Multa senza casco: prezzo e punti patente

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Dovrebbe essere soltanto una regola di buon senso e invece è stato necessario anni fa introdurre nel nuovo Codice della Strada un articolo, il 171, che disciplinasse l’uso del caso in moto e stabilisse una multa per coloro che non lo utilizzano. E una regola, per essere efficace, deve prevedere sanzioni adeguate. Anzitutto la contestazione viene rilevata in diversi casi, che valgono tanto per chi è alla guida, quanto un eventuale passeggero. La multa viene quindi irrogata in diverse situazioni:

  • a chi non indossa il casco
  • a chi, pur indossandolo, usa un casco non omologato
  • chi indossa comunque il casco ma non lo allaccia correttamente o addirittura lo calza in malo modo.

L’obbligo riguarda non soltanto le moto, ma anche i ciclomotori e, mentre prima dell’entrata in vigore del nuovo testo di legge, era limitato ai minorenni, dal 1992 in poi vale anche per chi ha più di 18 anni.

Dopo anni di sanzioni pecuniarie, che alle volte non venivano pagate o finivano in prescrizione, il Legislatore ha deciso di aggiungere alla multa anche il taglio dei punti dalla patente di guida. E così, accanto a una sanzione che può variare tra gli 81 e i 326 euro, non indossare il casco prevede la riduzione di 5 punti. Sanzione accessoria che la norma applica anche al motociclista maggiorenne che abbia un passeggero con meno di 18 anni senza casco. Nei casi più gravi è previsto il fermo amministrativo del veicolo: la moto viene sequestrata e, quando non sia possibile custodirla in un deposito giudiziario, affidata al proprietario che non potrà utilizzarla per 60 giorni, che salgono a 90 nel caso di ripetute violazioni al Codice nei due anni dal primo rilievo.

E’ possibile però ottenere uno “sconto” sulla sanzione pecuniaria, quando la multa viene pagata entro 5 giorni: da 81 euro, viene ridotta di un terzo, pari a 56,70 euro. E c’è anche la possibilità di ricorrere al Giudice di Pace, per contestare la multa, riavere i punti decurtati e non pagare. Bisogna rifarsi a una sentenza dei magistrati di Napoli che, accogliendo un ricorso, hanno revocato la multa ad alcuni motociclisti che in giudizio dimostrarono, certificati medici alla mano, di non poter indossare il casco a causa di uno stato di forte depressione e stress psicofisico.

Un caso limite, in un certo senso, diverso da decine di ricorsi arrivati fino al terzo grado di giudizio e conclusi a sfavore dei centauri: la Corte di Cassazione nel 2014 ha infatti stabilito che le multe per la violazione del famigerato articolo 171 sono valide anche se non vengono contestate immediatamente, ma notificate in seguito.

Ultima modifica: 10 agosto 2018