Nuova tassa sulle auto inquinanti, cosa sapere

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Uno scenario inquietante: metà delle auto che circolano in Italia sono auto inquinanti. Lo sono oggettivante, perché montano motori che sono – da tempo! – superati. Secondo le statistiche, il 53 per cento delle auto attualmente in circolazione, in Italia, hanno motorizzazioni inferiori all’Euro 4, quindi Euro 3, Euro 2, Euro 1 e Euro 0. Per chi fosse meno avvezzo, tale classificazione è in funzione delle emissioni in atmosfera e concerne auto che hanno almeno 15 anni di vita. Dunque, auto oggettivamente vecchie, non dotate di dispositivi per la sicurezza (vedi ADAS) ma nemmeno dispositivi che limitino le emissioni quando l’auto è ferma, come lo start and stop. Situazione drammatica, se vogliamo, perché oltre ad un importante impatto sull’ambiente e, in particolare, sull’atmosfera, ha consistenti ricadute anche sulla sicurezza della circolazione stradale. Eppure, chi detiene il potere decisionale, non sembra preoccuparsene molto.

Auto inquinanti: una contraddizione?

Sì, perché per fare in modo che il parco circolante venga svecchiato dovrebbero essere messe a punto delle politiche incentivanti, capaci di convincere – grazie a un’oggettiva convenienza – i proprietari delle auto vecchie a cambiarle, anche se le auto nuove costano. Ma il legislatore ha preferito non concepire un incentivo, ma optato per una tassa, che nulla ha a che vedere, per esempio, con una politica di rottamazione.

Si tratta della eco tassa, ossia una tassa che va a gravare sulle ritenute auto inquinanti, ma che di fatto va a colpire auto nuove, perché destinata alle auto Euro 6. Sì, proprio così. Sembra un ossimoro, è una coartazione in termini, eppure è la verità. Dal primo marzo scorso al 31 dicembre 2021 sono le auto diesel Euro 6 a essere nel mirino. Vediamo perché.

La classificazione delle motorizzazioni

Abbiamo parlato di auto Euro 0, ma anche di auto Euro 6, ma che cosa significa nel dettaglio? In pratica, da oramai qualche anno i costruttori devono raggiungere degli obiettivi ben precisi. Man mano che passano gli anni, infatti, devono essere prodotte delle auto che immettano un numero inferiore di emissioni in atmosfera.

In altre parole, la questione diventa man mano più sfidante: ogni volta che si passa allo step successivo, le auto devono inquinare meno rispetto ai modelli della vecchia generazione. In altri termini, quindi, un’auto Euro 5 per forza di cose inquina di più rispetto a una Euro 6, ma inquina di meno rispetto a un motore Euro 4.

Ecco perché stupisce l’ipotesi di fondo sottesa all’Ecotassa: perché disincentivare l’acquisto di un’auto Euro 6 e non incentivare la sostituzione di un’auto Euro 3, per esempio?

L’Ecobonus è un’altra cosa

Per completezza della informazione, va detto che il Governo italiano, sul fronte della mobilità sostenibile, ha varato due provvedimenti. Da un lato l’Ecotassa di cui si dirà ancora meglio in seguito, dall’altro l’Ecobonus, ossia un incentivo che premia chi acquista auto con trazioni non inquinanti, dunquele auto elettriche e alcune auto ibride. Diciamo alcune, perché non sono premiati i modelli di grossa taglia, diciamo l’alto di gamma.

Il piano incentivante funziona infatti così: dal primo marzo 2019 ed il 31 dicembre 2021, sono premiati coloro che acquistano un’auto che immette in atmosfera un quantitativo di CO2 fino a 70 g/km, ma che abbia un prezzo di listino che non superi i 61.000 euro IVA inclusa (50.000 Iva esclusa). In pratica, per le auto che generano emissioni da 0 a 20 g/km l’incentivo è pari a 4.000 euro- sono le auto elettriche – l’importo però scende a 1.500 euro per auto che generano emissioni comprese tra 21 a 70 g/km.

Nel mirino l’alto di gamma

Tornando alla Ecotassa e al motivo della sua contestazione, vediamo che si tratta di una tassa che va a scoraggiare colui che, conti alla mano, sa di non poter acquistare un’auto elettrica, perchè per tipologia di utilizzo necessita ancora del caro vecchio Diesel.

Il riferimento è naturalmente a tutti coloro che l’auto la utilizzano quotidianamente per le lunghe percorrenze, non certo a coloro che gravitano nei centri urbani. In ogni caso, questo automobilista viene trattato come comuni che ha deciso di acquistare una vettura ritenuta inquinante, e pertanto deve essere tassato. Inquinanti sì, ma comunque nuove, perché montano motori Euro 6, dunque l’ultima frontiera in termini di motori Diesel.

Ma quanto deve spendere l’automobilista che desidera un motore Diesel? Nel merito, dal primo marzo scorso fino al 31 dicembre del 2021, coloro acquistano un’auto che immette in atmosfera un quantitativo di emissioni tra 161 e 250 g/km hanno un ulteriore esborso – al momento dell’acquisto – che va da 1.100 euro fino a 2.500 euro, a seconda delle emissioni prodotte e, quindi, della cilindrata. In pratica, sono tassate le vetture che stanno nell’alto di gamma.

Ultima modifica: 8 gennaio 2020