Numerazione targa auto: come funziona

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La targa auto che troviamo sulle nostre vetture, oltre a facilitare l’identificazione dell’automobile stessa e del suo proprietario, viene selezionata e decisa non a caso ma, attraverso un criterio preciso e particolare. Vi siete mai chiesti quale sia?

Origine numerazione targa auto

Probabilmente non tutti ne sono a conoscenza ma, l’origine del suo uso risale alla fine dell’800, quando fu varato il Decreto che ne imponeva l’obbligo, il 16 dicembre del 1897. Qualche anno dopo fu scelto anche il materiale in cui avrebbe dovuto presentarsi, ovvero la lega metallica. In più, avrebbe dovuto essere evidente su di essa la provincia di immatricolazione, e il numero di licenza della vettura.

Nel corso del tempo, sono stati varati ulteriori decreti e normative che ne hanno portato a numerosi cambiamenti, fino all’aspetto e alle modalità con cui la troviamo oggi, entrambi stabiliti verso l’ultimo decennio del ‘900.

Regolamento attuale

Inoltre è bene sapere che, in base al Paese di appartenenza, il parametro a cui si fa riferimento è diverso. Quali sono le regole su cui si basa quello stabilito in Italia? Le combinazioni sono state diffuse anche nei paesi dell’UE e sono state ben architettate in modo da permettere che sulla targa siano visibili gli elementi più importanti di riconoscimento di un mezzo.

Anzitutto, ad essere utilizzati non sono soltanto simboli numerici e ciò per permettere ad un numero altissimo di vetture di poter circolare. Infatti, troviamo simboli alfanumerici, più precisamente nella disposizione di due lettere, tre numeri e poi altre due lettere.

Tuttavia, per evitare confusione con altre cifre, dall’uso sono state escluse le due vocali “i” ed “o” e la consonante “q”. In entrambi i lati sono state distribuite delle semplici barre di colorazione blu, che stanno ad indicare due scompartimenti importanti. In quello di sinistra, è possibile trovarvi disegnate delle piccole stelle, volte ad indicare i Paesi che si sono uniti all’Unione Europea. Esse, inoltre, sono accompagnate dalla lettera “i”, contraddistinta col colore bianco, volta ad indicare esplicitamente l’appartenenza della targa all’Italia stessa.

Al lato destro, invece, è possibile trovare l’anno di immatricolazione assieme all’abbreviazione della provincia, seppure questo sia un dettaglio facoltativo, poiché ci sono molti automobilisti che scelgono di non renderlo visibile, per privacy. Ciò, in ogni caso, non andrebbe a rappresentare alcun impedimento per una verifica da parte delle Forze dell’Ordine.

Le automobili e qualsiasi altro mezzo a due ruote, devono essere dotati per di più, di una doppia targa: una disposta anteriormente ed una posteriormente.

Ultima modifica: 29 novembre 2018