, vigili del fuoco e forze dell’ordine secondo le necessità.

Come si interviene per segnalare un’emergenza

Anche intervenire in caso di emergenza richiede attenzione e prudenza: purtroppo la casistica riporta diverse situazioni in cui c’è stato il coinvolgimento fatale anche di persone che intervenivano per prestare soccorso ad auto o automobilisti a bordo carreggiata. È per questo che da alcuni anni sono subentrati nuovi obblighi come ad esempio il giubbotto catarifrangente che va indossato sempre e senza esclusione quando si lascia la propria vettura.

Ci sono alcuni obblighi e diverse precauzioni che è opportuno tenere a mente quando si presta soccorso: per prima cosa verificare che le luci siano accese anche se siamo di giorno, avvicinare l’auto a bordo carreggiata con le quattro frecce e fermarla con cautela dopo aver rallentato progressivamente. Ad auto ferma e in sicurezza si scende dopo aver indossato il giubbotto e se l’abbiamo a bordo usiamo anche una torcia, soprattutto se siamo di notte. A quel punto ci si avvicina all’auto incidentata, alle persone ferite e si chiama il 112 dando chiaramente le coordinate di dove ci si trova: se non si conosce la zona si cercano di dare quanti più punti di riferimento possibili e si segnalano chiaramente quante persone sono ferite e hanno bisogno di assistenza medica.

Se non si interviene che cosa si rischia

L’omissione di soccorso in genere è un reato penale. Nel caso si parli di una persona ferita o in pericolo di vita il codice implica un’aggravante molto seria per chi non interviene. Se chi ignora l’emergenza rischia come minimo l’accusa di lesioni, chi passa oltre un ferito o una persona che morirà, e che con la dovuta assistenza sarebbe potuto anche sopravvivere, rischia l’accusa di omicidio con una pena più che raddoppiata.

Il reato di omissione di soccorso è stato aggiornato con la legge n.72 del 9 aprile 2009 che fa esplicitamente riferimento alla casistica degli incidenti stradali. Il codice in questo caso ha aumentato la pena per chi omette di soccorrere da uno a tre anni di reclusione semplificando e riadattando la lettura di numerosi commi.

Il Codice della Strada sulla omissione di soccorso

Se il vecchio codice della strada presentava indicazioni molto chiare rivolte all’automobilista soprattutto in caso di investimento di un pedone, il nuovo codice estende la portata della norma parlando non solo di investimenti ma anche di incidenti dei quali si è attori o testimoni.

Nessuno, insomma, è escluso: chiunque può essere coinvolto prima o poi in un episodio che chiami al dovere civico di intervenire. È bene tuttavia precisare alcuni aspetti perché sono molti gli elementi in gioco e il nuovo codice penale li mette tutti in conto. Provocare un incidente è una responsabilità; farlo sotto l’influsso di alcool o droghe peggiora le cose; scappare senza prestare soccorso o anche solo intervenire per abbandonare la persona ferita al Pronto Soccorso viene considerato un comportamento criminale.

Se prima il codice puniva in modo differente il provocare un incidente e l’ometterne il soccorso, oggi tutto concorre a una pena più ampia e severa soprattutto se un crimine è conseguenza dell’altro.

Provocare un incidente e rinvenire un ferito

È evidente che il codice penale ha voluto fare distinzione su questo punto e cercare di evidenziare quelle che sono le responsabilità di tutti: tutti sono tenuti a intervenire in caso di emergenza. Non farlo, per rispondere definitivamente alla domanda del nostro titolo, significa finire nel penale e rischiare una condanna di minimo un anno se la persona ferita resta in vita o di due se questa muore a causa del mancato soccorso di chi omette. Ma la rilettura sia del codice stradale che del codice penale indica chiaramente la volontà del legislatore: penalizzare chi si chiama fuori da un comportamento civico e responsabile anche con il carcere.

Ultima modifica: 27 novembre 2019