Multa al semaforo rosso: come fare ricorso

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Tutti gli automobilisti conoscono – o dovrebbero conoscere – la grammatica dei tre colori del semaforo. Verde: via libera. Giallo: fa’ attenzione e rallenta. Rosso: fermati.

Parecchi guidatori però ogni anno si vedono applicare una sanzione per non essersi fermati al semaforo rosso e molti di loro ogni anno provano a contestarla. Vediamo di approfondire l’argomento multa al semaforo rosso.

Multa e punti patente

La regola è piuttosto elementare: quando si accende la luce rossa del semaforo, l’automobilista deve necessariamente trovarsi al di qua della cosiddetta barra di arresto. Se invece la oltrepassa, la norma statuisce che gli si possa applicare una sanzione pecuniaria che oscilla tra un minimo di 163 euro e un massimo di 646. Per non parlare dei sei punti che questa infrazione fa scalare dalla patente.

C’è poi da aggiungere che se l’automobilista si fa sorprendere a non rispettare il rosso per due volte in un anno, scatta una sanzione aggiuntiva, e cioè la sospensione del permesso di guida per un periodo che può andare da uno a tre mesi.

Semaforo giallo: cosa sapere

Il giallo, come s’è detto, rappresenta la raccomandazione a rallentare. È come se dicesse ci dicesse di stare attenti dato che il semaforo sta per diventare rosso. A questo punto, ci si può domandare quanto debba durare il giallo del semaforo, prima che scatti il rosso.

Il punto non è secondario. Se per esempio si hanno a disposizione 5 secondi per arrestare il veicolo, si potrà affrontare l’incrocio a una data velocità, ma se invece i secondi sono 3, i tempi si riducono drasticamente. Stabilire una durata invece che un’altra non è triviale, perché può significare un aumento rilevante delle multe: si pensi che a Chicago il passaggio da 3 a 2,9 secondi ha portato nelle casse della municipalità otto milioni di dollari.

Da noi, in Italia, non ci sono parametri fissi sulla durata del giallo. Una sentenza della Cassazione ha stabilito però che la luce gialla debba durare come minimo più di tre secondi. Se il semaforo è munito di photored (apparato a infrarossi), perché la multa sia valida devono essere presenti i vigili urbani. Questo almeno è quanto ha stabilito una pronuncia del giudice di pace di Lecce nel 2016.

Il che significa che se i vigili non sono presenti, la multa è caducabile. Per due ragioni, essenzialmente: eccessiva genericità della contestazione con riguardo all’apparecchiatura adoperata per il rilevamento; e imprecisione del medesimo. Si può presentare istanza di appello contro una sanzione per semaforo rosso al giudice di pace o al prefetto. Perché la contestazione sia accettata, da parte dell’automobilista sanzionato deve esserci la prova che la videocamera (si sta parlando del cosiddetto T-red) funzionava in maniera difforme dalla norma prevista per quell’apparato.

Ultima modifica: 3 gennaio 2019