Mozzo ruota storto e costi

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Il mozzo è il componente più importante e determinante nella rotazione di una ruota: si trova nelle biciclette come nelle auto.

Mozzo ruota cos’è

Prima di tutto distinguiamo il mozzo ruota per biciclette e moto da quello per auto. Il mozzo ruota per biciclette e moto è anche detto “bilaterale”, ossia una parte del mozzo è fissa e l’altra è mobile per consentire il bloccaggio. Il componente consiste in un perno filettato sulle estremità inserito in due boccole poste all’esterno della ruota: due dadi esagonali bloccano il perno sulla ruota stessa.

Il mozzo delle bici presentano una lunghezza variabile tra i due estremi, detta “battuta”: a seconda della misura si ha una maggiore o minore tensione dei raggi della ruota permettendo altrettanta duttilità e resistenza all’impatto con il suolo (ad esempio, per le bici da passeggio la battuta sarà di circa 100/130 millimetri, mentre per le MTB arriva a 148 millimetri). Alle estremità del mozzo sono poste le “flange”, ossia dei dischi con dei fori in cui sono alloggiati i raggi: dimensioni delle flange, numero dei fori e posizionamento dei raggi determinano la tipologia di bicicletta e la sua “categoria”, sportiva o solo amatoriale.

Il mozzo può di diversi tipi, tra cui i più utilizzati sono:

  • Mozzo a coni e sfere: all’interno alloggiano delle sfere che permettono la rotazione del perno battendo contro un cono metallico;
  • Mozzo a cuscinetti: alloggiano al suo interno in modo fisso e non regolabile;
  • Mozzo a cuscinetti ceramici: impediscono la formazione di attrito e favoriscono la scorrevolezza del perno;
  • Mozzo a ruota libera e per dischi “scimano”.

Il mozzo ruota per auto e moto, invece, è conosciuto come “monolaterale”, ossia il mozzo è unico per ciascuna ruota e permette il fissaggio sul lato esterno. Si usa sia per le ruote anteriori che per quelle posteriori. Il fissaggio della ruota al suo mozzo avviene attraverso dei bulloni. Il mozzo presenta un cuscinetto al suo interno che permette alla ruota di girare con il giusto margine di rotazione: le due componenti sono complementari e necessarie per il buon funzionamento della ruota stessa.

Come smontarlo

Per il mozzo per bici o moto esistono tre diversi tipi di “sgancio” e smontaggio:

  • fissaggio con bullone: il mozzo si smonta con lo svitamento del bullone avvitato sul perno filettato;
  • sgancio rapido”: si tratta di un congegno meccanico in cui il perno del mozzo ha una leva in un’estremità e una filettatura “eccentrica” nell’altra, e munita di un dado che ruota in senso opposto alla leva in modo da ottenere la rotazione “al contrario” e quindi lo svitamento rapido;
  • fissaggio con perno passante e cavo che si avvita sul telaio.

Per il mozzo delle auto, invece, lo smontaggio è un’operazione molto articolata: si parte dallo smontaggio della ruota, quindi della pinza freno e del disco del freno, e si arriva al mozzo che è saldamente avvitato con dei bulloni nel sottoscocca. A questo punto basta sostituire il vecchio mozzo con uno nuovo, oppure procedere solo con la sostituzione dei cuscinetti che alloggiano al suo interno, in quanto logorati dagli attriti e dalle oscillazioni.

Cosa fare quando è storto

Ben altra cosa è quando il mozzo non è solo da sostituire ma anche da riparare, nel caso in cui sia possibile, in quanto si è danneggiato ed è diventato “storto”. Il caso del mozzo storto nelle biciclette consiste in una piegatura che compromette la rotazione della ruota, il buon funzionamento dei dischi, delle flange e dei raggi. Una soluzione può essere un intervento di smontaggio e aggiustamento del componente, quindi di raddrizzamento, per cui è richiesta comunque un po’ di pratica ed esperienza. Si tratta, infatti di smontare tutte le parti che compongono la ruota, fino ad arrivare al perno interno del mozzo, quindi provvedere al suo raddrizzamento o sostituzione.

Nel caso del mozzo di un’auto, invece, il mozzo “storto” causa un forte rumore soprattutto in frenata, per cui è necessario intervenire sperando di aver individuato esattamente la causa. Il sintomo, infatti, lascia spesso pensare all’ovalizzazione dei dischi, o alle pasticche dei freni consumate: la sostituzione di entrambi questi componenti potrebbe, seppur temporaneamente, far sparire il rumore in frenata, ma se il mozzo è storto prima o poi si ripropone il problema.

Proprio perché il mozzo, di qualsiasi tipo di veicolo si tratti, è soggetto a molte sollecitazioni e anche all’esposizione agli agenti atmosferici, la sua manutenzione continua ne garantisce una maggiore durata. Infatti, nel caso delle biciclette, si consiglia la revisione almeno una volta l’anno per effettuare la pulizia del mozzo e degli altri componenti che lo circondano, con ingrassaggio e fissaggio di sfere e bulloni. Lo stesso vale per l’auto il cui danno maggiore proviene dall’usura dei cuscinetti e del mozzo stesso.

Costo

La riparazione di un mozzo storto, o altro tipo di danneggiamento, è un tipo di intervento il cui costo può essere anche oneroso. Si deve calcolare che comunque il costo della manodopera è forse quello che grava maggiormente sull’ammontare della spesa, considerato che i pezzi non sono molto cari: un mozzo per biciclette si aggira intorno ai 50 euro ma può superare anche i 300 euro – nei casi di biciclette molto competitive in ambito sportivo, o di pregio -, anche se si può trovare del buon usato ad un miglior prezzo. La riparazione del mozzo di una bicicletta può essere, mediamente, di 100/150 euro, anche se la cifra si supera quando si deve mettere le mani su una “due ruote” di un certo valore.

Nel caso del mozzo di un’auto, invece, la riparazione prevede quasi sempre la sostituzione del pezzo il cui costo sul mercato dipende molto dal tipo di auto e dai prezzi di listino della casa costruttrice. La spesa può variare dai 300 ai 400 euro, compreso il pezzo di ricambio, la manodopera di circa 30/40 euro l’ora, e l’IVA.

Ultima modifica: 26 giugno 2017